Medio Oriente

Ue, dialogo con talebani non è riconoscimento

Il 31 agosto si è chiuso il ponte aereo per lasciare l’Afghanistan, ora completamente nelle mani dei Talebani. Nel suo discorso alla nazione, il presidente Usa Joe Biden ha difeso la sua scelta e parlato dell’evacuazione come di un «successo straordinario». Ora Londra è in trattativa per un passaggio sicuro a cittadini britannici rimasti nel Paese e a un certo numero di cittadini afghani

(Reuters)
  • Biden, Usa difenderanno sovranità e integrità Ucraina

    Gli Stati Uniti saranno sempre impegnati nella difesa dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina: lo ha detto il presidente americano Joe Biden incontrando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, annunciando un nuovo pacchetto di aiuti per rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica di Kiev.

  • Nigeria, oltre 70 studenti liceali rapiti da uomini armati

    Uomini armati hanno rapito oltre 70 studenti di liceo nel nordovest della Nigeria. Lo riferisce la polizia. Gli aggressori hanno preso d’assalto una scuola superiore vicino a Maradun, nello Stato di Zamfara, questa mattina, e hanno rapito 73 studenti, ha detto il portavoce della polizia di Stato in una nota.

  • Luttwak: difesa europea? Possibile fuori da Ue e Nato

    “Una difesa europea è possibile, dipende da una decisione strategica, ma bisogna farlo fuori dalla cornice dell’Ue e della Nato”. A dirlo è il politologo americano Edward Luttwak, dopo che, all’indomani dal ritiro dell’Afghanistan sia il ministro della Difesa Lorenzo Guerini che il presidente della Fondazione Med-Or, Marco Minniti, sono intervenuti a favore di una politica estera e una difesa europee. “Una difesa europea si può fare con francesi e inglesi, chi è serio sono anche gli scandinavi, due paesi fuori dalla Nato come Finlandia e Svezia, o anche la Norvegia, che però non fa parte della Ue”, argomenta Luttwak, “per questo se si vuole fare una difesa europea, bisogna farlo fuori dalla cornice dell’Ue e dalla cornice della Nato e le cose si complicano”. Perchè servono Gran Bretagna e Norvegia che sono fuori dall’Ue, oltre a Finlandia e Svezia che sono fuori dalla Nato.

  • Austin: “Conclusa la più grande evacuazione di civili nella storia Usa”

    “Abbiamo appena concluso (dall’Afghanistan, ndr) la più grande evacuazione aerea di civili nella storia americana. È stato eroico, storico e spero che tutti gli americani si uniranno per ringraziare i nostri uomini per il loro coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario alla Difesa, Lloyd Austin, nel corso di una conferenza stampa al Pentagono. Lloyd, che la prossima settimana si recherà nel Golfo per “ringraziare” i partner che hanno contribuito all’operazione, ha precisato che dall’aeroporto di Kabul gli Usa hanno evacuato oltre 124mila civili, tra cui più di seimila americani.

  • Premier Draghi sente Guterres, ruolo Onu su profughi afghani

    Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto oggi pomeriggio una conversazione telefonica con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Il colloquio si è incentrato principalmente sugli ultimi sviluppi e sulle implicazioni della crisi afghana. Sono state in tale contesto approfondite le prospettive dell’azione della Comunità internazionale nei diversi fori, incluso il G20, convenendo sul ruolo centrale che le Nazioni Unite possono svolgere in relazione soprattutto all’assistenza umanitaria a favore della popolazione afghana.

  • Di Maio a riunione ministri Esteri Ue il 2-3 settembre in Slovenia

    Il ministro Luigi Di Maio sarà in Slovenia il 2 e 3 settembre per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri Ue sull'Afghanistan. Lo riferisce lo staff del titolare della Farnesina.

