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Gp Spagna, Leclerc si ritira senza aver sbagliato nulla: un regalo a Verstappen che lo sorpassa nel mondiale

Gran premio di Spagna 2022 conquistato da Verstappen, al terzo successo consecutivo, e Perez, in sella a due Red Bull sempre più affidabili

di Alex D'Agosta

(REUTERS)

4' di lettura

Sole, caldo e ghiaia saranno ricordati a lungo per questo gran premio di Spagna 2022 conquistato da Verstappen, al terzo successo consecutivo, e Perez, in sella a due Red Bull sempre più affidabili. Con un brillante terzo posto di Russell: non certo scontato, ma del tutto meritato. Un risultato positivo per il team di Christian Horner che influisce pesantemente sulla situazione mondiale dopo sei gare completate, visto che allunga la mano sulla leadership sia del mondiale piloti sia di quello costruttori, fino a stamattina entrambi ancora in mano di Mattia Binotto.

Affidabilità è stata la parola chiave di questa gara e le temperature tropicali hanno impattato senza appello sull'esito di molti dei protagonisti della stagione. Se infatti la presenza della nostra stella madre è senz'altro piacevole per i partecipanti e per le esigenze televisive, il caldo che ha comportato l'anticiclone iberico oggi, contestualizzato in una pista con asfalto molto abrasivo, ha senza dubbio penalizzato le performance delle auto, visto che il gommista Pirelli è stato costretto a utilizzare le coperture più dure, con una tenuta di strada che non rispecchia certo il massimo potenziale di queste Formula 1.

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Di conseguenza, fra surriscaldamento e coperture, si possono circoscrivere i fattori chiave della sofferenza odierna delle vetture: Russell già a un quarto di gara infatti lamentava problemi termici via radio, che rischiavano di influire sul suo risultato. Max Verstappen, già vittima di un errore di guida, ha poi apparentemente avuto guasto al Drs. E in tutto il pomeriggio catalano ogni team ha avuto i suoi allarmi ciclicamente, a carico di diversi sensori. Ciò detto, nonostante questo scenario ostile a uomini e meccanica, considerando inoltre il fattore ‘posizione di partenza', il risultato finale sembrava poter soddisfare gli italiani senza stupire più di tanto. Sulla pista catalana, infatti, ventotto su trentadue volte aveva vinto una monoposto partita dalla prima fila, di cui ventitre dalla pole. Ma i diversi accadimenti hanno determinato invece un ordine di arrivo che neanche il più bravo dei bookmaker avrebbe potuto prevedere con precisione.

Il ‘grosso' dei problemi e degli stravolgimenti di classifica è arrivato già nella prima metà del gran premio. La partenza della prova spagnola è stata del tutto neutra per i due piloti di punta ma ha presentato diversi episodi spinosi che hanno pesantemente condizionato alcuni driver. Leclerc ha tenuto botta l'attacco di Verstappen, qualificato secondo dopo una qualifica e da un pre-gara ostacolati da inconvenienti tenici potenzialmente seri. Russell, come dicono gli anglosassoni, ha subito mostrato quanto avesse il fuoco dentro sin dall'inizio: ha guadagnato immediatamente posizioni, a danno soprattutto di Sainz. E poi un episodio dubbio: Hamilton a seguito di un contatto con Magnussen è finito in fondo, e gli è andata anche bene, perchè la Haas è finita nella ghiaia ed è rimasta molto indietro. Durante il gran premio non è arrivata però nessuna sanzione perché il sette volte campione tutto sommato aveva tre quarti di auto all’interno e davanti, quindi si è trattato di un evento discretamente accettabile.

Da lì in poi, nonostante sembrasse potesse delinearsi una gara mediamente prevedibile, è iniziato un filotto di colpo di scena. Già nelle prime fasi, del tutto a sorpresa, Verstappen, dalla seconda posizione, scivolava in quarta posizione mentre inseguiva Leclerc: un errore di guida, stesso punto di Sainz pochi giri prima. Forse una frenata tardiva e la Red Bull è finita nella ghiaia. Ma al di là di altre piccole cose, il fatto più clamoroso purtroppo è a danno di Leclerc. Al giro 26, la sua Power Unit ha smesso di funzionare regolarmente mentre si trovava comodamente in testa alla corsa, fresco di un cambio gomme molto efficiente da soli 2.2 secondi. Aveva saputo restare primo sin dallo start, il gran premio sembrava suo nonostante il piccolo ‘regalo' di Verstappen con lo svarione in curva. Con il ritiro della rossa, ai diretti inseguitori è tornato presto l'appetito, per cui si è visto riemergere dagli inferi Hamilton, che ha concluso quarto.

Nonostante la sua difficile situazione in questa stagione, oggi è stato capace di precipitare verso il fondo della classifica ma anche di risalirla al meglio possibile, tutto sommato meglio del sabato, quando si era qualificato sesto. Pensare che a un certo punto, quando era messo molto male, voleva perfino ritirarsi per salvaguardare l'unità motrice da questa giornata così termicamente complessa. E invece Hamilton, molto nell'ombra ultimamente, si è ripreso orgoglio e soddisfazione, dando la stoccata finale a una giornata già molto nera nel box di Maranello.

A cinque giri dalla fine infatti, quando molti avrebbero scommesso sul suo quinto posto, considerando che aveva davanti Sainz con gomme di simile durata, ha sorpassato con una manovra magistrale il primo degli spagnoli in classifica. Carlos, pur avendo finito il 2021 davanti a Charles, nel 2022 non si è ancora molto distinto né in gara né in qualifica e il fatto di non aver saputo arginare l'attacco della Mercedes oggi ha fatto molto male all'orgoglio della Spagna e del suo team. Un regalo inutile che ha gettato ancora più tristezza sul tifo italiano e spagnolo. Tuttavia un colpo di scena a meno di due giri dalla bandiera a scacchi ha risollevato le sorti di Sainz: dal muretto Mercedes sono stati esortati i piloti a non ‘usare al massimo' le monoposto a causa di una carenza di carburante.

Un uso della tecnologia forse poco romantico, che almeno ha evitato dei ritiri e, soprattutto, ha garantito alla Ferrari una conclusione di giornata meno amara, anche se del tutto fuori dal podio.Dopo il ‘pack' dei top team, arriva ancora una volta Bottas: ormai il finlandese si sta abituando ad arrivare sempre più spesso vicino o davanti a Hamilton tanto da essere quasi infastidito dalle domande che gli vengono poste a riguardo. Merita infine menzione anche Alonso: nonostante un'auto non del tutto a posto, arriva a punti, nono, anche se due posizioni indietro di Ocon. Il quale, in quanto a esperienza e classe, ha ancora molta pastasciutta da mangiare. Ma con oltre 20 punti di vantaggio si può dire che meriterebbe un eventuale ruolo da ‘prima guida' e, in futuro, anche la fiducia di qualche team più competitivo rispetto all'Alpine.

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