Fintech

Il banking as a service di Solarisbank scommette sull’Italia

Facendo leva su una licenza bancaria tedesca, la fintech offre servizi finanziari via Api a società non direttamente di servizi finanziari

di Pierangelo Soldavini

2' di lettura

Non solo Big Tech e le società fintech: le attività bancarie tradizionali, dai conti correnti ai pagamenti al lending, si sposteranno sempre più anche verso attori non bancari che scoprono nei servizi finanziari uno strumento per integrare la loro attività con nuovi servizi, ma anche per sviluppare nuovi business. È questa la logica del banking as a service, la componente del fintech che fornisce l’infrastruttura sottostante per permettere a qualsiasi attore di lanciarsi nei servizi finanziari.

La tedesca Solarisbank è uno dei campioni del banking as a service: forte di una licenza bancaria completa ottenuta in Germania, ora si lancia nei mercati locali aprendo divisioni in Francia, Spagna e Italia. Tutti mercati in cui la piattaforma fornirà i suoi servizi embeddandoli all'interno delle attività di aziende che potranno sfruttare la licenza bancaria tedesca “passportata” anche negli altri Paesi fornendo conti con Iban locali. Qualsiasi azienda potrà quindi offrire servizi che vanno da conti correnti digitali a soluzioni di lending, dalle carte all'identificazione in maniera semplice e senza bisogno di accedere a licenze.

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«La nostra è una soluzione che noi definiamo B2B2X perché noi non siamo in contatto con il consumatore finale lasciando ai nostril clienti la piena titolarità della relazione con loro – spiega Timo Weber, cofounder di Solarisbank -: i nostri punti di forza sono l'offerta di una soluzione neutrale, modulare e quindi adattabile a ogni esigenza, rapida nel time-to-market e basata su una licenza bancaria completa valida in Europa».

Dal 2017 il fatturato è raddoppiato ogni anno arrivando a 35 milioni di euro l'anno scorso e nel post-lockdown ha registrato un'accelerazione della richiesta, con i conti correnti dei clienti finali dei partner passati da 400mila nel giugno 2020 a più di un milione un anno dopo. Il mercato dell'embedded banking è previsto lievitare dai 22,5 miliardi di euro attuali a oltre 230 miliardi nel 2025. L'anno scorso Solarisbank ha chiuso un round di finanziamento serie C da 60 milioni di euro a una valutazione post-money di 320 milioni.

Ora si prepara a sfruttare anche l'ingresso nei mercati locali, Italia compresa: «Il mercato fintech italiano si sta evolvendo rapidamente e in più le piccole e medie aziende italiane hanno una forte necessità di accelerare nella digitalizzazione e nell'offerta di nuovi servizi – aggiunge Michael Koehler, ad di Solarisbank Italia -: noi abbiamo un portafoglio di servizi che ci permette di entrare nel mercato con un'offerta che può rivolgersi a banche, fintech, corporation, utilities, società Big tech, ma anche alle Pmi, grazie anche alla flessibilità di un Iban italiano».

In Italia, per esempio, la piattaforma è già presente attraverso un colosso come Samsung Pay e una startup fintech come Vivid Money. «Siamo già in contatto con una serie di player interessati alla nostra soluzione, dal settore energetico agli operatori telefonici, già consapevoli della flessibilità dell'offerta di Solarisbank, che permette di ampliare il business anche oltre frontiera».

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