  • Ue, dialogo con talebani non è riconoscimento

    “La situazione è drammatica in Afghanistan dal punto di vista della sicurezza, umanitario e anche strategico. La delegazione europea è stata evacuata appieno ed è stata ricollocata a Bruxelles temporaneamente”. Lo ha detto Gunnar Wiegand, direttore per l’Asia e il Pacifico del Servizio europeo per l’azione esterna in audizione al Parlamento europeo. “Si sta discutendo con i partner se mantenere nel Paese una presenza minima europea a Kabul una volta che la situazione della sicurezza lo permetterà, per garantire in un modo o nell’altro che le attività umanitarie possano continuare”, ha aggiunto, precisando che “dobbiamo impegnarci con i talebani per cercare di comunicare con loro e cercare di influenzarli usando le leve che abbiamo in mano, senza però affrettarci per riconoscere questa formazione”. Wiegand ha poi sottolineato che obiettivo dell’Ue è “evitare che l’Afghanistan diventi una base per i terroristi per progettare attacchi”.

  • Berlino evacua in autobus personale locale

    Ha attraversato i confini dell’Afghanistan via terra diretto a Islamabad, in Pakistan, il primo convoglio tedesco con personale locale afghano organizzato dopo gli intensi sforzi diplomatici del governo di Berlino di questi giorni. Ne riferisce Faz. Si tratta del primo successo concreto del viaggio del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas nei paesi confinanti con l’ Afghanistan. Ad uscire dal Paese con un bus sono stati i collaboratori e le collaboratrici che in questi anni hanno lavorato per le fondazioni tedesche come la Konrad Adenauer Stiftung e la Friedrich Ebert Stiftung. Sono circa 10.000 le persone appartenenti alla categoria del personale locale ancora nel Paese a cui si aggiungono i componenti delle rispettive famiglie.

  • Talebani dicono sì al cricket, squadra afghana in Australia

    I talebani in Afghanistan hanno dato il loro via libera alla squadra nazionale di cricket affinchè si rechi in Australia per prendere parte al primo ’Test’ che avrà luogo dalla presa del potere del gruppo islamico. Una decisione che fa sperare nella possibilità che gli impegni a livello internazionale nell’ambito dello sport popolare in Afghanistan possano continuare anche con il nuovo regime. “Abbiamo ottenuto l’approvazione per mandare la nostra squadra in Australia”, ha detto all’Afp il capo della Afghanistan Cricket Board, Hamid Shinwari. Durante il precedente regime talebani, prima del 2001, gli islamisti al potere avevano bandito la gran parte delle forme di intrattenimento, compresi molti sport, mentre gli stadi venivano utilizzati come luoghi dove i condannati venivano pubblicamente giustiziati.

  • Biden, «chiusa guerra lunga 20 anni, ora guardiamo al futuro»

    “Chiudiamo 20 anni di guerra e conflitti, dolore e sacrificio. Ora è tempo di guardare al futuro, non al passato, ad un futuro più sicuro”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in un post su Facebook all’indomani del ritiro dell’ultimo soldato americano dall’Afghanistan. Nel post Biden, a supporto della necessità ribadita di “porre fine alla guerra in Afghanistan”, ha evidenziato la “scioccante e stupefacente statistica che dovrebbe fermare chi pensa che la guerra possa essere di basso grado, basso rischio o basso costo: 18 veterani, in media, muoiono per suicidio ogni giorno in America - non in un posto lontano, ma proprio qui in America”.

  • Pinotti, «difesa comune Ue? Se non ora quando»

