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Zordan: «Un progetto open source per i banchi donati alle scuole»

L’imprenditore di Valdagno, che guida il gruppo di arredamento per il lusso, racconta i valori della sue società benefit: «Le persone sono il vero fattore competitivo»

di Alessia Maccaferri

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L’imprenditore di Valdagno, che guida il gruppo di arredamento per il lusso, racconta i valori della sue società benefit: «Le persone sono il vero fattore competitivo»


2' di lettura

«Prima ancora che si esprimesse Renzo Piano, ci siamo messi a progettare banchi monoposto, verniciati ad acqua con prodotti antibatterici. Ne abbiamo consegnati 272 alle scuole di Valdagno. Il tutto è stato reso possibile dall’impegno extra delle nostre persone e il progetto è stato messo online in open source» racconta Maurizio Zordan, 56 anni, ceo di Zordan1965, che produce arredamento per negozi di lusso. Con un carnet clienti che va da Bulgari e Karl Lagerfeld, l’impresa vicentina conta 77 addetti e un fatturato di 19 milioni (compreso quello della società americana Woodways) di cui il 90% di export.

Zordan è una benefit con certificazione Bcorp. «La svolta è arrivata con la crisi del 2008. Ho compreso che non si poteva più andare avanti come sempre. Ero in Cina e avevo sotto gli occhi, su grande scala, gli effetti devastanti del nostro modello di crescita». Oggi Zordan sta in piedi nel fragile equilibrio di una nuova crisi, quella di Covid, che ha provocato una contrazione dei volumi sino al 40 per cento. Eppure non desiste nei sui intenti. «Il fattore competitivo oggi sono le persone, che si esprimo al meglio se i loro bisogni sono accolti . Abbiamo introdotto la conciliazione tempi di vita e lavoro».

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Da tempo è stato introdotto lo smart working e un’organizzazione orizzontale. «Oggi le aziende devono farsi promotrici del welfare – aggiunge Zordan – Per la prima volta abbiamo fatto ricorso alla Cig e allo stesso tempo abbiamo istituito un fondo di solidarietà interno con le risorse della amministrazione e dei team leader».

Inoltre lo sforzo è teso a migliorare la formazione con un centro interno per progettisti con competenze tecniche nel legno e nel metallo. L’azienda ha numerose certificazioni ambientali, punta a quella Leed per la nuova sede e si è data l’obiettivo zero emissioni al 2030.

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