Editoriali

Il dopo Weidmann, la scelta del sostituto e lo zoo di Berlino

di Donato Masciandaro

(dpa Picture-Alliance via AFP)

3' di lettura

L’uscita di un falco può avere l’effetto di un canarino in una miniera. È il riassunto di quello che potrebbero rappresentare le dimissioni a sorpresa del presidente della Bundesbank Jens Weidmann sul consiglio della Bce. Poiché si apre un periodo delicato per le decisioni di politica monetaria, il profilo di chi lo sostituirà sarà importante, rappresentando un segnale del nuovo governo tedesco ai suoi cittadini e all’Europa.

Il punto di partenza è proprio la politica, visto che la nomina del successore di Weidmann sarà nelle mani del nuovo esecutivo tedesco, che a sua volta sarà un inedito, visto che rappresenterà il risultato della prima coalizione a tre dal 1950. Ma chi sarà il successore di Weidmann? L’analisi economica ci fornisce quattro possibili identikit: un falco, una colomba, un piccione, un cuculo.

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Il falco rappresenta il banchiere centrale conservatore: la sua priorità è ridurre il rischio che la politica monetaria contribuisca a creare bolle nei diversi prezzi: al consumo, delle attività finanziarie, delle case. Nel dilemma tra politica monetaria restrittiva o espansiva, la sua scelta ottimale è sempre la prima. È l’immagine che è sempre stata associata a Weidmann: nei suoi dieci anni da governatore ha sempre manifestato avversione nei confronti delle politiche monetarie ultra espansive, come quelle messe in atto dalla Bce, soprattutto con l’avvento di Mario Draghi come presidente. Oggi si ritiene che i falchi rappresentino una minoranza all’interno del consiglio della Bce.

La colomba rappresenta invece il banchiere centrale progressista: la sua priorità è evitare che la politica monetaria possa rappresentare un freno per la crescita economica e dell’occupazione. Nella scelta tra espansione o restrizione monetaria, la sua scelta ottimale è sempre la prima. Oggi i banchieri centrali Bce sarebbero in maggioranza colombe.

La distinzione tra falchi e colombe è propria dell’analisi economica tradizionale. Se ci si limita a queste due opzioni, la domanda iniziale diventa: quale è il segnale che il governo tedesco manderà? Vorrà rassicurare l’Europa, indicando una banchiere centrale ritenuto colomba, oppure mantenersi nel solco della tradizionale attenzione dei cittadini tedeschi alla stabilità monetaria, indicando un falco, che comunque sarà in minoranza? Ma attenzione: per un banchiere centrale, avere la reputazione di falco o colomba non significa poi che convenga comportarsi in coerenza con i due stereotipi.

Perché l’individuo è importante; è questo l’insegnamento della più recente analisi economica, sotto due punti di vista. Primo: i banchieri centrali sono uomini, quindi la psicologia conta. Applicando l’economia comportamentale, se è il banchiere centrale è avverso alle perdite reputazionali, la sua scelta ottimale è scegliere il meno possibile. Tra lo status quo e una politica attiva, sia essa espansiva o restrittiva, si preferisce la prima opzione. Il banchiere centrale assomiglia a un piccione, in equilibrio per non rischiare. Quindi non si cambia l’orientamento della politica monetaria, a meno che un fatto rilevante non lo imponga. Ad esempio, Weidmann potrebbe essere considerato un falco che ha fatto il piccione, ma l’avvicinarsi della fine dell’emergenza pandemica avrebbe reso tale condotta sempre meno sostenibile.

Secondo: il banchiere centrale è un burocrate, e quindi la carriera conta. Il banchiere centrale burocrate sceglie di essere falco o colomba a seconda delle convenienza reputazionale del momento, congiunturale e/o politico. Insomma, salta da un nido all’altro, come farebbe un cuculo.

La conclusione? Al di là del caso specifico di chi uscirà dallo “zoo di Berlino”, se la nomina e la condotta di un singolo banchiere centrale possono essere fortemente influenzati dagli interessi contingenti della politica e dalle preferenze personali, è il presidio dell’indipendenza istituzionale della Bce che continua a essere la maggior garanzia per gli interessi di lungo periodo dei cittadini europei.

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