    “Quello della difesa comune europea è un tema importante non da oggi, ma ora è apparso in modo plasticamente evidente a tutti. La capacità di difesa europea è essenziale, se l’Europa vuole avere un ruolo. Lo stesso Borrell riconosce che anche nel momento drammatico di Kabul chi ha avuto il ruolo preminente sono stati gli Usa e non l’Europa”. Lo ha detto la presidente della Commissione Difesa del Senato Roberta Pinotti, interpellata dall’Adnkronos sul tema della difesa comune europea, sollevato oggi sia dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che dall’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or. “Nell’evacuazione da Kabul nazionalmente abbiamo fatto ottimamente la nostra parte con 1500 militari impegnati. C’è stato un coordinamento alleato ma è mancata un’iniziativa autonoma dell’Europa. Ora il tema assume una sua drammaticità, ma credo che sia un tema maturo, di cui si parla da anni. Al tempo del governo Renzi, -ricorda Pinotti- io, da ministra della Difesa e il collega degli esteri Gentiloni, abbiamo fatto un intervento congiunto, ripreso anche da ’le monde' e diventato oggetto del dibattito europeo, in cui sostenevamo che la politica di sicurezza europea non poteva essere disgiunta da una politica estera europea. Avevamo voluto dare questo segnale, rispetto ad interventi di altre nazioni che ci sembravano più settoriali. Sono convinta che significativi passi in avanti in questo senso siano l'elemento essenziale perché l'Europa possa far sentire la propria voce, dal Mediterraneo, all’Africa, alla lotta al terrorismo, in tutti i casi in cui sono in gioco gli interessi dell’Europa e i diritti umani. E’ veramente il momento di passare dai commenti e dai convegni all’azione”. Qualcosa comunque si sta muovendo se è vero che “negli ultimi 7-8 anni alcuni passi avanti sull’Europa della difesa sono stati fatti. E’ stato istituito -sottolinea la presidente della Commissione Difesa di palazzo Madama- un fondo per la difesa. E’ importante perché prima di questo non potevano essere presentati progetti europei per la difesa. Sono state attivate cooperazioni rafforzate, progetti comuni. E’ stata attivata una procedura per il transito degli eserciti attraverso i vari paesi. Piccoli passi avanti, piccoli segnali”, ammette Pinotti, che poi spiega: “Non è un problema tecnico, non è difficile integrare gli eserciti in una forza d’azione comune, non ci vorrebbero anni e anni. E’ una questione politica”.

  • Di Maio, sostegno dell’Italia all’Onu in Afghanistan

    Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha assicurato “il sostegno e la collaborazione dell’Italia” alle Nazioni Unite in Afghanistan in un colloquio telefonico con l’Alto Commissario Onu per i rifugiati Flippo Grandi. Nel colloquio si è parlato “della situazione umanitaria, dell’assistenza ai profughi afghani nei Paesi limitrofi, coordinamento multilaterale e del ruolo dell’Unhcr per attuare la strategia italiana nell’area”.

  • Veterano twitta i nomi di tutti i caduti Usa

    Un veterano dei marine ha cominciato a twittare i nomi di tutti i caduti americani nell’intervento in Afghanistan. James LaPorta ha iniziato il suo tributo all’alba del 31 agosto con Evander Earl Andrews, morto in Qatar il 10 ottobre 2001, tre giorni dopo l’inizio dei bombardamenti americani sull’Afghanistan, riferisce la Bbc. L’ex marine sta continuando a twittare i nomi, uno a uno, in ordine cronologico. “Ho iniziato a farlo perché ho sentito che era la cosa giusta da fare”, ha detto al sito Insider.

  • Berlino, G20 straordinario su Kabul? Tutti i colloqui benvenuti

    “E’ importante che a livello di G7, ma anche di G20, dove sono rappresentati Stati importanti, si arrivi ad un procedere comune di fronte alla nuova situazione in Afghanistan”: lo ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert rispondendo ad una domanda su come valuta la Germania l’iniziativa italiana di chiedere una riunione straordinaria del G20. Per questo motivo tutti i colloqui e le consultazioni sono benvenuti, ha aggiunto il portavoce.

  • Biden: basta col passato è ora di guardare al futuro

    E' ora di guardare al futuro, basta con il passato": lo afferma Joe Biden in un lungo post su Facebook in cui ribadisce come fosse giunto il momento di chiudere venti anni di guerra in Afghanistan. "E' ora di guardare a un futuro più sicuro e che onori quelli che hanno servito il nostro Paese", aggiunge il presidente americano.

