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Huawei si aggrappa ad HarmonyOS: il rilancio passa da qui

Il colosso cinese, alle prese con il ban commerciale imposto da Donald Trump un paio d'anni fa e ancora in vigore, cerca la sua strada per la ripartenza

di B.Sim.

2' di lettura

Huawei ci prova. Il colosso cinese, alle prese con il ban commerciale imposto da Donald Trump un paio d'anni fa e ancora in vigore, cerca la sua strada per la ripartenza. E lo fa lanciando un nuovo sistema operativo del quale si parlava di un po'. Si tratta di HarmonyOS 2, che dovrebbe essere la risposta a quell'Android di Google che Huawei, per via del ban, non può usare.
La casa di Shenzhen ha anche annunciato nuovi prodotti: dal Watch 3 al MatePad Pro, fino agli auricolari Bluetooth wireless FreeBuds 4 e al MateView.
Ma non c'è dubbio che l'attenzione sia stata catalizzata dal sistema operativo. Perché è lì che Huawei si gioca gran parte del suo futuro nel mondo dei device. Il colosso cinese si aspetta che i dispositivi dotati di HarmonyOS raggiungano quota 300 milioni entro la fine del 2021 e di questi più di 200 milioni saranno a marchio Huawei.

HarmonyOS 2 (in cinese Hongmeng) è un sistema open source che si adatta a vari tipi di device (non solo agli smartphone, dunque), e potrebbe diventare dominante nel mercato cinese, grazie a partnership che Huawei ha già stretto con altri produttori di smartphone. Il vero punto di forza di questo sistema operativo, che è comunque basato su un fork di Android e che è in distribuzione in Cina già da qualche ora, è proprio l'adattabilità ai diversi dispositivi. Adattabilità che rende i dispositivi un unico «Super Dispositivo coeso e olistico», secondo Huawei.

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Sono comunque tre le novità principali che HarmonyOS porta sul mercato. Un pannello di controllo multi-dispositivo, grazie al quale la gestione dei contenuti è molto smart con semplici gesture. Poi il task center, che consente di eseguire un'app su qualsiasi dispositivo compatibile, anche se questa non è installata su quel device. E poi Huawei HiLink, la piattaforma per prodotti Huawei che li rende parte di un ecosistema con un solo tap.

«Non ci sono mai stati così tanti dispositivi smart nella nostra quotidianità, - dicono da Huawei - ma l’esperienza utente a volte non è altrettanto intelligente. Sistemi chiusi che funzionano a silos tendono a complicare l'interazione tra dispositivi e l'utilizzo dei device in maniera fliuida, generando un’esperienza utente frammentata. HarmonyOS è progettato per risolvere questo problema. Come sistema operativo di nuova generazione pensato per dispositivi smart, HarmonyOS fornisce un linguaggio comune perché diversi tipi di dispositivi possano connettersi e collaborare tra loro, offrendo una user experience più comoda, fluida e sicura. HarmonyOS utilizza la tecnologia distribuita per spacchettare in modo flessibile il software di sistema e combinare tra loro dispositivi precedentemente indipendenti in un Super Dispositivo coeso e olistico che integra tutto l'hardware e le risorse per sfruttare liberamente le capacità dei singoli prodotti che ne fanno parte in base alle esigenze dell’utente».
La sfida di Huawei, dunque, ricomincia da qui. Da un sistema operativo che fa dell'interoperabilità il suo punto di forza. Se la strada è quella giusta, lo scopriremo presto.


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