Premi d’arte

Julius Baer premia Voluspa Jarpa e le artiste latino americane

Dal gruppo svizzero forte impegno verso la cultura e le arti. Dal 2020 prima edizione del Julius Baer Art Prize for Latin American Female Artists

di Maria Adelaide Marchesoni

Fanny Sanín (Colombia, 1938) «Acrílico N.° 1», 1974, acrílico su tela 173 x 239 cm . Colección MAMBO

I punti chiave

7' di lettura

Il prossimo luglio, se la situazione pandemica lo permetterà, il Museo de Arte Moderno de Bogotá MAMBO (Colombia) esporrà nelle sue sale l'opera «Sindemia» in corso di realizzazione dell'artista cilena Voluspa Jarpa, vincitrice della prima edizione Julius Baer Art Prize for Latin American Female Artists istituito per rendere omaggio alle artiste dell'America Latina. Voluspa Jarpa, che ha esposto nel Padiglione del Cile alla 58° edizione della Biennale di Venezia , è stata scelta da una giuria composta da curatori e storici dell'arte, ha ricevuto 25.000 dollari per sviluppare il progetto in situ con un'opera “che testimonia i disordini sociali da ottobre 2019 a marzo 2020 in Cile, compresa la crisi sanitaria di Covid-19 che ha aggiunto una prospettiva diversa ai disordini di strada”. Per il chief curator del MAMBO, l'italiano Eugenio Viola, l'opera “si concentra sui meccanismi di oppressione concepiti da un regime autoritario di fronte alla protesta nazionale. Voluspa Jarpa sfida temi delicati legati alla realtà cilena, segnata dalla violenza e da gravi abusi della polizia, ma anche in risonanza con l'attuale contesto colombiano e, per estensione, con molte altre parti del mondo che affrontano le stesse riprovevoli circostanze”.

I protagonisti

Fondato nel lontano 1955 dell'allora Ministro dell'Educazione il Museo d'Arte Moderna di Bogotà quale entità per lo sviluppo culturale e artistico del paese a partire dal 1958 divenne una “Corporazione Autonoma” ovvero una fondazione privata senza scopo di lucro, per poter cercare i propri finanziamenti da imprese private, acquisendo così un'indipendenza che è stata fondamentale per la sua stabilità istituzionale. Oggi, il museo ha una collezione di 2.100 opere composta quasi esclusivamente da donazioni di artisti, una collezione di fotografie, oltre all'eredità del fotografo di Bogotà Juan Nepomuceno Gómez, donati all'ente dal Banco de la República.
La Julius Baer Art Collection , del gruppo svizzero Julius Baer, leader nella gestione patrimoniale, da sempre impegnato verso la cultura e le arti, conta oltre 5mila opere d'arte esposte nelle strutture della banca in tutto il mondo. Avviata a partire dal 1981 sostiene i giovani artisti svizzeri o artisti che hanno una connessione con la Svizzera, Beatriz Sanchez, membro dell'Executive Board e Head of Region Americas in Julius Baer ci racconta le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di questo premio.

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Perchè è stato istituito il Julius Baer Art Prize in Colombia?
Credo profondamente nell'importanza della cultura e delle arti come mezzo di interconnessione. Per essere credibile nei mercati in cui opera una grande organizzazione come la nostra e per connettersi al meglio con i clienti, bisogna andare al di là della sola attenzione finanziaria. Promuovere la cultura, l'arte locale e regionale e mettere in luce gli artisti più promettenti non è solo la cosa giusta da fare, ma è anche nel Dna di Julius Baer. Lo facciamo da oltre quattro decenni attraverso la nostra Julius Baer Art Collection. Combinare la nostra credibilità e il nostro know how di lunga data nelle arti in Svizzera con una profonda conoscenza dell'America Latina ci è sembrato il modo giusto di procedere.

