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I progetti di Stefano Martinetto, ceo di Tomorrow, la società che mette in contatto i talenti

L’imprenditore ha collaborato anche al progetto di British Fashion Council e Camera della moda per lo spazio London Show Room, che sarà allestito per Milano moda uomo

di Giulia Crivelli


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Stefano Martinetto, CEO Tomorrow London Ltd

3' di lettura

È una delle novità più rilevanti di Milano moda uomo, la tornata di sfilate, presentazioni ed eventi che si terranno dal 1o al 14 gennaio (si vedano anche gli articoli in pagina). Parliamo di London Show Rooms, che Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, ha definito «un contenitore di talenti», dove verranno presentate le collezioni di dieci designer emergenti inglesi e cinque italiani. Protagonisti del progetto saranno anche gli studenti italiani che studiano nelle scuole di moda inglesi, per mettere in luce la grande sinergia tra il sistema formativo italiano e quello inglese.

Nel presentare London Show Rooms qualche settimana fa a Milano, Capasa ha ringraziato Caroline Rush, presidente del British Fashion Council (Bfc, la camera della moda britannica) e Stefano Martinetto «per l’importante lavoro di congiunzione tra Camera della moda e Bfc e per aver lavorato do alla costruzione del progetto». Martinetto non appartiene al popolo presenzialista (qualcuno potrebbe dire esibizionista) della moda, ma nel settore è molto conosciuto. Lavora con passione da tanti anni a un progetto che continua a evolversi: London Show Rooms è solo il risvolto più recente.

Dieci anni di crescita
«È iniziato tutto poco più di dieci anni fa con Tomorrow, società nata nel 2008 come divisione di Rmo Public Relations – spiega Martinetto –. Nel 2011 venne fatto il rebranding in Tomorrow London. Nel 2015, come ceo della società e insieme a Giancarlo Simiri, chief revenue officer e con il sostegno di Three Hills Capital Partners, acquistammo tutte le quote. Un passo necessario per concretizzare la nostra visione di Tomorrow, una società che vuole sostenere e promuovere la creatività imprenditoriale nell’industria della moda». Il tema è di stretta attualità: sono molti i giovani talenti, in tutto il mondo, che faticano o a trovare un partner finanziario o a scegliere quello commerciale e industriale. «Se aggiungiamo che il mondo è sempre più complesso e che i gusti e le abitudini dei consumatori cambiano molto rapidamente – sottolinea Martinetto – senza una rete a cui appoggiarsi, sulla quale contare, anche i migliori talenti possono finire la loro corsa ancora prima di iniziarla».

La scelta di investire direttamente nei brand
Nel 2017 Martinetto ha ampliato la sua offerta creando la divisione ad hoc Tomorrow Consulting e nel 2018 la società principale, Tomorrow, ha iniziato a investire direttamente nei brand, con una partecipazione in A-Cold-Wall* e Polythene Optics. «Nel 2019 abbiamo aggiunto Coperni e Athletics Footwear al portfolio di brand in cui investiamo direttamente – spiega il ceo –. È stato un passo naturale, per mettere a frutto nel migliore dei modi tutta l’esperienza teorica che mettiamo al servizio degli altri clienti». La sede principale è a Londra, ma Tomorrow ha uffici a Milano, Parigi, New York, Los Angeles e Hong Kong, un network di 150 persone che fanno scouting, partecipano a fiere ed eventi, frequentano showroom e sono invitati nelle giurie dei concorsi e ai pitch per start up. «La Brexit? C’è ancora incertezza su cosa succederà dopo il 31 gennaio e soprattutto nel 2022, quando l’uscita sarà tecnicamente completata – conclude Martinetto –. C’è solo una cosa che mi preoccupa: che diventi più difficile la circolazione delle persone tra Unione europea e Londra. I talenti e la facilità con la quale possono muoversi sono le unica cose davvero importanti, anche nell’era digitale».

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