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Il mistero di Idris, governatore della banca d’Afghanistan (che non ha studiato finanza)

Guidava la commissione economica dei talebani. «Tassava» i contadini dei territori occupati, adesso dovrà salvare il Paese dalla bancarotta

di Francesco Prisco

Afghanistan, il nuovo governo talebano guidato dal mullah Hassan

2' di lettura

Perdonateci se, in mezzo a questo appassionante walzer di poltrone in corso a Kabul, la nostra attenzione cade tutta su Haji Mohammad Idris, nuovo governatore della Banca centrale d’Afghanistan. È che un po’ da sempre ci affascinano gli «irregolari» e Idris sembra avere tutti i requisiti del caso ben scritti nel suo curriculum. Anzi: è così irregolare che neanche si è capito bene quale sia il suo curriculum. Età imprecisata come Eriberto, classe 1979 che giocava nel Chievo, ma in realtà si chiamava Luciano ed era classe 1975. Cognome che rimanda all’unico personaggio che rese gli juventini simpatici ai non juventini.

Dovrà trattare temi delicatissimi, perché la liquidità per i talebani è una grana molto più grossa dei ribelli del Panjshir, tra bancomat che finiscono i contanti e prezzi dei beni essenziali che schizzano alle stelle, ma non ha studiato ad Harvard come il suo predecessore, messo lì dagli americani. Non ha studiato neanche finanza ed economia, sebbene per 20 anni abbia presieduto la commissione economia dei talebani. E, sorpresa delle sorprese, non è neanche un fine esegeta del Corano: sta lì da 20 anni perché, a quanto dicono, sa essere una persona concreta. Pare che il ruolo della sua commissione consistesse nel «tassare» illegalmente imprenditori e contadini che si imbattevano nei talebani, per finanziare le attività politiche e militari del gruppo. Perché i talebani, pur volendo le donne sempre castigate, conservano un’antica passione per il pizzo.

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Non vi aspettate il quantitave easing, perché Idris non è Mario Draghi e neanche Christine Lagarde: lui il bazooka non ce l’ha. In compenso, considerati trascorsi e frequentazioni, è molto probabile che sappia maneggiare il kalashnikov. Ed eccoci arrivati al punto: di Idris sapremo pure poco ma, se i talebani l’hanno messo lì, a quanto pare è per le sue comprovate doti di «problem solver». Perché, come diceva il Profeta, «la vera ricchezza non deriva dall’abbondanza dei beni materiali, ma da una mente serena». E, con Idris a capo della Banca centrale, l’Afghanistan può stare sereno.

A seguito di verifiche, è emerso che la foto che circola sul web ritraente Haji Mohammad Idris alla scrivania col kalashnikov in braccio è un fake. Ci scusiamo con i lettori per averla in precedenza pubblicata


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