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Il gas affonda i conti con l’estero ma ora Mosca rallenta

Ad agosto import a +71%, crescita più che dimezzata invece per la Russia. Saldo extra-Ue in rosso per 21 miliardi da un attivo di 33 nel 2021

di Luca Orlando

2' di lettura

Il bicchiere mezzo pieno è nella colonna più a sinistra, che ancora una volta vede l’export nazionale galoppare a doppia cifra. Ottimo dato per le imprese, che riescono almeno ad arginare lo shock dei rincari energetici, oscurato però a livello-Paese dall’impennata delle importazioni, uno scatto di oltre il 70% che approfondisce il disavanzo commerciale del 2022. Poche sorprese e molte conferme nei Istat sull’interscambio extra-Ue di agosto, dove si stima una diminuzione congiunturale per entrambi i flussi, più ampia per le esportazioni (-7,0%) rispetto alle importazioni (-3,6%).
La flessione su base mensile dell'export è determinata in particolare dal calo delle vendite di energia (-44,8%) e beni strumentali (-13,9%); diminuiscono anche le esportazioni di beni di consumo durevoli (-5,4%) mentre aumentano quelle di beni di consumo non durevoli (+4,7%) e beni intermedi (+1,4%).

Il dato dell’export

Nel trimestre giugno-agosto 2022, rispetto al trimestre precedente, l'export cresce del 3,5%; l'aumento riguarda tutti i raggruppamenti con intensità diverse ed è più sostenuto per energia (+25,0%). Nello stesso periodo, l'import segna un rialzo congiunturale del 13,1%, cui contribuiscono in misura rilevante i maggiori acquisti di energia (+21,2%).

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La lettura dei dati annui evidenzia per l’export una crescita del 22% (era +14,2% a luglio): si tratta del decimo mese in progresso a doppia cifra. La crescita, generalizzata, si conferma molto accentuata per energia (+89,8%) ed è più intensa anche per i beni di consumo non durevoli (+30,2%).

Scatto in avanti del made in Italy oscurato dalle importazioni, che registrano una crescita su base annua del 70,9%, trainata dalla moltiplicazione di quasi tre volte per l’energia (+173,3%).

Interessante notare come per la Russia il dato (+28,5%) sia di molto inferiore alla media, probabilmente un primo risultato legato alla diversificazione delle nostre fonti di gas a cui si è aggiunta la parziale riduzione dei flussi decisa volontariamente da Mosca. In otto mesi, ad ogni modo, l’import dalla Russia è più che raddoppiato.

Come risultato delle squilibrio tra vendite e acquisti, ad agosto il disavanzo commerciale con i paesi extra Ue sfiora i sei miliardi, a fronte di un avanzo di 1.298 milioni dello stesso mese del 2021.

Il deficit energetico raggiunge, in valore assoluto, i 9.864 milioni (era pari a -3.435 milioni un anno prima). Nei primi 8 mesi dell’anno per l’energia si tratta di un passivo di quasi 70 miliardi; nello stesso periodo, il disavanzo commerciale supera i 20 miliardi, a fronte di un avanzo di oltre 33 miliardi dei primi otto mesi del 2021.

Ad agosto 2022 si rilevano aumenti su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27; i più ampi riguardano Turchia (+72,8%), Stati Uniti (+43,2%), paesi ASEAN (+39,1%) e paesi OPEC (+29,5%). Prosegue la flessione dell'export verso la Russia (-16,4%).Gli acquisti da Svizzera (+161,1%), Stati Uniti (+123,5%) e paesi OPEC (+97,0%) registrano incrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra Ue27. Diminuiscono gli acquisti dal Regno Unito (-6,0%).


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