Lavoro

Gli incontri domanda e offerta di lavoro? Sul web, dove in un anno sono raddoppiati

Tutored, la piattaforma dove le imprese cercano candidati tra studenti e neolaureati, stima che nei prossimi 12 mesi i match raddoppieranno, sfiorando 200mila. I giovani prediligono percorsi di recruiting tradizionali e nelle loro scelte si lasciano guidare dall’ambiente di lavoro

di Cristina Casadei

(AdobeStock)

3' di lettura

Nell’ultimo anno sono 90mila gli incontri tra domanda e offerta nati su Tutored, la start up che ha sviluppato una piattaforma oggi utilizzata da oltre 500mila studenti e neolaureati per trovare lavoro. «La moltiplicazione degli annunci pubblicati dalle aziende in questa fase ci fa prevedere che nei prossimi 12 mesi questo dato raddoppierà sfiorando i 200mila», dice il ceo Gabriele Giugliano che nel 2014 ha fondato la start up, insieme ad altri partner, con l’obiettivo iniziale di creare un luogo digitale di scambio di appunti e ripetizioni tra studenti universitari. Nel 2017 Tutored ha cambiato veste, diventando uno dei luoghi dove oggi si incontra chi offre e chi, tra gli studenti universitari e i neolaureati cerca un lavoro. Non esiste una fascia di età specifica ma gli utenti sono quasi tutti nella fascia tra 18 e 26 anni. Per tutti sembra però esserci una certezza. «La profilazione delle offerte delle aziende che viene fatta su Tutored è estremamente dettagliata e questo fa sì che le candidature siano esattamente quelle richieste - spiega Giugliano -. Ed è anche per questo che ogni anno il 95% delle aziende rinnova l’iscrizione». Che è invece gratuita per i candidati. Sapere quanti di questi incontri vada a buon fine non è tra i dati oggi disponibili se non per alcuni campioni. «Per esempio, facendo riferimento alle sole discipline Stem (science, technology, engineering e mathematics) più E (economics), negli ultimi 24 mesi le assunzioni sono state 3.500», continua Giugliano. Le discipline Stem sono molto rappresentate sulla piattaforma: oltre il 65% degli iscritti arriva infatti da questo bacino.

La fase pandemica ha segnato una piccola rivoluzione anche nei processi di recruiting dove già pre pandemia la prima parte veniva svolta da remoto. Una ricerca che è stata svolta su 5.500 membri della community di Tutored ha messo in evidenza che «coloro che entreranno nel mondo del lavoro nei prossimi mesi non sono del tutto convinti del lavoro a distanza ed anzi, per certi versi, sembrano guardare ad un approccio lavorativo più tradizionale», interpreta Giugliano. I dati evidenziano, ad esempio, come il 65,1% dei rispondenti preferisca affrontare un processo di selezione a seguito della candidatura per un posto di lavoro con una prima parte online e una seconda in presenza: l’aspetto del “contatto fisico” con il potenziale datore di lavoro viene ancora ritenuto estremamente importante. Una percentuale un po’ più alta, il 68,4%, dichiara invece di preferire un buon equilibrio tra lavoro in presenza e remoto, seguito dal 26,1% che dichiara di preferire il lavoro in sede. È quindi solo il 5,5% a preferire un approccio integralmente da remoto.

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A guidare la scelta delle aziende a cui inviare la propria candidatura c’è invece il tipo di ambiente di lavoro, come dice il 77,6% dei rispondenti. Questo vuol dire che i giovani sono attenti al tipo di atmosfera che si respira sul posto di lavoro, al rapporto che si può potenzialmente instaurare con i futuri colleghi, così come ad aspetti relativi proprio alla sede fisica del posto di lavoro nel quale ci si insedierebbe. Tutti aspetti che negli ultimi mesi i candidati hanno potuto apprendere prevalentemente via web: i webinar interattivi sono stati il primo strumento con il quale si desidera conoscere queste caratteristiche (con il 54,4% delle preferenze), ma c’è comunque un 39,8% che preferirebbe avere più un approccio diretto con un evento in presenza.

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