  • A lavoro meno di 100 giornaliste su 700

    Meno di 100 delle 700 giornaliste di Kabul stanno ancora lavorando e un piccolo gruppo continua a lavorare da casa in altre due province afghane. Lo afferma un rapporto di Reporters Sans Frontières (Rsf), citato dal Guardian, secondo il quale altre ancora sono state attaccate e molestate. Da quando i talebani hanno preso il controllo dell'Afghanistan, il 15 agosto, un sondaggio di Rsf e della sua organizzazione partner, il Centro per la protezione delle giornaliste afghane (Cpawj), ha rilevato che la maggior parte del personale femminile nelle organizzazioni dei media, comprese le giornaliste, ha smesso di lavorare. I 108 gruppi editoriali di Kabul hanno impiegato 4.940 dipendenti nel 2020, tra cui 1.080 donne, 700 delle quali giornaliste. Rsf riferisce che delle 510 donne che lavoravano per otto delle più grandi aziende private, solo 76, di cui 39 giornaliste, sono ancora al lavoro. La situazione è simile nelle province, dove quasi tutti i media di proprietà privata hanno smesso di operare con l'avanzata dei talebani. "Una manciata di queste giornaliste riesce ancora più o meno a lavorare da casa, ma non c'è paragone con il 2020, quando un sondaggio di Rsf e Cpawj ha stabilito che più di 1.700 donne lavoravano per i media in tre province (Kabul, Herat e Balkh) nell'est, nell'ovest e nel nord del Paese". "Il rispetto dei talebani per il diritto fondamentale delle donne, comprese le giornaliste, di lavorare e esercitare la loro professione è una questione chiave", ha affermato il segretario generale di Rsf, Christophe Deloire.

  • In porto a Cagliari nave con primi 79 profughi

    Ha attraccata poco al molo Sabaudo del porto di Cagliari la nave Moby Zaza con i primi 79 profughi afghani che saranno ospitati in Sardegna. Sul molo è stata allestita una cittadella per la pima accoglienza e le visite mediche, compresi i tamponi anti Covid. Sul posto Ats, Croce rossa italiana, Protezione civile, Caritas, Carabinieri e Polizia.

  • Nyt, talebani verso nomina di Akhundzada a Guida suprema

    I talebani si apprestano a nominare il leader religioso Haibatullah Akhundzada come suprema autorità dell’Afghanistan. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali Akhundzada avrà un titolo simile a quella dell’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran. L’annuncio dovrebbe arrivare giovedì. Mullah Abdul Ghani Baradar, co-fondatore dei talebani, dovrebbe essere nominato alla guida delle operazioni giornaliere del governo.

  • Papa: su Afghanistan cita Merkel, ma la frase è di Putin

    Parlando dell’Afghanistan nella lunga intervista alla radio spagnola Cope, papa Francesco cade in un equivoco. Cita infatti, lodandola, una frase come pronunciata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, ma in realtà la frase è del presidente russo Vladimir Putin. A un certo punto il Pontefice afferma: “sono stato toccato da qualcosa che la cancelliera Merkel, che è una delle grandi figure della politica mondiale, ha detto a Mosca, lo scorso 20 [di agosto]. Traduco. Spero che la traduzione sia corretta: ’Bisogna porre fine alla politica irresponsabile di intervenire dall’esterno e costruire la democrazia in altri Paesi, ignorando le tradizioni dei popoli’. Lapidario. Credo che questo dica molto, che ognuno lo interpreti. Ma qui ho sentito con una saggezza di fronte a ciò che ha detto questa donna”. Tuttavia, la dichiarazione citata dal Papa appartiene al presidente Putin.

  • Ue: Priorità assistenza in loco, rafforzare capacità protezione

    “La priorità immediata è l’assistenza umanitaria in Afghanistan così come l’assistenza operativa e finanziaria per rafforzare la capacità di protezione dei paesi nella regione che sarebbe i primi a essere affetti da ogni movimento di popolazione dall’Afghanistan”. Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue, Adalbert Jahnz, nel briefing con la stampa ricordando l’annuncio della commissaria Ylva Johansson di un forum sul reinsediamento di alto livello.

  • Putin: Zero risultati da presenza Usa

    Il presidente russo Vladimir Putin ha criticato il coinvolgimento degli Stati Uniti in Afghanistan, dicendo che la presenza militare di Washington ha avuto un risultato nullo, se non negativo. Per 20 anni le forze armate statunitensi in Afghanistan “hanno cercato di civilizzare le persone che vivono lì, di introdurre le loro norme e standard di vita nel senso più ampio del termine, compresa l’organizzazione politica della società”, ha detto Putin, “Il risultato sono tragedie, perdite assolute, sia per gli Usa che per le persone che vivono in Afghanistan. Un risultato nullo, se non negativo”.

