Mercato e Industria

Gli E-fuel nella ricetta green di Mazda

di Pier Luigi del Viscovo

(REUTERS)

2' di lettura

Da Mazda due lezioni di politica industriale. La prima, che la politica deve fissare obiettivi e limiti per l'industria, ma poi deve lasciarla libera di perseguirli con la sua migliore innovazione tecnologica. La seconda, che il futuro è fatto di domande più che di risposte, per cui la ricerca va incoraggiata in più direzioni, anziché essere forzata verso una sola, giacché non è mai certo da dove le soluzioni possano arrivare.

Secondo la casa del Sol Levante non è detto che il futuro sia tutto elettrico. La mobilità elettrica, se alimentata da energie rinnovabili, è di fatto uno strumento efficace per ridurre le emissioni, soprattutto nelle città. Tuttavia, la realtà è che nella maggior parte dei mercati europei una quota significativa del mix energetico proviene ancora dai combustibili fossili. Inoltre, in molti luoghi in Europa caricare un veicolo elettrico fuori dalla propria abitazione è ancora una sfida.

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Ma le barriere alle auto elettriche, oltre al prezzo e alle colonnine di ricarica, sono anche culturali. L'automobilista sente che deve adottare un paradigma diverso nell'uso dell'auto, in funzione della ricarica, dell'autonomia e della wall-box domestica. Per abbattere le barriere culturali, Mazda ha realizzato uno sportello sempre aperto per aiutare la familiarizzazione con le auto elettriche.

Insomma, elettrificazione sì, ma non basta. Per raggiungere l'obiettivo a lungo termine della neutralità climatica pare necessario sfruttare tutte le opportunità per la riduzione delle emissioni impiegando varie tecnologie. Il futuro è multi-solution e la ricerca deve proseguire in tutte le direzioni, senza focalizzarsi solo sulle auto elettriche. Nel 2030 il 25% delle auto Mazda sarà pienamente elettrico, ma per le altre vetture, che saranno comunque ibride, si annunciano delle sorprese, anche basate sul motore rotativo che avrà un ruolo importante per l'ibridizzazione.

E poi c'è il parco circolante. In Italia ci sono poco meno di 40 milioni di auto, di cui quasi la metà è stata immatricolata negli ultimi 12 anni: ma davvero vogliamo credere di ridurre la CO2 solo con l'elettrificazione? I motori termici sono puliti o sporchi a seconda di cosa bruciano.

Non si può ignorare la frontiera dei bio-carburanti e degli e-fuel, climaticamente neutri, al cui sviluppo Mazda contribuisce partecipando alla e-Fuel Alliance. Agire sui combustibili permette una capillare distribuzione senza stravolgere l'attuale assetto tecnologico con impatti anche sull'economia del continente europeo.

Bruxelles dovrebbe incoraggiare, non mortificare, la ricerca definendo gli obiettivi e preservando la neutralità tecnologica. Se obbliga a seguire una strada, poi nessuno sviluppa le tecnologie se i prodotti sono invendibili.

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