5G E SALUTE

Iss: «5G non presenta rischi particolari, caratteristiche migliori di altre tecnologie»

La spiegazione di Polichetti, primo ricercatore dell'Istituto

di Simona Rossitto

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(MARIA LAURA ANTONELLI / AGF)

La spiegazione di Polichetti, primo ricercatore dell'Istituto


3' di lettura

Gli effetti del 5G sul corpo umano non sono diversi da quelli provocati dal 2G, dal 3G o dal 4G. Sul 5G, cioè, «non c'è un problema particolare. Considerando gli effetti dei campi elettromagnetici attualmente conosciuti, infatti, il 5G non darà problemi, mentre se consideriamo gli effetti sulla salute ancora ipotetici non ci sono motivi per pensare che il 5G sia più pericoloso delle tecnologie precedenti». Parola di Alessandro Polichetti, primo ricercatore all'Istituto superiore di sanità e componente del Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni, che interviene a spiegare razionalmente e su basi scientifiche la polemica tra fautori del 5G e contrari. In generale, sulle onde elettromagnetiche, «a oggi - spiega Polichetti a DigitEconomy.24, report di Radiocor e Luiss Business School, abbiamo più di 10mila studi scientifici sulla base dei quali possiamo considerare come accertati solo alcuni tipi di effetti, connessi al riscaldamento dei tessuti del corpo umano. Le onde elettromagnetiche, cioè, in parte sono riflesse e in parte penetrano nel corpo umano. Quelle che penetrano in parte vengono assorbite, e la loro energia viene convertita in calore. Calore che tende a far aumentare la temperatura, ma noi abbiamo un sistema termoregolatore che smaltisce il calore che viene prodotto in eccesso rispetto a quello che il nostro corpo già produce per via del metabolismo basale».

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Campi elettromagnetici classificati come possibilmente cancerogeni

Il problema, continua l'esperto dell'Iss, sorge «quando il calore prodotto è troppo elevato, tuttavia i limiti internazionali, e tanto più quelli italiani che sono più restrittivi, mantengono le esposizioni sotto le soglie al di sopra delle quali sono possibili gli effetti termici ».
Uno dei possibili effetti dei campi elettromagnetici di cui si parla spesso è la cancerogenità. A questo proposito Polichetti ricorda che «nel 2011, sulla base delle evidenze scientifiche accumulate in tanti anni di studi, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), ha classificato i campi elettromagnetici come "possibilmente cancerogeni per gli esseri umani", ci sono cioè dei sospetti che siano cancerogeni ma non è possibile concludere che lo siano. Per meglio comprendere, nel Gruppo 1 degli agenti "cancerogeni per gli esseri umani" ci sono le radiazioni ionizzanti, fumo, amianto, le radiazioni solari, gli insaccati, le bevande alcoliche, l'inquinamento atmosferico. Questi sono fattori cancerogeni accertati».
Tornando ai campi elettromagnetici, «alcuni studi sugli utilizzatori dei telefoni cellulari mostrano delle associazioni statistiche tra l'uso dei cellulari e alcune patologie tumorali della testa, ma non dimostrano il nesso causa effetto. L'evidenza di questi studi, per svariate ragioni, è stata giudicata limitata dalla Iarc, in ogni caso i tipi di tumori esaminati (al cervello, al nervo acustico ecc.) non sono aumentati con la sempre più vasta diffusione nella popolazione dell'uso dei cellulari».

«Studi che mostrano indizi di pericolosità riferiti a 2G e 3G»

Attualmente «gli studi che hanno mostrato indizi di pericolosità dei campi elettromagnetici a radiofrequenza, si riferiscono a tecnologie precedenti, come il 2G e il 3G. Tuttavia stiamo assistendo adesso a preoccupazioni principalmente rivolte al 5G». Molte ordinanze comunali hanno sospeso i lavori per la rete 5G, come se quest'ultima fosse qualcosa di particolare per quanto riguarda i possibili rischi per la salute. «Perché tali sospensioni – si chiede Polichetti - non sono state fatte prima, nei confronti del 2G, del 3G o del 4G? Perché non ci si è preoccupati dell'uso del telefono cellulare? Bisogna, infatti, considerare che la principale esposizione della popolazione non è alle antenne fisse, ma alle antenne del cellulare, visto il contatto ravvicinato con la testa se il telefonino non viene usato con gli auricolari».

«Preoccupazioni su alcuni aspetti del 5G infondate»

Degli effetti del 5G, cioè, «ci si può preoccupare o meno, è una valutazione soggettiva, però non trovo logico che ci si preoccupi delle antenne fisse 5G e non del telefono cellulare. Il 5G non presenta rischi particolari, anzi ha caratteristiche che sembrerebbero migliori di altre tecnologie». A oggi, in più, «ci sono preoccupazioni su certi aspetti del 5G che non sono fondate. Ad esempio si è detto che con il 5G non solo ci saranno persone che parlano al telefono, ma tanti dispositivi che comunicano. Tutto ciò, è vero, farà sì che ci saranno molte più antenne, ma il fatto di avere molte più antenne farà anche sì che i livelli di emissione siano sempre più bassi, perché devono coprire zone più piccole». Inoltre il 5G «ha l'ulteriore vantaggio di diminuire la distanza da cellulare ad antenne fisse, riducendo così le esposizioni degli utilizzatori dei cellulari». In conclusione, «dal punto di vista degli effetti conosciuti il 5G non darà problemi, dal punto di vista di quelli ancora ipotetici non ci sono motivi particolari per pensare che sia più pericoloso delle tecnologie precedenti».

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