Formula1

F1 Gp Monaco, vince facile Verstappen. Delusione per Leclerc ma ottimo Sainz secondo

Verstappen, Sainz e Norris, sul podio in quest’ordine al termine dei soliti 78 giri del principato più bello del mondo, sono oggettivamente un bel gruppo di “abbastanza giovani” piloti

di Alex D'Agosta

(Afp)

4' di lettura

Con un bel sole e in assenza di incidenti o accanimenti di piloti di rilievo, questo Gran Premio di Monte-Carlo, dopo un anno di stop per Covid, resterà nella storia, come spesso accaduto, per un risultato finale difficilmente prevedibile. Anzi, quasi inconcepibile. E parecchio doloroso per alcune squadre di punta e per alcuni protagonisti, non poco delusi e arrabbiati.

Tuttavia, Verstappen, Sainz e Norris, sul podio in quest’ordine al termine dei soliti 78 giri del principato più bello del mondo, sono oggettivamente un bel gruppo di “abbastanza giovani” piloti, con tre team differenti e per una volta tanto senza una Mercedes. Dal punto di vista della varietà dell’ordine di arrivo, quindi, poco da dire.

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Peccato però per la magra dinamica. Come accennato, in assenza di grossi accadimenti, questa domenica si è verificata molto ripetitiva e del tutto pacata in termini di sorpassi, errori, rischi: nessuna frenata “impiccata” alla Sainte Dévote, nessun grosso azzardo. Insomma, giornata davvero piatta e l’assenza di buona parte dei big ha reso questa inossabile prova del mondiale poco godibile.

Gli spagnoli Sainz e Alonso

Incredibile però il punto di vista su questa competizione ad esempio dei tifosi spagnoli. Pochi anni fa, quando era in Renault e Alonso in McLaren, Sainz lottava per passarlo. E molto presto si è fatto notare per diverse lotte testa a testa allo scopo di avere il primato di giornata almeno fra i piloti iberici, anche nella gara di casa: la storia della Formula 1 ha visto anche questo, il “bambino” che incontra il suo idolo alle elementari mentre lui è già campione del mondo e qualche tempo dopo se lo ritrova di fronte e lo batte.

Questo più che mai accade oggi: Alonso guida una modesta Alpine e la interpreta meno bene del suo compagno Ocon, mentre Sainz guida una Ferrari e oggi, mentre non c’era la “prima guida”, sale addirittura sul podio, ben undici posizioni davanti al suo idolo e dietro solo a Verstappen, il secondo favorito al mondiale 2021.

Almeno una bella storia di questo Monaco, che ha visto Verstappen vincere per la prima volta davanti al Principe Alberto e Sainz ottenere il primo podio stagione, nonché primo con la tuta rossa di Maranello. Norris poi raddoppia il suo miglior risultato in Formula 1 e dietro di lui insegue Perez che, nonostante la sua solita strategia di mantenimento delle gomme, non riesce ad essere incisivo. Molto più indietro si segnala anche un risvegliato e buon Vettel, che porta a casa buoni punti e si trova davanti anche al “mostro sacro” di Hamilton, oggi mai visto in gara dopo una già assai modesta qualifica.

Questione di team

Faranno discutere i ritiri eccellenti di oggi. È arrivato in fondo persino Mazepin. Leclerc, invece, non ha potuto nemmeno schierarsi sulla griglia. Si potrebbe quasi chiamare maledizione, perché nella sua gara letteralmente di casa non è mai riuscito a vedere la bandiera a scacchi non solo in Formula 1, anche con la Sauber, ma perfino con la Formula 2. Quella di oggi è stata forse qualcosa più della sfortuna.

Si è trattato anche di un azzardo, di un rischio calcolato: dopo il “botto” di ieri in qualifica, si è ritenuto di non sostituire il cambio per evitare penalità in termini di posizioni in partenza, ma nell’allineamento è venuto fuori che, forse, o, almeno, si spera, non c’è stato solo il cambio né forse un componente legato direttamente all’impatto di ieri, in quanto dall’altro lato della vettura. Successive indagini interne stabiliranno magari meglio di cosa si tratta, anche se non è detto che verrà poi comunicata tutta la verità fino in fondo.

D’altra parte, anche altre buone famiglie oggi hanno vissuto un evento scioccante: in casa Mercedes, al pit stop di Bottas un dado si è bloccato quando si è trattato di estrarre la ruota anteriore destra. Momenti maledetti, in cui gli attimi persi in piazzola pesavano come macigni, con una suspence degna dei film dell’orrore. Dopo circa 30 secondi il team decretava necessariamente il ritiro. Una piccola consolazione perché quest’evento determinava in via definitiva la seconda posizione di Sainz che, tutto sommato, non ha dovuto far altro che tenere il suo passo, non avendo più altri rivali in gioco.

Pazza classifica finale

Una domenica più che anomala, in definitiva, con questa concomitanza di fattori. Certo in una debacle del genere di Mercedes ci si poteva aspettare teoricamente anche più di un pilota Ferrari sul podio. Invece la doccia fredda del giro di allineamento verrà ricordata come un incubo dal povero Charles.

Nel tirare le somme, bisogna fare i complimenti anche a Pierre Gasly, sesto, che dopo aver vinto a Monza non si è visto con tanta regolarità nelle zone alte della classifica ma, oggi, si è tolto la soddisfazione di finire dietro a Hamilton, settimo e, strano a dirsi, ultimo pilota a pieni giri. Dietro di lui, a punti, figurano Stroll, Ocon e Giovinazzi, in lenta crescita, anche oggi davanti a Raikkonen: per lui è il primo punto dell’anno e il terzo miglior risultato in carriera. Dodicesimo e irriconoscibile Ricciardo: da lui, dopo la vittoria su questa pista di solo tre anni fa, ci si aspettava ben di più, considerando che la macchina che ha nel 2021 non è affatto male.

Pazza la classifica finale. Red Bull supera Mercedes sia nei costruttori sia nei piloti per la prima volta nell’era turbo. Quattro i punti di vantaggio su Hamilton per l’olandese. Sorprende ma non troppo il terzo di Norris, davanti a Bottas. Perez, poi, supera Leclerc e Sainz è subito lì dietro al monegasco, a solo due punti di distacco. Spiace vedere ancora senza punti piloti di grande talento come Raikkonen e Russell, mentre per Schumacher junior non è solo inesperienza, ma anche una questione di auto: quando si arriva a due giri, c’è ben poco da fare. Anche a Monaco.

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