Afghanistan

I Talebani annunciano presa del Panshir. Massoud: «Il mondo sta a guardare»

Il Fronte della resistenza nazionale afghana bolla come «falsa» la rivendicazione dei Talebani, ma perde in battaglia il portavoce e un generale

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4' di lettura

I Talebani hanno rivendicato il pieno controllo della Valle del Panshir, l’unica che ancora non era caduta alla loro rapida avanzata per la resistenza degli uomini guidati da Ahmad Massoud. Lo ha dichiarato il portavoce dei Talebani Zabihullah Mujahid, dicendo che «con questa vittoria il nostro Paese è completamente libero» e «uscito dal pantano della guerra».

Da parte sua, il Fronte della resistenza nazionale afghana bolla come «falsa» la rivendicazione dei Talebani di aver preso il pieno controllo della Valle del Panshir. «Le forze del Fronte nazionale della resistenza sono presenti in tutte le posizioni strategiche in tutta la valle per continuare a combattere», si legge sull’account di Twitter delle forze guidate da Ahmad Massoud. «Garantiamo al popolo afghano che la lotta contro i Talebani ei loro alleati continuerà fino a quando non prevarranno giustizia e libertà», prosegue il tweet.

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Ex vicepresidente Saleh fugge in in Tagikistan

Un alto esponente del Fronte di resistenza nazionale dell’Afghanistan ha riferito al Washington Post che l’ex vice presidente afghano Amrullah Saleh ha lasciato la Valle del Panshir per fuggire in Tagikistan, mentre il leader della resistenza afghana Ahmad Massoud si trova «in un posto sicuro». La stessa fonte avrebbe confermato che «sì, il Panshir è caduto. I Talebani hanno preso il controllo degli uffici governativi. I Talebani sono entrati nella casa del governatore».

L’accusa di Massoud: «Il mondo sta a guardare»

Su Twitter, però, il Fronte della resistenza nazionale ha rivendicato di mantenere posizioni strategiche nel Panshir e che i combattimenti stanno continuando. Sempre via Twitter, fonti della resistenza confermano «un forte attacco via terra e via aria subito nella notte». E attaccano: «Mentre i talebani lanciano feroci attacchi nel Panshir, il capo dell’Isi pakistano (i servizi di intelligence di Islamabad, ndr) è a Kabul. Inoltre, il mondo sta a guardare». Ieri sera Massoud si era detto disponibile al dialogo con i Talebani e a mettere fine ai combattimenti nella Valle a patto che loro si ritirassero.

Uccisi il portavoce e un generale della resistenza

Domenica notte Fahim Dashti, portavoce del Fronte della resistenza nazionale, è rimasto ucciso nella Valle del Panshir, proprio a causa dell’avanzata dei Talebani. A darne notizia è lo stesso leader della resistenza afghana Ahmad Massoud, che su Twitter ha scritto che «Fahim Dashti era un amico e un fratello. Ha difeso la libertà di parola e i suoi ideali ed è morto come un eroe per la sua patria!».

Afghanistan: prosegue l'avanzata dei talebani nel Panshir

Sull’account di Twitter riconducibile alla resistenza è stata postata una sua foto in bianco e nero. Tra le vittime dei Talebani ci sarebbe anche il generale Abdul Wudod Zara. «Con rammarico, la Resistenza nazionale dell’Afghanistan ha perso oggi due compagni nella resistenza contro l’oppressione e l’aggressione. Fahim Dashti, portavoce della Nrf, e il generale Abdul Wudod Zara sono stati martirizzati. Possa la loro memoria essere eterna», si legge su Samaa News che cita il Fronte di resistenza.

Ue, si valuta sicurezza per futura presenza

L’Unione europea non vuole stare a guardare. “Stiamo valutando gli sviluppi sul campo in Afghanistan”, mentre sulla futura presenza diplomatica Ue per ora “è prematuro fare speculazioni”. Lo dice Nabila Massrali una delle portavoce dell’Alto rappresentante Ue Josep Borrell, precisando che è importante che “la situazione della sicurezza lo consentirà” e che arrivi una “risposta da parte dei talebani sulle cinque condizioni annunciate da Borrell”, ha aggiunto. Borrell nel corso della ministeriale esteri in Slovenia la scorsa settimana ha elencato cinque condizioni, sulla base delle quali sarà giudicato il comportamento dei talebani. Tra le condizioni: che il Paese non diventi la base per il terrorismo; il rispetto dei diritti delle donne; la formazione di un governo inclusivo; accesso libero per gli aiuti umanitari; la partenza degli stranieri e gli afghani a rischio che vogliono lasciare il Paese.

«Abbiamo permesso a milioni di ragazze di andare a scuola»

Le sorti dell’Afghanistan per ora sono al centro del dibattito pubblico e politico nei Paesi europei. «Se qualcuno dice che la Gran Bretagna non ha ottenuto nulla in Afghanistan, rispondiamo che le nostre forze armate ed i loro alleati hanno permesso a 3,6 milioni di ragazze di andare a scuola, hanno protetto il Regno Unito da al-Qaeda e organizzato il più grande ponte aereo umanitario della storia recente». Lo ha detto il primo ministro britannico, Boris Johnson, nel suo intervento ai Comuni sulla gestione della crisi in Afghanistan. Il leader britannico, riportano i media locali, ha confermato che il Regno Unito ha in programma di accogliere nei prossimi anni fino a 20mila afghani, precisando che oltre ai collaboratori dell’esercito, il programma riguarderà anche persone che sono in pericolo, tra cui attivisti per la democrazia ed i diritti umani, o che sono a rischio a causa della loro religione.

Lavrov, «se governo inclusivo saremo a insediamento»

La Russia sarà rappresentata alla cerimonia di insediamento del nuovo governo afghano se si dimostrerà inclusivo. Lo ha detto ai giornalisti il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, citato dall’agenzia Sputnik. “Vogliamo sostenere il processo di formazione di un governo che rifletta l’intero spettro della società afghana, compresi i Talebani e altri gruppi etnici oltre ai pashtun: gli hazara, gli uzbeki, i tagiki. Se questo sarà assicurato, credo che saremo felici di prendere parte a questa cerimonia insieme ad altri Paesi che hanno un’influenza sulla situazione nel Paese e che sono stati invitati”, ha dichiarato Lavrov. Nelle scorse ore i media hanno riferito che i Talebani hanno invitato Turchia, Cina, Russia, Iran, Pakistan e Qatar alla cerimonia di insediamento una volta che sarà annunciato un nuovo governo a Kabul.

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