Natalità e fecondità

Istat, record negativo delle nascite: 12.500 in meno. Sofia e Leonardo i nomi più gettonati

In media si diventa madri a 31,4 anni nel 2020, oltre tre anni in più rispetto al 1995

di Nicoletta Cottone

(Pierpaolo Scavuzzo / AGF)

3' di lettura

La pandemia favorisce il nuovo record negativo di nascite in Italia. Dal report Istat sulla natalità e fecondità della popolazione residente in Italia emerge che nel 2020 i nati sono 404.892 (-15 mila sul 2019). Il calo (-2,5% nei primi 10 mesi dell'anno) si è accentuato a novembre (-8,3% rispetto allo stesso mese del 2019) e dicembre (-10,7%), mesi in cui si cominciano a contare le nascite concepite all'inizio dell'ondata epidemica. La denatalità prosegue nel 2021. Secondo i dati provvisori di gennaio-settembre le nascite sono già 12.500 in meno, quasi il doppio di quanto osservato nello stesso periodo del 2020. Il numero medio di figli per donna scende nel 2020 a 1,24 per il complesso delle residenti, da 1,44 negli anni 2008-2010, anni di massimo relativo della fecondità.

Calo del 15,4% nel Nord-Ovest molto colpito dalla pandemia

Nel Nord-Ovest, dove la pandemia ha colpito duramente nella prima ondata, a dicembre il calo tocca il 15,4 per cento. Il clima di incertezza e le restrizioni legate al lockdown hanno influenzato la scelta di rinviare il concepimento. A gennaio 2021 si rileva la massima riduzione di nati a livello nazionale (13,6%), con picco nel Sud (-15,3%) che prosegue, più contenuta, anche a febbraio (-4,9%). Nascite sono, per la quasi totalità, riferibili ai concepimenti di aprile e maggio 2020. «Il forte calo dei nati a gennaio 2021, tra i più ampi mai registrati, dopo quello già marcato degli ultimi due mesi del 2020, lascia pochi dubbi sul ruolo svolto dall'epidemia», si legge nel report. «Il crollo delle nascite tra dicembre e febbraio, riferibile ai mancati concepimenti della prima ondata pandemica, poteva essere dovuto al posticipo di pochi mesi dei piani di genitorialità. Tuttavia, dai primi dati disponibili, tale diminuzione sembra l'indizio di una tendenza più duratura in cui il ritardo è persistente o, comunque, tale da portare all'abbandono nel breve termine della scelta riproduttiva».

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In media si diventa madri per la prima volta a 31,4 anni

Rispetto al 1995, nel 2020 l’età media al parto in Italia è aumentata di oltre due anni, raggiungendo i 32,2 anni; in misura ancora più marcata cresce anche l’età media alla nascita del primo figlio, che si attesta a 31,4 anni nel 2020 (oltre 3 anni in più rispetto al 1995). Confrontando i tassi di fecondità per età del 1995, del 2010 (italiane e totale residenti) e del 2020 (italiane e totale residenti) si registra uno spostamento della fecondità verso età sempre più mature. Rispetto al 1995, i tassi di fecondità sono cresciuti nelle età superiori a 30 anni mentre continuano a diminuire tra le donne più giovani. Questo fenomeno è ancora più accentuato considerando le sole cittadine italiane per le quali, confrontando la fecondità del 2020 con quella del 2010, il recupero della posticipazione si osserva solo a partire dai 38 anni.

Sofia e Leonardo i nomi più gettonati

Nel 2020 Leonardo e Sofia rimangono i nomi preferiti in base alla rilevazione degli iscritti in anagrafe per nascita. Tra i nomi maschili Francesco anche quest’anno si conferma al secondo posto, mentre Alessandro riconquista la terza posizione scalzando Lorenzo che scende al quarto posto. Tra quelli femminili si registra uno scambio sul podio tra Giulia, che risale dal terzo al secondo posto, e Aurora, che scende dal secondo al terzo. Il report registra che ci sono oltre 26mila nomi diversi per i bambini e oltre 25mila per le bambine. I primi trenta nomi in ordine di frequenza complessivamente coprono oltre il 44% di tutti i nomi attribuiti ai maschi e quasi il 38% di quelli delle femmine.

Leonardo trionfa al Centro-Nord, Andrea in testa in Molise

Leonardo ha il primato in tutte le regioni del Centro-Nord. Fa eccezione solo la provincia autonoma di Bolzano, dove primeggia Jonas. Tra le regioni del Mezzogiorno, Leonardo prevale anche in Abruzzo e in Sardegna. Francesco è al primo posto soltanto in due regioni del Mezzogiorno: Puglia e Calabria. Come Antonio che prevale in Campania e Basilicata. Giuseppe è stabilmente in testa in Sicilia e, per la prima volta, Andrea fa il suo ingresso in testa in Molise. Si chiamano invece prevalentemente Adam, Rayan e Amir, ma anche Leonardo, Matteo, Luca, Mattia e Davide i bambini stranieri nati da genitori residenti in Italia.

Sofia vince al Centro-Nord, Giulia nel Lazio e Emma a Bolzano e Trento

Per le bambine, Sofia vince in tutte le regioni del Centro-nord (a eccezione delle Province Autonome di Bolzano e Trento dove prevale Emma, e del Lazio in cui domina Giulia) e in Abruzzo, Calabria e Sardegna. Anche per le bambine straniere il primato spetta a Sofia, come per la totalità delle nate residenti, seguito da Sara, Amira, Emily e Aurora.

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