Danza

I cigni invadono i festival italiani

Mai come in quest'estate di ripresa popolano molti festival italiani

di Silvia Poletti

3' di lettura

Adesso che nell'ultima collezione Dior anche Maria Grazia Chiuri ha avvolto la scollatura di un peplo con un Cigno sinuoso come nella celebre foto di Anna Pavlova, la conferma è definitiva: il Cigno è e sarà per sempre nell'immaginario moderno, sinonimo della grazia emaciata della “ballerina”, che la Pavlova stessa forte della sua fama mondiale, contribuì a imprimere.

Tale e tanta è infatti l'assimilazione con la prima interprete che lo danzò, perfino sul letto di morte, che si sorvola sulla straordinaria forza innovatrice di quella danza. Eppure La Morte del Cigno del russo Michel Fokine creato agli albori del Novecento, sui tre minuti dell'andantino di Saint Saens annuncia la necessità di indagare emozioni e impulsi dell'uomo moderno, dando spazio all'interiorità, fragilità incluse: qualcosa di estremamente diverso dai favolistici Cigni del Lago, di una decina d'anni più vecchi, ultimi baluardi dell'astrale classicismo di Petipa, appena riscaldato dai languori del suo assistente Lev Ivanov, ma soprattutto dalla turbolenta bellezza della musica di Ciaikovsky.

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Non di meno, spesso confondendoli, i Cigni rappresentano ormai per tutti la danza classica e la sua estetica. E mai come in questi tempi – complice il lockdown globale che ha letteralmente tarpato le ali a ballerini di tutto il mondo- sono stati evocati come simboli di un'arte nobile e sofferente: li abbiamo visti ballare nei salotti di casa e nelle vasche da bagno in video spesso ideati per sensibilizzare la crisi del settore.

I cigni ciaikovskiani

Al di là della pandemia, è comunque innegabile che tanto i cigni ciaikovskiani quanto l'esangue creatura fokiniana rappresentino una sfida vera tra quegli artisti della danza di oggi che si fregiano del riconoscimento di una loro originalità e mai come in quest'estate di ripresa popolano molti festival italiani, che ci dimostrano che prima o poi un artista si trova a fare i conti con la tradizione a cui nonostante tutto appartiene.

Lac de Cygnes

L'Accademico di Francia Angelin Preljocaj ha iniziato da tempo un processo “a ritroso”, che l'ha portato da coreografo puro a rivedere il mondo di Petipa. Ma nel suo Lac de Cygnes (al Festival dei Due Mondi in prima italiana dal 9 all'11 luglio), la sfida è stata non tanto compositiva quanto drammaturgica, visto che da fervente ecologista l'autore ha contestualizzato la vicenda in una metropoli contemporanea dove la lotta per le risorse naturali cozza contro gli interessi economici. Che il plot del Lago dei Cigni sia stato soggetto del resto a innumerevoli riletture lo sappiamo dagli anni '70 del secolo scorso: il principe è stato assimilato a Ludwig di Baviera, ad Amleto, addirittura a Charles Windsor.

BolzanoDanza

Sarà interessante scoprire allora cosa ne trarranno autori diversi per cultura e visione come il sofisticato Marco Goecke, il duro e puro Hofesh Shechter, la selvatica Marie Chouinard e il creativo Cayetano Soto, riuniti dalla Eric Gauthier Dance Company in una serata di creazioni proprio sul Lago dei Cigni, che BolzanoDanza propone in prima nazionale il 16 luglio. La sfida fa già tremare i polsi. Ma anche i due progetti dedicati alla rilettura dell'altro “Cigno”, quello di Fokine, non sono da meno. Sempre Gauthier presenta dal vivo a Bolzano il 17 luglio alcune delle sedici creazioni del Dying Swans Project, realizzate in video durante il lockdown da firme internazionali per i sedici danzatori della compagnia (tra questi Bigonzetti, Foniadakis, Itzik Galilli), sparpagliando poi per la città altoatesina gli altri video dell'applaudito progetto, da scovare in una caccia al tesoro virtuale.

Sotto al nome Swans never die, invece, un pool di festival e organizzazioni teatrali hanno chiesto a coreografi italiani e internazionali di riflettere sull'assolo di Fokine, sull'immaginario che emana, sull'insito tema della sofferenza: a firmarli tra gli altri Chiara Bersani, Silvia Gribaudi, Collettivo MINE e Philippe Kratz (Bassano Opera Estate Festival 22 luglio); mentre sempre a Bolzano si attendono tra l'altro, le creazioni a tema di Olivier Dubois e Radhouane El Meddeb.

Cigno classico

Ma se a qualcuno piacesse ancora il Cigno classico? Niente paura. Al San Carlo di Napoli si può vedere il secondo atto del Lago dei Cigni con i ballerini di casa dal 9 all'11 luglio, mentre Svetlana Zakharova evoca la poesia di Fokine al Parco di Nevi (20 luglio) e allo Sferisterio di Macerata (24 uglio)


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