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Cina, il crollo del titolo Evergrande contagia il settore immobiliare

A Hong Kong il colosso dell’immobiliare, zavorrato da 300 miliardi di debiti e in crisi di liquidità, affonda i titoli del comparto e delle assicurazioni

di Rita Fatiguso

Cina: terzo giorno di manifestazioni davanti sede di Evergrande

3' di lettura

Tocca il fondo Evergrande, il gigante dell’immobiliare in crisi di liquidità, incapace di onorare la montagna di 300 miliardi di debito accumulati finora. Sei manager della società rischiano gravi sanzioni per aver approfittato della situazione proprio mentre Evergrande, che ha perso l’80% del valore di Borsa, affondava. Il secondo gruppo del real estate cinese, la cui capogruppo è registrata alle isole Cayman, è attesa al varco della scadenza di giovedì prossimo, 23 settembre, con 84 milioni di dollari di interessi da rimborsare.


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Il contagio all’immobiliare è già in atto

La società in borsa ha perso il 18,11% a Hong Kong, mentre l’indicatore che raggruppa una dozzina di società del real estate, l’Hang Seng Property index è calato del 6% e Ping An,il gigante delle assicurazioni, ha lasciato sul campo l’8 per cento.

Lo scenario è cambiato drammaticamente, appena nel 2017 le azioni di Evergrande erano salite di 3-4 volte il loro valore, rendendo il fondatore Xu Jiayin uno degli uomini più ricchi di tutta l’Asia. Le azioni e le obbligazioni di Evergrande sono state incluse negli indici di tutta l’Asia, un valore aggiunto che potrebbe rivelarsi un boomerang.

I mercati non credono alle prospettive di salvezza di Evergrande e alla capacità di riuscire a far fronte al debito corporate. Un crollo della società metterebbe a repentaglio l’intera economia cinese trasferendo le scosse sismiche alla finanza globale che nei bond cinesi ha investito e creduto. Almeno finora. Non credono più, gli investitori, nemmeno alle prospettive di ristrutturazione del debito: le trattative fervono in queste ore proprio per bloccare il default.

Il disimpegno del circuito bancario

Le banche hanno voltato le spalle, da tempo, a Evergrande. Anche a Hong Kong. HSBC e Standard Chartered, hanno rifiutato di concedere nuovi prestiti agli acquirenti di due progetti residenziali Evergrande ancora da completare.

Le agenzie di rating hanno ripetutamente declassato l’azienda, a causa dei suoi problemi di liquidità. I problemi si sono intensificati quando la Cina l’anno scorso ha introdotto regole per calmierare i prestiti concessi ai real developers, misure che pongono un limite al debito in relazione ai flussi di cassa, alle attività e ai livelli di capitale di un’azienda.

Evergrande vanta oltre 1.300 progetti immobiliari in oltre 280 città cinesi. È coinvolto in quasi 2.800 progetti in oltre 310 città in Cina.

L’azienda ha sette diverse branch estese ai settori più vari, tra cui veicoli elettrici, servizi sanitari, prodotti di consumo, unità di produzione video e televisiva e persino un parco a tema. Ha 200mila dipendenti, che salgono a 3,8 milioni nell’indotto.

Chi rischia di più dal crack Evergrande

Banche, fornitori, compratori di case e investitori su azioni e bond della società vivono ore di angoscia. Evergrande stessa ha avvertito che i problemi potrebbero peggiorare creando default più ampi, a catena. Del resto si è a lungo studiata l’eventualità che una crisi del settore bancario possa essere a sua volta innescata dal default dell’immobiliare cinese.

Chi ha comprato casa pagando in anticipo è ad alto rischio, Evergrande non riesce a completare le opere perchè è a corto di finanziamenti e questo spiega le proteste in tutta la Cina, a partire dalla sede di Evergrande a Shenzhen.

Sotto pressione chi ha investito in obbligazioni offshore asiatiche, dominate da società immobiliari, i rendimenti sono aumentati in media del 13%, il che vuol dire che gli investitori offshore sono in perdita.

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