Formaggi Dop

Il Gorgonzola piace confezionato: +13% per le vendite in un anno

Produzione e vendite in crescita: volume d’affari di 800 milioni di euro per oltre 5,1 milioni di forme. Bene anche l’export ma crolla quello verso l’Uk

di Manuela Soressi

Consumi in crescita per il Gorgonzola

3' di lettura

Sarà perché appartiene alla famiglia dei “mood food”, ossia dei cibi che favoriscono il buonumore. Sarà perché è un evergreen della cucina italiana. Sarà perché è una tentazione cui è difficile resistere. Sta di fatto che, negli ultimi 12 mesi, le vendite di gorgonzola hanno spiccato il volo: gli italiani ne hanno aumentato gli acquisti nella grande distribuzione del 5,8%. E hanno preferito soprattutto quello confezionato a peso imposto, le cui vendite hanno registrato un bel +13%. In soldoni, nella distribuzione moderna il gorgonzola vale quasi 165 milioni di euro e il sell-out è cresciuto del 4,7% nell’anno finito ad aprile 2021, come rileva Iri. Anche in termini di valore è stata la versione preconfezionata quella di maggior successo, con un 12% in più nell'anno finito ad aprile 2021.

«Il 2020 è stato un anno particolare in cui, a dispetto della pandemia, siamo riusciti a mantenere il segno positivo nella produzione, nelle vendite e nelle esportazioni – dice il presidente del Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola, Antonio Auricchio –. Il gorgonzola ha generato un volume di affari di 800 milioni di euro e la produzione è rimasta sopra i 5,1 milioni di forme, confermando il trend crescente dell’ultimo quinquennio. Anzi, il mese di gennaio, con le sue 492mila forme, ha battuto il record di produzione massima mensile del quinquennio».

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Le 39 aziende casearie associate al Consorzio hanno, dunque, saputo gestire l’incognita Covid e mostrato un atteggiamento attendista. Grazie a tempi di stagionatura più facilmente gestibili, infatti, il re dei formaggi blu è riuscito a rispondere in modo elastico a una domanda che si presentava incerta e altalenante. Se complessivamente nel 2020 la produzione di Gorgonzola è aumentata di un +1,5% rispetto all'anno precedente (ma la crescita è di oltre il 5% rispetto al 2018), nello stesso periodo l'export ha segnato un +3%, permettendo di inviare all'estero 1,9 milioni di forme, ossia circa un terzo dell'intera produzione.

Dunque, il mondo apprezza sempre di più il Gorgonzola Dop, che arriva in 76 paesi e ha nella Germania il primo cliente (589.509 forme nel 2020), seguita da Francia, Spagna e Olanda. Emergente è l'area del’Est europeo, in particolare Ucraina e Polonia, dove i consumi sono esplosi. Al di fuori dell'Europa, i principali mercati sono Giappone (39.743 forme), Australia e Stati Uniti. Va controcorrente solo la Gran Bretagna, che accusa un pesante calo del 22,8% delle importazioni(66.657 forme), in larga parte imputabile alle politiche dettate dalla Brexit.

In Italia, invece, il gorgonzola ha il suo zoccolo duro di consumatori nel territorio dove nasce: gli abitanti del Nord-ovest ne comprano quasi la metà di tutto quello venduto in Italia nel canale retail. Forse anche a causa di quest’elevata penetrazione, le vendite sono stabili. Crescono, invece, man mano che si scende verso sud: +8,2% a volume nel Nord-est, +9,5% nel Centro+Sardegna per finire con un brillante +22,1% al Sud, dove la spesa per acquistare il formaggio erborinato italiano per eccellenza è aumentata del 23,3% in 12 mesi.

Cresciuto soprattutto nel canale supermercati (+8,4%), il gorgonzola è un mercato ancora poco presidiato dalle private label, ferme a un 8% di incidenza. Un altro 20% se lo giocano i primi tre competitor: Lactalis Italia, Igor e Mauri. Se curiosamente sono i francesi a regnare sul mondo del gorgonzola con il brand Galbani Gim, dietro di loro si muovono aziende italiane molto radicate e fortemente specializzate, come la Igor della famiglia Leonardi, artefice di una grande crescita (+81% il fatturato in nove anni). Dopo aver rilevato alcuni storici caseifici (come Santi e Sì Invernizzi) e investito in tecnologia, consolidando il suo peso sul settore, nel 2020 ha fatturato 185 milioni di euro. E l’obiettivo del 2021 è di salire a 195 milioni puntando soprattutto sui mercati esteri (dove realizza il 50% delle vendite).

A livello di prodotto, la dialettica è tra chi difende la tipicità in chiave nicchia per gourmet (ossia il gorgonzola piccante, che vale l’11% della produzione Dop) e chi punta sull’innovazione. Come l’Arrigoni Battista che ha creato CucchiaLyo, un Gorgonzola Dop dolce da servire al cucchiaio, confezionato in vaschetta take away.

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