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Gronda di Genova: «Il cantiere può partire a settembre»

L’ad di Autostrade Tomasi scandisce i tempi per la realizzazione dell’opera

di Raoul de Forcade

3' di lettura

«Il cantiere della Gronda di Genova potrebbe aprire a settembre». Lo ha detto l’ad di Aspi,Roberto Tomasi, nel corso di un convegno sulle infrastrutture nel capoluogo ligure. Le parole del manager si legano a quelle pronunciate, ai primi di maggio, dal ministro delle Infratrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, in un question time alla Camera.

«La competente direzione generale del ministero - aveva sottolineato Giovannini - ha chiesto alla società (Aspi, ndr) di verificare la conformità della progettazione esecutiva, sviluppata sulla base del progetto definitivo approvato nel 2017, alle norme tecniche vigenti. All’esito di questa verifica , la cui conclusione è prevista entro luglio 2022, il ministero potrà provvedere all’approvazione del progetto esecutivo».

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Aspi allineata col Mims

Il piano economico finanziario di Aurtostrade per l’Italia, ha affermato Tomasi al convegno, «è stato consolidato il 31 marzo. Questo vuol dire che non ci sono più incertezze nella definizione dei progetti e la Gronda fa parte delle attività previste. Le dichiarazioni che ha fatto il ministro sull’approvazione a luglio sono assolutamente in linea con le attività che stiamo facendo: a fine maggio emetteremo la relazione sulla validità del progetto» .

Secondo Tomasi «ci sono due fattori fondamentali: il dl “Aiuti” ci dà la possibilità di aggiornare coerentemente i prezzi. Poi, a fine giugno, presenteremo la validazione tecnica del progetto, assevereremo che è adeguato alle normative attuali e consegneremo la dichiarazione-relazione: ci saranno tutte le condizioni per partire».

Cantieri preliminari già ad agosto

Un confronto con tutti gli stakeholder, ha concluso, «diventa fondamentale per mettere a terra questo progetto. Innanzitutto, ad agosto, potranno partire i lavori: cantieri preliminari, lotto zero esteso con Amplia (ex Pavimental). Le modalità di aggiudicazione sono parte ulteriore del confronto che avremo col Governo».

Da parte sua Giovannini, intervenendo al convegno, ha detto che «sono in corso una serie di verifiche sulla Gronda autostradale di Genova, a luglio dovrebbero essere completate, però per favore distinguiamo tra le motivazioni che hanno fermato i lavori e gli investimenti della Gronda dal “tema procedurale”, perché la condizione di Aspi ha fermato una serie di attività a causa dell’incertezza del futuro della società, incertezza che ora è stata sciolta. Se mettiamo ogni volta in un unico calderone tutte le problematiche, nonostante le necessità di semplificazione, rischiamo di non capire cosa è cambiato e cosa ci fa essere un po’ più ottimisti anche sulla Gronda».

Quattordici miliardi per la Liguria

Entro il 2026, comunque, almeno la metà dei 14 miliardi di euro d’investimenti in infrastrutture previsti in Liguria dovrebbe essere realizzata. È la road map indicata dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e dall’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone duramnte il meeting intitolato Liguria infrastrutture: mobilità, ambiente, sicurezza.

Gli oltre 14 miliardi sono il risultato, ha spiegato il governatore ligure, di un miliardo di euro detinato a interventi su infrastrutture, difesa del suolo e protezione civile della regione; 2,8 miliardi per gli investimenti legati al Pnrr e alla realizzazione della nuova diga foranea di Genova; 8 miliardi per le opere di Rfi per tra Terzo valico, nodo ferroviario, nodo del Campasso, raddoppio della tratta nel Ponente ligure e della Pontremolese nello spezzino; il piano di Anas per le Aurelie bis, in parte già realizzate, a cui si aggiungono tutti gli interventi sulle strade ex provinciali, per un totale di 2,45 miliardi.

Le infrastrutture, ha affermato Toti, « sono tutto per la Liguria, sono competitività dei porti, che vuol dire competitività delle imprese del Nordovest, il sistema più produttivo del Paese, nonché accessibilità turistica e possibilità per le imprese di insediarsi nel territorio”.

Toti ha poi evidenziato come «il Terzo valico, la nuova diga, le nuove banchine e l’ultimo miglio dei binari nel porto di Genova, la nuova aerostazione di Genova, il raddoppio ferroviario nel Ponente ligure, la Pontremolese, le nuove stazioni crocieristiche di Genova e Spezia» rappresentino «un lavoro gigantesco che si sta allineando, come i pianeti, sul cielo della Liguria per renderla una delle Regioni più competitive d’Italia nei prossimi quattro-cinque anni».

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