Perché un premio acquisizione?
Il Julius Baer Art Prize for Latin American Female Artists non è un premio di acquisizione, ma è stato concepito con l'obiettivo di onorare la produzione delle artiste latinoamericane per la loro innovazione, ricerca e influenza nell'arte moderna. Abbiamo destinato un fondo che sosterrà lo sviluppo di un nuovo progetto in situ, che sarà esposto nella galleria Carlos Rojas, uno spazio del MAMBO che sponsorizziamo dal 2019.

Perchè il MAMBO di Bogotà?
Il Museo d'arte moderna di Bogotà, MAMBO, è un gioiello. È il primo museo d'arte moderna colombiano e non solo locale. Ha una collezione molto ampia e importante di arte colombiana, latina e internazionale. Quindi questo premio è stato concepito in modo da corrispondere sia alla missione di Julius Baer di sostenere l'arte che a quella del MAMBO di riposizionare l'istituzione su una scena più ampia e internazionale. Ciò che ammiro del MAMBO è il suo impegno verso la popolazione meno privilegiata di Bogotà e la sua missione di fornire un luogo in cui tutti, di qualsiasi estrazione sociale, possano essere esposti in tutte le diverse forme dell’arte. MAMBO ha una lunga storia, ha subito una transizione molto interessante, non solo per sopravvivere, soprattutto durante l'ultimo anno, ma anche per prosperare e offrire questa esperienza internazionale nella scena artistica.

Feliza Bursztyn (Colombia, 1933-Francia, 1982) , «Cuja», 1972, metallo, stoffa e motore, 78x78x190 cm. Colección MAMBO

Perché solo artiste donne?
L'arte latinoamericana nel corso dei secoli è stata un prodotto della storia della regione, delle migrazioni, delle lotte politiche ed economiche, delle credenze religiose e della diversità della sua gente. In tutte le epoche, ma soprattutto nel XX secolo e fino ad oggi, ci sono state molte artiste eccezionali che, a pieno titolo, meritano di essere riconosciute. Abbiamo voluto concentrarci sulle artiste per portare l'attenzione sulla grande diversità e sul loro talento ma anche sull'importanza del loro messaggio. Le donne sono in prima linea nella lotta, nella povertà, nella violenza e attraverso la loro arte ci sfidano a cambiare, a sognare, a fare la differenza. Le artiste hanno bisogno di essere sostenute e ascoltate molto più attivamente e costantemente in America Latina e, in effetti, ovunque.

Non pensa che questa tendenza sia troppo sfruttata?
No, credo davvero che le artiste abbiano bisogno di essere sostenute più visibilmente, soprattutto in questi tempi di pandemia globale. La direttrice, Claudia Hakim, colombiana anche lei, e il curatore d'arte, Eugenio Viola, italiano, hanno rilanciato l'istituzione all'inizio dell'anno scorso, proprio quando eravamo nella fase di realizzazione del progetto per onorare l'arte nel paese. E ci siamo resi conto che mancava un riconoscimento all'arte femminile. Ci sono molti movimenti ora che mettono le donne sotto i riflettori, ma la narrazione è quella dell'empowerment e del movimento sociale. Crediamo che un premio al lavoro artistico dovrebbe essere una fonte di ispirazione, oltre a considerare un approccio più inclusivo per l’“identità femminile”.

Beatriz González (Colombia, 1938) , «Niña turca», 1965, olio su tela, 100x80 cm. Colección MAMBO

Come è stato strutturato il bando per il premio?
Il premio è su invito. La giuria è composta da cinque membri che possono invitare ciascuno cinque artisti a partecipare. Gli artisti possono aver una carriera già avviata o in fase di sviluppo. La lista è sottoposta a voto per valutare ogni artista prima di invitarne cinque a presentare una proposta, tra i criteri gli anni di esperienza, le ultime mostre e le motivazioni. Non volevamo escludere gli artisti emergenti. La giuria si è riunita online per votare i cinque finalisti e quindi abbiamo invitato gli artisti personalmente a presentare il loro progetto che sarebbe stato poi sviluppato in situ al MAMBO. Abbiamo dato un fondo per coprire i costi della progettualità, dato che i cinque finalisti che hanno accettato di partecipare hanno intrapreso una ricerca approfondita intorno ai loro campi, incluso il medium. La giuria ha esaminato i progetti e dopo un'attenta considerazione, ha deciso di assegnare il premio all'artista cilena Voluspa Jarpa, per il suo progetto «Sindemia».

