Sostenibilità

I tappi in sughero di Amorim limitano l’impatto ambientale e diventano arredi

Nel 2020 l’azienda ha fornito a oltre 2mila clientiun certificato che riporta la quantità di CO2 assorbita dai tappi acquistati e che può essere utilizzare nel loro bilancio di sostenibilità

di Manuela Soressi

Un esempio di arredi da bar in sughero riciclato

3' di lettura

Il 2020 è stato un anno difficile per il mondo del vino italiano: la chiusura dei locali pubblici e il crollo dei mercati internazionali ha bloccato il vino in cantina e rallentato gli imbottigliamenti. E così la crisi ha coinvolto l’intera filiera vinicola, compreso un colosso dei tappi in sughero come Amorim, che ne rappresenta il 40% del mercato mondiale e che ha in Italia la sua unica filiale al di fuori della casa madre portoghese.

«Nel 2020 abbiamo perso il 9% del fatturato, che si è fermato a 62 milioni di euro per 585 milioni di tappi venduti – spiega l’amministratore delegato Carlos Veloso dos Santos –. Ma abbiamo approfittato di questa situazione per accelerare sull’innovazione e per sviluppare nuovi progetti nell’area della sostenibilità sociale e ambientale».

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E così ora Amorim affronta il 2021 con due novità. Nei tappi naturali l’innovazione è Naturity, frutto di una tecnologia esclusiva (e in fase di brevetto) sviluppata da Amorim e che consente di eliminare odori e composti volatili “negativi” senza danneggiare i tappi. L’altra novità è il tappo in sughero microagglomerato Xpür. E poi ci sono gli scenografici tappi in vetro (molto richiesti per le bollicine superpremium e sul mercato statunitense) e quelli che si stappano senza bisogno di cavatappi.

Dunque, migliori performance per chi il vino lo imbottiglia e lo consuma, ma con un occhio all’ambiente, fronte su cui l’azienda sta lavorando da anni, con un ampio progetto di crescita della superficie con le querce da sughero, con 50mila nuovi ettari, irrigati goccia a goccia, che faranno aumentare la produzione del 30% e contribuiranno a combattere la desertificazione nel sud dell’Europa e nel nord dell’Africa. «Abbiamo fatto calcolare il ciclo di vita (Lca) dei nostri tappi in sughero e certificare la loro capacità di trattenere l’anidride carbonica per dimostrare in modo scientifico quanto riescano ad attenuare l’impatto ambientale della filiera vinicola. Sono oltre 113mila le tonnellate di anidride carbonica assorbite dai 260 milioni di tappi dotati di calcolo della CO2 certificato che abbiamo venduto in Italia nel 2019».

Nel 2020 l’azienda ha quindi fornito a oltre 2mila clienti (il primo è stato Cantina Produttori di Valdobbiadene - Val d’Oca) un certificato che riporta la quantità di CO2 assorbita dai tappi acquistati e che può essere utilizzare nel loro bilancio di sostenibilità o in comunicazione, ad esempio sulle etichette, in modo da trasferire questo importante plus direttamente ai consumatori finali.

Il gruppo portoghese è anche uno dei più convincenti esempi di economia circolare, tanto da essere stato inserito tra le dieci case history più virtuose a livello mondiale. Perché di una materia prima nobile come il sughero Amorim utilizza tutto e non spreca nulla. Oltre ai tappi monopezzo e alle rondelle, si ottengono suole per scarpe e componenti di canne da pesca, e con gli scarti di lavorazione si fanno tappi tecnici, materiali isolanti e fonoassorbenti. Quel che resta, ossia polvere di sughero, pigne e legna viene usato per la produzione di biomasse. Inoltre, da alcuni anni Amorim ha anche avviato una sua linea di oggetti di design in sughero a marchio Suber. L’evoluzione di questo progetto viene presentata in questi giorni alla Biennale dell’Architettura di Venezia e ha già vinto il bando della Regione Veneto per creare il Museo d’Impresa sostenibile.

È una gamma di arredi (come tavolini, sgabelli, lampade e mobiletti) 100% made in Italy, perfetti per enoteche, cantine e wine bar, realizzati con il sughero riciclato nel nostro Paese tramite il Progetto Etico Amorim. In pratica baristi, ristoratori e privati cittadini sono invitati a non gettare i tappi di sughero ma a raccoglierli e consegnarli alle 45 Onlus locali che li portano all’azienda, ricevendo 700 euro per ogni tonnellata conferita. Questo materiale viene inviato in due centri di macinazione italiani per ricavarne diversi prodotti (come pavimenti e isolanti) mentre la polvere di sughero funge da energia per le centrali a biomassa.

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