Vino

I tappi con plastica riciclata di Vinventions conquistano le bottiglie Fontanafredda

Le nuove chiusure costituiscono una nuova arma a disposizione di tutti gli imprenditori del vino che vogliono impegnarsi nella riduzione delle emissioni nelle loro aziende

di Alessandra Tibollo

2' di lettura

Modernità e sostenibilità. Nel mondo del vino c’è una rivoluzione all'orizzonte e passa attraverso l’elemento più piccolo della bottiglia: il tappo. Perché se da una parte ancora il 72% delle bottiglie sono chiuse con tappi in sughero (stime Ksi – Knowledge sourcing intelligence), il mercato del sintetico sta erodendo sempre di più quote di mercato, grazie alla ricerca e all’evoluzione di questi prodotti.

Non è un caso, quindi, che sia un’azienda come Fontanafredda a far da testimonial per il lancio della nuova Blue Line di Vinventions, che fa parte del colosso mondiale Nomacorc (2,8 miliardi di tappi venduti nel 2020 nel mondo). Ed è emblematico che si parta dal Nebbiolo, vino rosso da invecchiamento per antonomasia e dall’azienda di Oscar Farinetti che punta tutto su quello che ha definito il “Rinascimento Verde”.

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La caratteristica della Blue Line di Vinventions è l’utilizzo del 50% di plastica riciclata. Le nuove chiusure costituiscono una nuova arma a disposizione di tutti gli imprenditori del vino che vogliono impegnarsi nella riduzione delle emissioni nelle loro aziende. Concettualmente, la linea Blue Line segue la Green Line, lanciata nel 2013 sempre da Vinventions, la prima linea a base di materie prime rinnovabili, che è andata a sostituire fonti fossili con fonti vegetali (canna da zucchero). Il risultato è impronta di carbonio neutra e già un buon numero di anni di esercizio per poter definire questa linea equivalente per caratteristiche a quelle a base di plastiche da fonti fossili. Come spiega Filippo Peroni, direttore sales&marketing Europa di Vinventions, quella messa in campo da Nomacorc «è ricerca scientifica enologica per diventare fornitori di soluzioni». Sono quelle che definiscono “Wine quality solution”, mirate a correggere i difetti caratteristici dei tappi tradizionali. «L’eleganza di un tappo naturale, da pezzo unico di sughero, è comprensibile, ma non esente da rischi, dal classico sentore di tappo alla disomogeneità nel tempo», afferma Peroni. La ricerca e sviluppo di Vinventions, negli ultimi 20 anni ha lavorato proprio su questi aspetti: «Nel tempo abbiamo avuto modo di analizzare la durata di questi tappi – spiega – e la possibilità per l’enologo di lavorare sull'oxygen management, ovvero sul passaggio di ossigeno più adatto al tipo di vino che deve andare a chiudere, in base alla shelf life ideale». Un bianco beverino non avrà le stesse necessità di un rosso da invecchiamento, ma in entrambi i casi è fondamentale che il tappo garantisca l’omogeneità del risultato.

«Un tappo di sughero di buona qualità va dai 50 centesimi a un euro, uno di plastica costa la metà». Poco più costosa, più nella produzione a monte che nel costo al cliente, la linea Blue, ma su questo incide la scarsa reperibilità della plastica riciclata. «Questo è anche il motivo per cui ci siamo fermati al 50%: il nostro obiettivo futuro è di salire anche al 100%, puntando alla circolarità totale quando il mercato sarà pronto».

Va in questa direzione un’altra iniziativa lanciata con la collaborazione di Eataly già lo scorso anno, per la raccolta dei tappi negli store del marchio della galassia Farinetti: «dal tappo al tappo, è questo il prossimo step».

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