  • Berlino valuta presenza diplomatica a Kabul, «ma non sarebbe un riconoscimento»

    La Germania sta valutando la possibilità di mantenere una rappresentanza diplomatica a Kabul, ma solo a determinate condizioni. “Se fosse politicamente possibile e se la situazione della sicurezza lo permettesse, allora la Germania dovrebbe avere di nuovo la sua ambasciata a Kabul”, ha detto il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas durante la sua visita in Qatar, ultima tappa del suo tour di quattro giorni incentrato sulla crisi afghana. Tuttavia, Maas ha sottolineato che la rappresentanza diplomatica non significa riconoscimento del governo talebano. “In questo momento, non si tratta della questione del riconoscimento secondo il diritto internazionale... si tratta di risolvere problemi molto pratici”, ha aggiunto

  • Università di Torino: borse di studio agli studenti afghani

    L’Università degli studi di Torino ha aderito all’appello della Scholars at risk, la rete internazionale di oltre 500 istituti superiori per promuovere la libertà accademica e proteggere studiosi in pericolo di vita, ad accogliere studenti e ricercatori provenienti dall’Afghanistan. L’ateneo offrirà borse di studio per l’iscrizione ai corsi di laurea, per le residenze e il sostegno alla vita universitaria sia degli afghani che hanno già fatto richiesta di studiare a Torino, sia di quanti, già arrivati in Italia vogliano iscriversi. In coordinamento con Scholars at risk offrirà inoltre accoglienza a un ricercatore afghano. Il rettore Stefano Geuna ha sostenuto: “L'Università di Torino è pronta ad accogliere l'arrivo dall'Afghanistan di studentesse e studenti, di ricercatrici e ricercatori, di dottorande e dottorandi. Come ateneo ci impegniamo, in accordo con la Conferenza dei rettori, a sostenere la loro integrazione accademica, accompagnandone le diverse esigenze. E continueremo a sensibilizzare la comunità internazionale affinché vengano messe in campo tutte le azioni possibili per dare loro la possibilità di scegliere in piena libertà il proprio futuro e per non lasciare sole le donne afghane, i cui diritti vengono negati”.

  • Lega, Ue condivide nostre posizioni su rifugiati

    “Oggi tutta l’Unione Europea è concorde con le proposte sulla gestione dei flussi migratori dall’Afghanistan, che la Lega porta avanti da sempre. Lo dimostra la linea comune emersa dalla riunione straordinaria dei ministri dell’Interno Ue: creare le condizioni per fermare e non incentivare le partenze di irregolari, proteggere i confini esterni, garantire la sicurezza dei cittadini Ue dalle minacce del terrorismo”. Così in una nota l’europarlamentare della Lega, e coordinatrice del gruppo ID alla commissione per le libertà civili del Parlamento europeo, Annalisa Tardino. “Bene il sostegno ai Paesi confinanti che devono fare la propria parte nell’accoglienza, cui si aggiunge la ricollocazione dei soggetti vulnerabili su base volontaria. Meglio tardi che mai: dopo anni in cui ci hanno etichettato come razzisti e populisti, ora finalmente Bruxelles si accorge che le soluzioni della Lega sono di buon senso. Dopo decenni di scelte sbagliate e di belle parole, bene che l’Ue torni sui propri passi. Serve il massimo impegno per evitare di ripetere gli errori della crisi siriana del 2015 e bisogna mantenere alta l’attenzione sul rischio di infiltrazioni terroristiche”, conclude l’eurodeputata.

