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Impresa, famiglia e tenacia: una mostra racconta Wanda Ferragamo

Il Museo Ferragamo, da lei voluto e creato a Firenze, dedica la mostra “Donne in equilibrio” non solo alla signora Wanda, ma a tutte le italiane che negli anni del Boom intrapresero la difficile via della conciliazione fra vita privata e lavoro

di Silvia Pieraccini

Una delle sale della mostra “Donne in equilibrio”

2' di lettura

Per più di 50 anni ha guidato l’azienda fiorentina Ferragamo, trasformandola da laboratorio artigiano di scarpe da donna di alta qualità in uno dei più prestigiosi marchi della moda made in Italy, diffuso in tutto il mondo. Eppure pochi conoscono la figura imprenditoriale di Wanda Miletti, rimasta vedova del “calzolaio delle stelle” Salvatore Ferragamo nel 1960, quando aveva 39 anni e sei figli (il più piccolo di tre anni), e diventata – senza avere alcuna esperienza e senza sapere nulla di amministrazione, management, stile, produzione e commerciale – una capitana d’azienda silenziosa ma tenace, amorevole ma ferma, ancorata ai valori familiari ma aperta al cambiamento. Da sola, con l’aiuto di quattro storici collaboratori, Wanda ha costruito un impero e l’ha trasmesso ai figli per continuare il sogno del marito, creativo e innovatore che aveva fatto fortuna in America.

“Donne in equilibrio”, Firenze racconta la visione di Wanda Ferragamo

“Donne in equilibrio”, Firenze racconta la visione di Wanda Ferragamo

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Wanda Miletti Ferragamo è morta nel 2018, a 96 anni. Ora il Museo Ferragamo, da lei voluto e creato nel Palazzo Feroni Spini in riva all’Arno, dove ha sede l’azienda, le dedica una mostra celebrativa, curata da Stefania Ricci e Elvira Valleri, dal titolo “Donne in equilibrio” e riferita al decennio 1955-1965. L’equilibrio è quello tra la famiglia e il lavoro, che Wanda ha perseguito con caparbietà ma che ancora oggi continua ad essere un miraggio per molte donne italiane. «Quando io cominciai a lavorare – diceva Wanda – in Italia non c’erano molte donne a guidare le aziende. Oggi è diverso, e ne sono contenta, anche se sono consapevole di ciò che questo comporta. Tutte le donne lavorano, solo che alcune svolgono il loro lavoro fuori di casa».

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La mostra focalizza lo sguardo sulla fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta per raccontare come in quel periodo sono cambiati la famiglia, il lavoro (con l’avvento delle professioni e delle macchine), i consumi (con l’arrivo degli elettrodomestici), il cinema, e come sono cambiate le giovani donne, visto che Wanda ha sempre avuto un’attenzione particolare per i giovani (e per i suoi 23 nipoti). Accanto dunque al mondo di Wanda Ferragamo, rappresentato dalla riproduzione del suo ufficio, ruotano le storie di altre donne che hanno coniugato l’affermazione della loro personalità con gli affetti familiari. Perché la famiglia, per Wanda, è sempre stata al centro della vita.

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