asset allocation

Inrev: «In Italia, i portafogli non quotati più esposti»

Siamo il Paese europeo con i portafogli più esposti al real estate tramite veicoli non quotati, con un peso vicino al 18%, contro l’11,5% del Regno Unito e il 6% della Francia.

di Evelina Marchesini

(Volodymyr Kyrylyuk - Fotolia)

3' di lettura

Gli investitori istituzionali continuano ad aumentare il peso del real estate nei propri portafogli, tanto che il mattone è passato dall’8,1% del 2012 all’11,3% del 2019. A scattare la fotografia a livello internazionale è Inrev, l’associazione europea degli “investors in non listed real estate vehicles”. Secondo l’ultimo Investor universe study, il totale delle attività gestite dagli investitori istituzionali è pari a 5.673 miliardi di euro e, di queste, 509 miliardi sono investimenti immobiliari indiretti.

I protagonisti. A livello globale la parte del leone spetta alle compagnie assicurative, che coprono il 62,4% del totale degli Aum (asset under managemen t), seguite dai fondi pensione con il 31,1 per cento. Entrambe le tipologie di investitori rivelano che il principale motivo dell’aumento dell’esposizione dei portafogli nel settore immobiliare è da ricondursi all’esigenza di diversificare maggiormente gli investimenti. Non solo. Il target dichiarato è di un peso del real estate dell’11,9%, aprendo dunque la strada a ulteriori investimenti nel settore durante il 2020.
«Il significativo aumento del peso del real estate nei portafogli degli investitori istituzionali negli ultimi sei anni dimostra la fiducia che gli investitori stessi hanno nei confronti dell'immobiliare non quotato come asset class», dichiara Lonneke Löwik, Ceo di Inrev.

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Italia la più esposta. Scendendo nel dettaglio dell’asset allocation per singolo Paese europeo, salta all’occhio la maggior esposizione dell’Italia rispetto agli altri Stati. In particolare, secondo lo studio di Inrev, il peso del real estate nei portafogli degli istituzionali arriva quasi al 18% nel nostro Paese, con un target ideale che è invece leggermente più basso, intorno al 17 per cento.

Gli altri Paesi. In seconda posizione c’è la Germania, dove il real estate pesa poco meno del 14%, ma con un obiettivo di salire al 15,5 per cento. Il Regno Unito è esposto sull’immobiliare per circa l’11,5%, con un target che non si discosta molto dalla situazione attuale; i Paesi Bassi si mantengono un po’ al di sotto del 10%, con l’intenzione di salire verso quota 11%, mentre la Svezia ha un peso dell’immobiliare del 13% circa e l’obiettivo di salire al 14 per cento. La Francia invece è al di sotto del 6% e senza grandi target di crescita, ma il motivo è da ricercarsi nel fatto che il Paese d’Oltralpe ha una forte tradizione di veicoli immobiliari quotati (basti pensare alle grandi società immobiliari quotate in Borsa), mentre lo studio di Inrev si concentra proprio sugli investimenti immobiliari tramite veicoli non quotati.

Il 2020. Secondo un’ulteriore indagine di Inrev, orientata sulle intenzioni di investimento, gli investitori istituzionali hanno pianificato di investire 98 miliardi di euro di nuovi capitali nel real estate tramite veicoli non quotati. Di questi, 88,5 miliardi provengono da investitori come società assicurative e fondi pensione e 9,6 miliardi da fondi di fondi. Si tratta di aumento di almeno 20 miliardi di euro rispetto alle cifre del 2019. In questo caso si tratta di intenzioni di investimento globali, provenienti per il 60% da soggetti europei, per il 19,4% dal Nordamerica e per il 19,5% dall’Asia-Pacifico.

Più propensione al rischio. Secondo Inrev gli investitori istituzionali stanno aumentano la propria propensione al rischio nel settore immobiliare e il 20% si orienta verso investimenti opportunistici, contro il 9,8% registrato nel 2019. La strategia “value added” resta la preferita, nonostante scenda dal 51,1% del 2019 al 42,5% di quest’anno. Il numero di investitori che preferiscono la strategia conservativa (“core”) scende dal 39,1% del 2019 all’attuale 37,5 per cento.

I settori e i Paesi. Quanto ai settori in cui investire, i tre più importanti sono gli uffici, il residenziale (con tutte le sue declinazioni) e la logistica, mentre il retail scende nella lista delle preferenze. Nell’ambito del residenziale va registrata una diminuzione di interesse per student housing ed healthcare per gli investitori istituzionali, mentre al contrario i fondi di fondi aumentano la propria esposizione in queste categorie. Secondo Inrev, i primi tre Paesi preferiti nel 2020 dagli investitori istituzionali per gli investimenti in real estate tramite veicoli non quotati sono la Germania, il Regno Unito e la Francia, mentre i fondi di fondi mettono nelle prime tre posizioni la Germania, la Francia e i Paesi Bassi. La miglior combinazione in termini di preferenze è, secondo Inrev, quella degli uffici in Francia, per il terzo anno consecutivo.


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