ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl rapporto di Legambiente

Goletta Verde: fuorilegge il 32% delle acque di mare e laghi

Maglia nera a Lazio (15), Campania (14), e Calabria e Toscana (ex equo con 11), per il maggior numero di punti “inquinati” da batteri oltre i limiti di legge dopo i campionamenti in mare. Tra i laghi con più punti campionati fuori legge quello di Como (Lario), la sponda lombarda di quello di Garda e quella piemontese del lago Maggiore

Legambiente, oltre i limiti di legge il 32% delle acque costiere e dei laghi

3' di lettura

È “fuorilegge” il 32% delle acque costiere e dei laghi analizzate da Legambiente durante le campagne Goletta verde e Goletta dei laghi 2022 in cui è stato trovato «inquinato o fortemente inquinato» quasi un campione su tre prelevato e sottoposto ad analisi microbiologiche in 18 regioni e 37 laghi italiani. Il 55% dei punti critici, spiega la ong, «si concentra in foci di fiumi, canali e torrenti: tra mala depurazione e scarichi abusivi», l’Italia resta «malato cronico». Sono 387 i campioni sottoposti ad analisi microbiologiche, di cui 124 oltre i limiti di legge per concentrazione di Enterococchi intestinali ed Escherichia coli.

Fuorilegge il 32% di acque di mare e laghi

Sorvegliati speciali, anche in questa stagione di monitoraggio - compiuto dal 20 giugno al primo agosto da oltre 200 volontari dell’associazione ambientalista - foci di fiumi, canali e torrenti, i principali veicoli con cui l’inquinamento causato da cattiva depurazione o scarichi illegali arriva al mare e nei laghi: dei 188 ’punti critici’ di questa tipologia monitorati da Legambiente (sui 387 complessivi), 103 (55%) sono risultati oltre i limiti di legge. Nei restanti 199 punti campionati a mare o nelle acque lacustri, invece, i valori rilevati hanno superato il limite di legge soltanto in 21 casi (l’11%), è stato precisato durante la presentazione dei risultati.

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I risultati nel dettaglio

Più in dettaglio, il 31% dei punti campionati da Goletta Verde nei mari italiani (83 su 261) ha restituito valori oltre i limiti di legge: in media, un punto inquinato ogni 91 chilometri di costa. Oltre i limiti di legge, in particolare, il 55% delle foci campionate, il 42% delle quali è risultato “fortemente inquinato” secondo il giudizio del programma scientifico della Goletta Verde. Una dimostrazione, sottolinea Legambiente, «del fatto che i pericoli di una cattiva o assente depurazione sono la principale minaccia per la salute dei nostri mari e che c’è ancora molto da fare per recuperare il deficit impiantistico e della rete fognaria».

In mare Lazio e Campania più punti inquinati

Maglia nera a Lazio (15), Campania (14), e Calabria e Toscana (ex equo con 11), per il maggior numero di punti “inquinati” da batteri oltre i limiti di legge dopo i campionamenti in mare fatta nella campagna lungo le coste italiane dalla Goletta Verde 2022 di Legambiente. Le regioni più virtuose, con nessun punto risultato inquinato, sono Puglia (29 punti esaminati e zero foci e zero punti oltre i limiti di legge), Veneto (11 punti esaminati e zero fuorilegge) e Basilicata (5 punti esaminati e zero fuorilegge).

Lago di Como con maggiori criticità

Quanto ai laghi, il maggior numero di punti inquinati è stato rilevato nel Lario (Como) in Lombardia (10 punti campionati, 5 foci e canali oltre i limiti, 6 punti totali oltre i limiti), poi nel Garda (sponda lombarda con prelievo in 7 punti e 5 punti oltre i limiti di legge) e nel lago Maggiore (sponda piemontese 9 punti campionati e 5 punti totali oltre i limiti).

Il ruolo degli scarichi abusivi

Il 53% dei prelievi eseguiti presso foci, canali e punti critici (32 punti campionati su 60) è risultato oltre i limiti di legge consentiti per le acque superficiali e interne. Ancora una volta, osserva Legambiente, risultano compromessi soprattutto i corsi d’acqua che ricevono scarichi abusivi non collettati o non depurati, provenienti da impianti inadeguati o guasti, su cui bisogna investire risorse per risolvere l’annoso problema della depurazione in Italia.

Il ruolo dell’eolico off-shore

Secondo Legambiente, crisi climatica e sociale, caro bollette e conflitti devono spingere il nostro Paese verso politiche strutturali e soluzioni concrete che non lascino indietro nessuno: l'eolico off-shore è il futuro del nostro sistema energetico, un pezzo di tecnologia che non soltanto è in grado di rispondere a queste emergenze, ma anche di recare benefici ai territori, permettendo di fare a meno di rigassificatori e nuove centrali a gas.
Se progettati bene, gli impianti possono infatti creare nuovi posti di lavoro, sviluppo e innovazione e, come dimostrano gli studi effettuati, diventare anche luoghi di ripopolamento della biodiversità, con vantaggi indiretti per il settore ittico.

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