ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEmergenza acqua

Grave siccità in Valpadana: Piemonte chiede stato di calamità. Produttori idroelettrici rilasciano più acqua dagli invasi

Situazione sempre più drammatica soprattutto in Piemonte e Lombardia per le basse precipitazioni e le temperatura ben oltre la media del periodo

Siccità: il Po mai così in crisi da 70 anni

4' di lettura

Le bassissime precipitazioni dei mesi scorsi e le temperature ben oltre la media delle ultime settimane stanno mettendo in ginocchio il bacino del Po e gran parte della Valpadana, in particolare tra Piemonte e Lombardia ma non solo.

Per far fronte all’emergenza siccità i produttori idroelettrici lombardi hanno deciso di aumentare i rilasci dell’acqua a supporto dell’agricoltura. Arriva dunque un aiuto dal settore energetico proprio in un periodo in cui c’è più bisogno di produzione di elettricità nazionale per ridurre la dipendenza dal gas russo. La decisione è stata annunciata nell’ambito del tavolo di coordinamento convocato da Regione Lombardia a cui hanno partecipato Terna, i regolatori del lago di Iseo e del lago di Como e del lago Maggiore, i rappresentanti di Enel, A2a ed Edison. «L’incremento - ha spiegato l’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori - permetterà di rilasciare un totale di 4 milioni di metri cubi di acqua al giorno per il bacino dell’Adda, e quasi un milione per il bacino dell’Oglio».

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Precipitazioni -60% nei primi 5 mesi del 2022

Edison ha confermato l’intesa con la Regione Lombardia, precisando che dal 16 giugno per una durata di dieci giorni, incrementerà i rilasci d’acqua a valle dagli invasi della Valtellina. La decisione è stata presa per «mitigare la grave crisi idrica che perdura a causa della scarsa piovosità registrata a partire dalla seconda metà del 2021 e che nei primi cinque mesi del 2022 ha portato a una riduzione delle precipitazioni di circa il 60%, con conseguente contrazione delle produzioni idroelettriche di oltre il 50% rispetto alle medie storiche».

Verso lo stato di emergenza

Intanto le Regioni si attivano per chiedere lo stato di emergenza, come ha anticipato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. «Penso sia una richiesta che andrà fatta congiuntamente - ha detto il governatore - perché è una situazione drammatica per la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia Romagna ma anche il Veneto».

In serata il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha inviato a Roma la richiesta di stato di calamità per l’agricoltura. Lo riferisce la Regione Piemonte, annunciando per l’indomani un incontro per fare il punto della situazione.

La situazione è davvero drammatica, soprattutto se si considera che l’estate non è neppure cominciata. Il Consorzio della Bonifica Burana, che copre il territorio tra gli argini di Po, Secchia, Panaro e Samoggia ha avvertito che se la siccità non si attenua non si potranno più irrigare i campi della pianura padana con l’acqua del Po. Il Consorzio chiede quindi «la massima collaborazione a tutti affinché si faccia un uso oculatissimo della scarsa risorsa idrica a disposizione».

Siccità in Valpadana, verso lo stato di emergenza

Siccità in Valpadana, verso lo stato di emergenza

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Più di un quarto dell’Italia a rischio desertificazione

Più di un quarto del territorio nazionale (28%) è a rischio desertificazione, tanto al Sud che nelle regioni del Nord con la gravissima siccità di quest'anno che rappresenta solo la punta dell'iceberg di un processo che mette a rischio la disponibilità idrica nelle campagne e nelle città con l'arrivo di autobotti e dei razionamenti. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla situazione del territorio nazionale in occasione della giornata mondiale dell’Onu per la lotta a desertificazione e siccità del 17 giugno, sulla base dei dati Ispra.
Un appuntamento che – sottolinea la Coldiretti - cade in una situazione drammatica per il Belpaese con il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca che è sceso a -3,7 metri su livelli più bassi da almeno 70 anni ma a preoccupare è anche l'avanzare del cuneo salino per la risalita dell'acqua di mare che rende impossibile la coltivazione nelle zone del delta.

Dal monitoraggio della Coldiretti si evidenzia che è in sofferenza anche il lago Maggiore con un grado di riempimento del 22,7% così come quello di Como al 30,6%. Nel bacino padano per la mancanza di acqua – precisa la Coldiretti – è minacciata oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell'allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo, ma in alcune zone di Piemonte e Lombardia non piove da quasi tre mesi e in certi Paesi si ricorre alle autobotti per l'uso civile mentre sui ghiacciai del Trentino è stata misurata una quantità di neve compresa tra il 50% e il 60% del valore medio della serie storica.

Emergenza si estende al Centro Italia

L’emergenza acqua sta rapidamente estendendosi al Centro Italia: è questo il dato che emerge dal report settimanale dell’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche. L’associazione dei consorzi di bacino italiani parla della «prima stagione in cui si evidenziano in maniera massiva le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla Penisola». In Toscana, l’Arno, ha flussi dimezzati rispetto alla media mensile, l’Ombrone è ridotto ad uno stato torrentizio. Nelle Marche, il fiume Sentino tocca già il minimo storico, come Esino e Nera. In Umbria, gli invasi del lago Trasimeno e della diga Maroggia sono praticamente dimezzati rispetto agli anni scorsi e il fiume Tevere registra il livello più basso dal 1996. In Lazio, grave è la situazione dell’Aniene, crolla la portata del Sacco, così come in calo sono i livelli dei laghi di Nemi e Bracciano.


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