Venezia Arte 2022

Il Padiglione Italia sarà sociale con Gian Maria Tosatti

Per la mostra personale all'Arsenale l’artista romano avrà a disposizione uno spazio interno di 1.200 mq e altri 900 mq di giardino. Consolidata la collaborazione con il neo curatore Eugenio Viola

di Marilena Pirrelli e Nicola Zanella

Gian MariaTosatti foto di Severina Venckute

3' di lettura

Come ufficialmente annunciato dal ministro Dario Franceschini sabato scorso Eugenio Viola è stato nominato curatore del Padiglione Italia del 2022, scelto dal ministro nella terna proposta dal direttore generale Creatività Contemporanea Onofrio Cutaia.
Arteconomy24 a fine marzo aveva anticipato che la call ad invito del Mic prevedeva la realizzazione di un solo show, e ad essere selezionato è l'artista e giornalista romano, Gian Maria Tosatti, classe 1980, di base ormai da molti anni a Napoli e New York
Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini dell'Arsenale oltre che un luogo simbolico, è prima e soprattutto un luogo fisico: 1.200 metri quadri di superficie interna a che si aggiungono 900 metri esterni di giardino.

Terra dell'ultimo cielo – archeologia _ casa, 2016

Pochi gli artisti italiani che possono affrontare queste dimensioni tra questi proprio Tosatti, avvezzo com'è ad affrontare spazi immensi con le sue installazioni ambientali, tra l'altro con costi che non richiedono budget mostruosi.

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Istallation view dell'opera a Castel Sant'Elmo, My Dreams They'll Never Surrender (2014) realizzato in seguito alla vincita del concorso Un'opera al Castello, promosso dal MIBACT nel 2013

Nell'articolo di sabato scorso in cui veniva annunciato il curatore Eugenio Viola Arteconomy24 ipotizzava il connubio con Tosatti anche alla luce del progetto realizzato insieme le «Sette stagioni dello spirito» (2013-2016), realizzato dalla Fondazione Morra in collaborazione con il museo Madre di Napoli e la Galleria Lia Rumma.

Il titolo, è un riferimento al libro di Santa Teresa D'Avila “Il Castello Interiore” del “1977”. Un progetto dall'impatto sociale non solo per concetti indagati ma anche e soprattutto perché riattivava edifici in disuso o situati in quartieri difficili della città partenopea come la Chiesa dei S.S. Cosma e Damiano o l'ex ospedale Militare.

La carriera, i premi

Tosatti è un artista concettuale in qualche modo estraneo dal mercato dell'arte, con poche apparizioni fieristiche e praticamente zero passaggi d'asta. Un artista, che si potrebbe definire invendibile, ma fortemente sostenuto da Lia Rumma, sua unica galleria, che presenta i suoi lavori a qualche decina di migliaia di euro (L'oro di Napoli #02, 2017 su carta, 58 × 77 cm, è offerto tra 5-9mila euro). I riconoscimenti sono soprattutto legati al mondo dei premi di carattere istituzionale ed aziendale, tra i quali spiccano la vincita del Premio Terna del 2008,“ un'opera al castello” promosso dal Mibact nel 2013, il Talent Prize nel 2014, il Premio Fondazione Ettore Fico 2016 e il Premio New York nel 2017. Nel 2019 ha potuto, invec,e beneficiare dei finanziamenti dell'Italian Council.

Dettaglio dell'opera appartenente al ciclo le Sette Stagioni dello spirito curata da Eugenio viola, opera installativa realizzata dal 2013 al 2016 in 7 spazi di Napoli. questa immagine fa riferimento al primo capitolo sesto, il miracolo,performance realizzata in via delle Zite 40. fotografia di Maddalena Tartaro

Non particolarmente nutrita neanche la sua presenza in collezione pubbliche italiane, ma di rilievo la sua installazione permanente a Castel Sant'Elmo di Napoli , realizzata proprio in seguito alla vincita del concorso “Un'opera al Castello” “My dreams, they'll never surrender” (2014) dedicata a chi ha passato la propria vita in prigione lottando per le proprie idee di libertà e giustizia, da Gramsci a Mandela: un campo di grano che cresce all'interno della cisterna del castello, il luogo più oscuro e inaccessibile. Una metafora d'impatto emotivo e intuitivamente comprensibile.

Un Padiglione sociale

Il ministro Franceschini annunciando la nomina di Eugenio Viola in qualche modo anticipava la forte connotazione sociale del Padiglione: “Viola è portatore di una visione creativa, ambiziosa e innovativa, capace di indagare a fondo i profondi mutamenti innescati dalla pandemia nella nostra società”. Frase che si ritrova perfettamente nella ricerca di Tosatti. Questa nomina è un premio anche alla galleria Lia Rumma che ha sostenuto negli anni l'artista, nonostante la componente poco commerciale del suo lavoro, un ritorno in pompa magna al Padiglione Italia dopo il criticato Padiglione del 2015 “Codice Italia” a cura di Vincenzo Trione dove proprio la galleria napoletana poteva contare sulla presenza tra gli altri di Marzia Migliora, Vanessa Beecroft e Marcello Monterastrelli. Che sia valsa la pena aspettare? Un Padiglione Italia d'impatto e che regga concettualmente è sicuramente un volano importante a livello di mercato, anche per un artista “invendibile” e per una galleria in cerca di eredi.

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