Emergenza Covid

Gran Bretagna, niente mascherine e pochi giovani vaccinati: è boom di contagi

Non sono solo i contagi ad aumentare ma anche i ricoveri in ospedale, aumentati del 6,9% nell'ultima settimana a 5.561, e i decessi, saliti dell'11,4% a 869 nello stesso periodo.

di Nicol Degli Innocenti

(AFP)

3' di lettura

Sarà «un inverno difficile»: parola di Downing Street. L'aumento dei nuovi casi di coronavirus, ai massimi da luglio, preoccupa il Governo britannico, che «sta monitorando i dati molto da vicino». Lunedì i contagi giornalieri hanno sfiorato quota 50mila (49.156).
Se i contagi continueranno ad aumentare al ritmo attuale del 16% a settimana, il timore è che si torni presto al livello record di 68mila casi al giorno toccato in gennaio, all’apice della diffusione della variante inglese.

Una nuova emergenza

La Gran Bretagna, primo Paese europeo ad avviare la campagna di vaccinazione di massa con grande successo, si trova ora ad affrontare una nuova emergenza alle soglie dell'inverno. Non sono solo i contagi ad aumentare ma anche i ricoveri in ospedale, aumentati del 6,9% nell'ultima settimana a 5.561, e i decessi, saliti dell'11,4% a 869 nello stesso periodo.

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L'aumento dei casi è attribuito a diversi fattori come la riapertura delle scuole e la fine delle misure preventive come il distanziamento sociale e le mascherine obbligatorie. I contagi sono aumentati in modo esponenziale tra gli studenti soprattutto del liceo e i loro genitori, anche perchè il Governo inglese ha deciso di non rendere obbligatorio l’uso delle maschere in classe e di non imporre restrizioni di alcun tipo.

Le probabili cause dei contagi

Il premier Boris Johnson ha insistito su un «ritorno alla normalità» e ha dato il via libera alla riapertura di tutti i locali, discoteche comprese. Un altro fattore è che molte persone sono state vaccinate mesi fa e il loro livello di protezione ora si sta abbassando: per quello un numero sempre maggiore di persone che hanno ricevuto due dosi risultano comunque positive. Gli studi dimostrano che l'immunità inizia a scemare dopo cinque o sei mesi. Per questo molti esperti chiedono ora che sia accelerata la campagna di richiamo per una terza dose, per ora limitata agli anziani, e che vengano vaccinati tutti i ragazzi sopra i 12 anni. Per ora, solo il 15% dei ragazzi sopra i 12 anni ha ricevuto una dose di vaccino, perché la vaccinazione è volontaria e molti genitori non sono d’accordo.

Esplosione dei contagi a scuola

Nella settimana dal 2 al 9 ottobre addirittura l’8% degli studenti nella fascia 11-16 anni è risultata positiva al Covid: una vera e propria esplosione di contagi nelle scuole dovuta al fatto che il Regno Unito ha avviato le vaccinazioni per gli over-12 solo a fine settembre, molto più tardi dell’Italia e di altri Paesi. Più in generale poi la campagna di vaccinazione, partita alla grande, negli ultimi mesi ha rallentato il passo.

«La Gran Bretagna non è più al top della classifica europea delle vaccinazioni e sta perdendo punti, soprattutto per quanto riguarda i teenager -, ha detto oggi Neil Ferguson, professore a Imperial College e membro del Comitato consultivo di esperti del Governo - . Non è un caso che i numeri stiano calando in altri Paesi europei dove mascherine e distanziamento sociale sono ancora obbligatori».

Un’ipotesi molto temuta

C'è un'altra possibilità infine, la più temuta dagli scienziati: che ci sia in circolazione una nuova variante o una “sotto variante” del Delta, chiamata Delta Plus, più resistente al vaccino. No comment del Governo, che non vuole creare il panico tra la gente. Secondo voci ricorrenti, la variante sarebbe arrivata dall'America Latina. Per questo gli unici 7 Paesi che sono ancora sulla “lista rossa” britannica (che richiede la quarantena obbligatoria in albergo per chi arriva in Gran Bretagna) sono Colombia, Venezuela, Perù, Ecuador, Panama, Haiti e Repubblica dominicana.

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