CONTRO PECHINO

Hong Kong, polizia ammette la «manifestazione pacifica». Rimbalzo in Borsa

Dopo le violenze dei giorni scorsi, domenica a Hong Kong è andata in scena una grande manifestazione pacifica, una prova di forza della popolazione scesa in strada nonostante la pioggia fitta per dimostrare la sua opposizione alla legge - nel frattempo sospesa - che rende più facile l’estradizione di cittadini di Hong Kong in Cina


A Hong Kong la grande manifestazione anti-Cina

2' di lettura

Il grande corteo tenuto domenica a Hong Kong dagli attivisti pro democrazia è stato «generalmente pacifico». L’ha riconosciuto la polizia rimarcando il dispiacere in una nota per le intemperanze avvenute in serata all’Admiralty con il lancio da parte di alcuni gruppi di manifestanti di oggetti pesanti e l'uso dei laser contro gli agenti. Malgrado la giornata si sia chiusa senza scontri, la polizia ha risposto alle accuse di uso eccessivo della forza osservando di aver esercitato e seguito «moderazione, tolleranza e pazienza». Intanto la Borsa rimbalza alla prova dei mercati all’indomani della manifestazione pacifica: l’indice Hang Seng ha guadagnato il 2,17%, attestandosi a ridosso dei massimi intraday, a 26.291,84 punti.

Dopo le violenze dei giorni scorsi, domenica a Hong Kong è andata in scena una grande manifestazione pacifica, una prova di forza della popolazione scesa in strada nonostante la pioggia fitta per dimostrare la sua opposizione alla legge - nel frattempo sospesa - che rende più facile l’estradizione di cittadini di Kong Kong in Cina.

Centinaia di migliaia di persone - 1,7 milioni secondo gli organizzatori - si sono radunate a Victoria Park, nel cuore della metropoli, per la manifestazione del Civil Human Rights Front, il gruppo che si è mobilitato per i diritti degli abitanti di Hong Kong raccogliendo ben 2 milioni di adesioni. La stima di 1,7 milioni di partecipanti farebbe di quella odierna la
seconda mobilitazione più grande delle ultime 11 settimane di proteste, alle spalle della marcia del 16 giugno che raccolse adesioni per 2 milioni di persone. La cifra, secondo i media locali, sarebbe in difetto perché non terrebbe conto di tutti i cortei.

Bonnie Leung, tra i leader dell'iniziativa, ha ricordato che oggi “è un giorno di pace”, rinnovando l'invito a “mostrare al mondo che la gente di Hong Kong è del tutto pacifica”, in risposta agli scontri violenti tra attivisti e polizia scoppiati soprattutto la scorsa settimana all'aeroporto della città.

Il movimento chiede le dimissioni della governatrice Carrie Lam, elezioni democratiche con suffragio universale e l'indagine indipendente sui metodi brutali usati dalla polizia. Leung ha chiarito che saranno le forze dell'ordine a doversi fare carico delle responsabilità in caso di scontri e caos. Sabato, a Tamar Park, ha manifestato il fronte pro-Pechino: più di 476.000 persone (108.000 per la polizia) hanno preso parte al raduno della Safeguard Hong Kong Alliance, la lobby che include i principali leader politici e del business della città.

Le proteste sono scoppiate in giugno contro la legge sull’estradizione ma sino rapidamente estese a una generalizzata domanda di maggiori libertà dalla Cina, per il timore che la formula «un Paese, due sistemi» adottata da Pechino nel 1997 quando Hong Kong è passata dalla sovranità britannica a quella cinese nasconda una graduale restrizione dei diritti simile al sistema in vigore nella «mainland China».

DOMANDE & RISPOSTE / Perché sono nate le proteste

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