Made in Italy

Italian Delights, più tipicità regionali all’estero con temporary store ed ecommerce

La piattaforma crea anche negozi fisici e allarga le referenze dal Piemonte alle altre specialità regionali italiane, grazie al racconto della loro unicità.

di Natascia Ronchetti

Fior di Tiglio è uno dei formaggio in vendita sul marketplace di Italian Delights

3' di lettura

La sua filosofia è sempre stata quella di dare spazio ai piccoli produttori locali, quelli che non arrivano sugli scaffali della grande distribuzione organizzata, che mantengono le caratteristiche della tradizione artigiana e rispecchiano le tipicità dei loro territori. Una formula che ha già convinto oltre 20mila clienti. In Europa, soprattutto nei Paesi del Nord. Ma non solo: anche negli Usa, in Giappone e in Kuwait. Nell'area del Golfo ha appena venduto 600 chili di formaggio.

Adesso Italian Delights si prepara ad aprire il primo temporary store ad Arona, sul lago Maggiore, per intercettare altri turisti stranieri che dopo aver degustato durante le vacanze le eccellenze del food italiano cercano un canale di approvvigionamento per quando tornano a casa. «Si chiamerà Il Negozietto e sarà ispirato al concetto della vecchia bottega», dice Nikas Bergaglio, fondatore e ceo dell'azienda piemontese, market place che dopo essersi concentrato sui prodotti tipici dell'alto Piemonte (prima fase della sua vita, quando si chiamava Piedmont Delights) ha ampliato l'offerta all'enogastronomia di qualità di Sardegna, Toscana ed Emilia-Romagna e si prepara a espandersi a tutte le altre regioni italiane.

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«Il nostro obiettivo è quello di crescere investendo su marketing e pubblicità, cercando di connettere le persone con i maestri del gusto italiani», spiega Bergaglio. In cantiere – le aperture sono previste entro i prossimi due o tre anni - ci sono già anche temporary store nel Regno Unito, in Danimarca, in Germania, Svezia e Olanda. Vale a dire i Paesi dai quali proviene la maggior parte della domanda.

Il fatturato dell'azienda, che oggi tocca i 600 mila euro, è infatti generato per l'80% dalle vendite all'estero. Con gli investimenti previsti Italian Delights punta a sfondare quota 1 milione entro la fine di quest’anno. Oggi questa piccola impresa che ha scelto di scommettere sulle tipicità può contare su una rete di 142 piccoli produttori, propone più di mille prodotti enogastronomici, tra vino, pasta, salumi, formaggi, e si colloca su una fascia medio-alta di mercato.

I criteri di selezione dei produttori sono rigidi: non devono essere presenti nella Gdo, devono rappresentare le caratteristiche del territorio in cui operano, proteggere i valori dell'artigianalità. Niente grandi brand, insomma. E ogni proposta è accompagnata dalla narrazione, attraverso fotografie e video-reportage, dell'area da cui provengono i prodotti in vendita.

L'azienda, fondata nel 2017, ha virato su una proposta ampliata a più regioni italiane lo scorso mese di ottobre e sta crescendo anche nell'Est Europa. Tra i suoi obiettivi c'è anche quello di riconquistare il Regno Unito, che prima della Brexit era il suo principale mercato. Per questo ha deciso di investire anche su Londra, aprendo in loco una società di diritto inglese a cui farà capo una delle “botteghe” di cui sono previste le aperture in Europa, con una strategia di sviluppo che integra online e offline.

Nello scouting dei produttori privilegia la massima qualità e sta consolidando una collaborazione con Slow Food e con altre piattaforme in Italia e in Europa. «All'inizio alcuni dei produttori con i quali lavoriamo erano un po' diffidenti – ricorda Bergaglio -. Poi quando hanno capito che dovevano metterci a disposizione solo i loro prodotti e il racconto dei territori e delle varie fasi di lavorazione si sono convinti».

Adesso Italian Delights ha reclutato anche un anziano produttore di vin santo che serviva solo i ristoranti stellati. I suoi clienti hanno mediamente dai 35 anni in su. Amano le tradizioni enogastronomiche italiane, cercano qualità e distintività. La piattaforma propone trenta categorie di prodotti, comprese le birre artigianali. Anche se la richiesta si concentra su salumi e formaggi.

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