Quando il prossimo bando?
Il processo di candidatura per la seconda edizione del Julius Baer Art Prize for Latin American Female Artists inizierà nel 2022. Puntiamo ad avere la short list pronta per aprile/maggio e le cinque finaliste per giugno/luglio. La seconda mostra è poi prevista per il 2023.

La giuria di esperti rimarrà la stessa o cambierà?
Cambierà. Anche la giuria è su invito. Questo garantirà una maggiore attenzione internazionale e una proposta e selezione imparziale degli artisti.

La collaborazione con il MAMBO di Bogotà continuerà con altri progetti?
Sì, la collaborazione con il MAMBO è uno dei nostri impegni artistici strategici nella regione America. Altre partnership a lungo termine includono la Elbphilharmonie di Amburgo, il Verbier Festival in Svizzera e la Zaryadye Concert Hall di Mosca. Crediamo che il Julius Baer Art Prize for Latin American Female Artists sia il primo nel suo genere in America Latina. Si unisce ad altri premi dedicati alle artiste, come il “ Max Mara Art Prize for Woman ” in Italia e nel Regno Unito, il “ Gabriele Münter Preis ” in Germania e il “ Prix Aware in Francia.

L'arte è un fattore molto importante che contribuisce a valorizzare il ruolo di un paese a livello internazionale. Lei cosa pensa?
L'arte è il riflesso dell'anima e dell'essenza di un paese. È il modo in cui la sua gente esprime i propri desideri, paure, speranze e sogni. Riunisce anche le persone. La Colombia ha una lunga storia di grandi artisti dall'epoca coloniale e il movimento barocco latino-americano dalla metà del XVII alla fine del XVIII secolo, ai molti movimenti che abbiamo visto alla fine del secolo scorso e per tutto il XX secolo fino ad oggi. Artisti come Fernando Botero, Enrique Grau, Alejandro Obregón hanno una fama internazionale. Molti altri artisti colombiani meritano di essere menzionati, specialmente Beatriz Gonzalez, associata al movimento della Pop art e una voce del periodo della Violencia in Colombia, Monika Bravo, un'artista multidisciplinare concentrata principalmente sulla fotografia, e Doris Salcedo, scultrice e artista visiva. Tutte donne e tutte artiste di alto livello. Speriamo che il Julius Baer Art Prize for Latin American Female Artists serva non solo ad evidenziare la profondità, la qualità e la diversità delle nostre artiste latinoamericane di oggi, ma la ricchezza dell'arte latinoamericana, compresa quella colombiana, attraverso i secoli.

Molti riconoscono l'arte come un asset class: qual è la sua opinione?
L'arte è ed è stata un asset class. Tipicamente, l'asset allocation strategica comporta la definizione di un mix target di azioni, reddito fisso e investimenti alternativi. Ma un approccio olistico alla costruzione del portafoglio dovrebbe prendere in considerazione anche gli asset di capitale. Ed è qui che entra in gioco l'arte. Per alcuni, le belle arti sono considerate una nuova asset class. L'attuale contesto socio-economico crea una domanda di “beni reali” per preservare la ricchezza nelle crisi finanziarie. Le belle arti hanno una bassa correlazione con le azioni e le obbligazioni, offrendo così una diversificazione nel tempo e attraverso il ciclo economico.

Colleziona opere d'arte?
Colleziono arte e sono stato un'avida collezionista da molti anni. È sicuramente una delle mie passioni. Ho iniziato a collezionare quando vivevo in Svizzera molti anni fa, concentrandomi inizialmente sull'arte cubana e latinoamericana, dato il mio background e l'importanza che io e mio marito davamo alla creazione di un patrimonio culturale per i nostri figli.

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