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Google Pixel Buds 2, gli auricolari wireless con l’Ai suonano davvero bene

La seconda generazione delle cuffiette senza fili di Google stupisce per qualità ma anche per il prezzo davvero un po’ alto

di Luca Tremolada

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La seconda generazione delle cuffiette senza fili di Google stupisce per qualità ma anche per il prezzo davvero un po’ alto


2' di lettura

Le Pixel Buds 2 suonano bene, sono comode da indossare ma costicchiano. Lanciate sul mercato italiano la settimana scorsa le abbiamo provate per capire cosa si sono inventati
I punti di forza sono l'integrazione con l'assistente Google e alcune chicche, come la possibilità di traduzione simultanea e la gestione del volume grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale. Se vogliamo parlare in svedese le nostre frasi saranno tradotte nella lingua desiderata (sono disponibili 40 lingue), appariranno sullo schermo dello smartphone e saranno anche lette dalla voce sintetica del traduttore perché il vostro interlocutore possa ascoltarle. Il processo è macchinoso e bisogna avere l'app traduttore di Google aperta sullo smartphone. Ma migliorerà.

Come sono fatte.

Gommose al tatto e di spessore ridotto. Le potete indossare anche per dormire e con il casco. Si fissano bene all'orecchio. Troverete nelle confezione i classici gommini in silicone in tre dimensioni. C'è anche la ricarica wireless altrimenti si usa per l'alimentazione l'UsbType-C. Come longevità siamo arrivati a sei ore filate di autonomia, quindi bene. Per ora ci sono solo in bianco e nero al prezzo sul Google Play Store di 199 euro. Costanoquindi più delle cuffiette AirPod di Apple ma meno della versione Pro.

Come suonano.

I bassi si sentono bene se l'orecchio è ben isolato e quindi, se l'obiettivo è quello di ascoltare la musica scegliete il gommino giusto. Non c'è un equalizzatore (peccato) per intervenire manualmente, la cuffie decidono loro in base al genere. Peccato anche per la scelta di supportare solo il codec standard del bluetooth audio (Aac) ma è anche vero che se uno non si compra auricolari di tipo in-ear non può avere le aspettative di un audiofilo duro e puro. Nella musica le dimensioni contano. Peccato anche perché non è presente la funzione di cancellazione del rumore attiva. Detto questo se ascoltate la musica su Sporify o altri servizi in streaming andrà tutto benissimo e avrete performance superiori a molti altri auricolari in commercio. Merito anche del driver da 12 mm che migliora moltissimo la qualità audio soprattutto per un auricolare di queste dimensioni.

Per parlare al telefono.

L'asset forse più importante quando si parla delle qualità audio di queste Pixel Buds sono le chiamate. Due microfoni riescono a captare bene la voce nuovi auricolari di Google utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale per adattare il volume in base alla situazione in cui ci troviamo. Se mentre parliamo durante una chiamata i microfoni rilevano un forte rumore, ad esempio il passaggio del tram o la pioggia, il volume del suono sarà aumentato per il lasso di tempo necessario a mantenere confortevole e chiara. Per lavorare magari in ufficio rumoroso o da casa con bimbi e cane sono davvero ottime.

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