selezione del personale

I colloqui di lavoro in videochiamata funzionano: ecco come comportarsi

Da evitare tassativamente gli sfondi virtuali; meglio quelli non artefatti, come una libreria. L’abbigliamento può essere informale

di Gianni Rusconi

(EPA)

3' di lettura

Anche in piena emergenza Coronavirus i processi di selezione del personale, specialmente nei settori più coinvolti nella risposta alla pandemia come il farmaceutico, l’information technology o la grande distribuzione, non si sono mai interrotti. La necessità di arruolare forze fresche nelle aree chiave dell’organizzazione (finanza, vendite e informatica) ha spinto molte aziende all’uso degli strumenti digitali per dare continuità ai colloqui di lavoro. Gli staff Hr, in altre parole, hanno dovuto fare propri nuovi modelli operativi, sicuramente efficaci per rispondere alla situazione contingente, ma non privi di insidie.

«In un colloquio in videochiamata - avverte Emanuela Luciani, partner di Villa & Partners Executive Search, - non si possono commettere errori perché l’impressione sulla persona vale più del 50% della valutazione complessiva. Se i contenuti professionali passano tutto sommato con la stessa efficacia, la credibilità e la managerialità sono più difficili da cogliere, ed è per questa ragione che molte aziende sono reticenti ad affidarsi alle videocall per concludere un’assunzione».

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Il lockdown non ha comunque prodotto rallentamenti sostanziali nelle attività di recruitment e come conferma al Sole24ore.com la stessa Luciani si sono registrati anche casi di assunzione di nuovi manager senza alcun incontro fisico, senza particolari differenze tra grandi e piccole e medie aziende, che spesso hanno gestito meglio delle prime questi processi da remoto. «La vera differenza - aggiunge - l’ha fatta la capacità di manager e imprenditori di continuare a fare investimenti sulle risorse umane».

Per chi è in cerca di lavoro in questo periodo, meglio quindi osservare alcune linee guida. Si parte dal contesto dove si svolge il colloquio: per quanto limitato all’ambiente domestico, dovrebbe essere il più possibile professionale. L’ideale è una stanza chiusa, con una buona illuminazione e lontano dai rumori, mentre sono sconsigliati gli spazi aperti, come giardini o terrazzi, e ancor di più l’auto. Da evitare tassativamente sono anche gli sfondi virtuali (assai popolari invece fra le riunioni tra amici su piattaforme come Zoom) mentre vanno privilegiati quelli non troppo artefatti, come una libreria.

Giacca e cravatta o tailleur, per un colloquio in videochiamata, non sono necessari: l’abbigliamento informale è più che indicato e venendo meno il contatto fisico, l’importante è contestualizzare la situazione che si sta vivendo, dimostrando capacità di adattamento e di gestione della relazione. Altri “trucchi” da non trascurare durante la call riguardano il rispetto dei turni di parola (mai sovrapporsi all’interlocutore) e l’attenzione a non abusare del concetto di multitasking, e quindi al buttare l’occhio ad altri schermi per controllare le notifiche del cellulare o la casella di posta. Carta e penna per prendere appunti, invece, sono sempre bene accette.

Dal punto di vista delle aziende e delle società di ricerca del personale, la tendenza che emerge in questa fase privilegia figure che possiedono un profilo smart e denotano flessibilità e capacità di fronteggiare gli imprevisti. Affinché il colloquio via Skype o altre piattaforme simili abbia successo, entrano infine in gioco sia la capacità del selezionatore di intuire le doti dei candidati sia la capacità di questi ultimi di proporsi al meglio in modalità virtuale.

«Da un lato - precisa in proposito Luciani - è l’head hunter che deve avere consuetudine con le videocall, per poter affinare valutazioni filtrate da uno schermo. Dall’altro è importante come l’intervistato gestisce il colloquio mantenendo il giusto equilibrio tra disinvoltura e formalità, un elemento che potrebbe non essere oggi scontato a causa dell’abitudine, cresciuta molto in questi mesi, di utilizzare continuamente le chat per dialogare con colleghi e amici».

C’è ora da chiedersi cosa succederà quando gli uffici riapriranno completamente, e se i dipartimenti Hr continueranno ad utilizzare le videochiamate. «Molte aziende - questa la risposta di Villa & Partners Executive Search - ci confermano che questo strumento diventerà parte integrante del processo di recruiting, perchè hanno constatato che i tempi di organizzazione delle interviste si sono notevolmente ridotti e che la qualità delle valutazioni non è necessariamente diminuita. L’incontro vis-a-vis rimane però insostituibile, soprattutto perché, dal punto di vista del manager candidato, incontrare il potenziale nuovo capo rimane un elemento fondamentale».

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