  • Primi profughi in Umbria: preoccupati per i parenti rimasti

    Contenti di essere al sicuro, ma preoccupati per i parenti stretti rimasti in Afghanistan. Secondo le informazioni raccolte da LaPresse, i primi profughi afghani accolti ieri in Umbria stanno iniziando a prendere cognizione della nuova realtà, ma è ancora presto per potersi aprire del tutto. Si tratta di persone costrette alla fuga in quanto ex collaboratori nell’ambito di missioni italiane, persone che nella loro terra vivevano bene, senza alcun problema economico. I profughi sono stati accolti in una struttura della Caritas di Foligno collocata nel comune di Spello, nel perugino. A occuparsi dell’accoglienza sono stati gli operatori della Caritas, assistiti dall’equipe immigrazione della Fondazione Arca del Mediterraneo di Perugia. La comunicazione non è semplice, perché gli ospiti parlano lingue locali come quella dari e quella pashtu, anche se i capifamiglia riescono ad esprimersi anche in inglese. In queste prime ore, attraverso il lavoro di due mediatori culturali, gli operatori stanno cercando di capire le loro necessità, in modo da poter iniziare a programmare il loro inserimento in contesti di studio e lavoro, che rappresenta la sfida più complessa e delicata. Nelle prossime ore, dovrebbe arrivare un’altra famiglia di profughi a Foligno.

  • Cina, ’Mao diceva che è un Paese eroico’

    Per descrivere i rapporti con l’Afghanistan, la Cina ha da ultimo rispolverato i giudizi espressi in passato dal ’Grande Timoniere’ Mao Zedong. Parlando nel briefing quotidiano, il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin ha ricordato che “Il presidente Mao Zedong una volta disse che l’Afghanistan è un Paese eroico che non ha mai ceduto a nessuno nella storia. La Cina e l’Afghanistan sono Paesi amici. La Cina non vuole danneggiare l’Afghanistan, ne’ l’Afghanistan vuole danneggiare la Cina. I due Paesi si sostengono a vicenda”. Pechino, ha poi proseguito Wang, “continuerà a farlo, perseguendo una politica di amicizia verso l’intero popolo afghano, rispettandone l’indipendenza sovrana e l’integrità teritoriale, astenendosi dall’interferire negli affari interni e continuando a fornire assistenza nell’ambito delle sue possibilità per la rapida realizzazione della pace e della ricostruzione del Paese”.

  • Commissione Ue: Accogliamo con favore decisioni Consiglio

    La Commissione europea accoglie molto favorevolmente le conclusioni del Consiglio informale Ue interni di ieri sulla crisi in Afghanistan e i migranti. “Accogliamo molto favorevolmente le decisioni del Consiglio Ue di ieri. E’ un approccio comprensivo, l’Ue è capace di dare una risposta agli sviluppi in Afghanistan”, ha detto il portavoce della Commissione Ue, Adalbert Jahnz, nel briefing con la stampa.

  • Gabrielli, prepariamoci a convivere con terrorismo

    “Dobbiamo abituarci a interpretare il terrorismo internazionale come un rumore di fondo. Purtroppo avremo a che fare con questo rumore per molto tempo”. In un’intervista esclusiva a Famiglia Cristiana, Franco Gabrielli, sottosegretario con delega all’Intelligence e alla Sicurezza della Repubblica, già capo della Polizia e della Protezione civile, commenta gli attentati di Kabul e la presa di potere del regime talebano in Afghanistan, analizzando la situazione del terrorismo mondiale. Secondo il Gabrielli, “ciò non significa che dobbiamo rassegnarci a chiuderci in casa e vivere di paura. Dobbiamo continuare ad affermare i nostri valori di libertà e di democrazia, altrimenti è come se avessero vinto i terroristi. Anche la missione militare in Afghanistan ha fallito per le sue modalità, non c erto per i suoi originari obiettivi”. Gli attentati “confermano che l’avvento al potere del regime talebano non stabilizzerà il Paese, anzi complicherà ancora di più la situazione. I dubbi se li stanno ponendo anche Russia e Cina, che hanno ai confini con questo travagliato Paese interessi primari e che temono infiltrazioni o contagi con i loro jhadisti, su tutti gli uiguri, i musulmani dello Xinjiang, eterna preoccupazione del governo di Pechino. Per russi e cinesi il tema della stabilizzazione dell’Afghanistan è assolutamente prioritario”. Gabrielli ripercorre la storia dell’ultimo ventennio di terrorismo, iniziato con gli attentati alle torri gemelle, alla luce degli sforzi per prevenire e contrastare questo fenomeno, rivelando che alcuni attentati sono stati sventati in Italia anche in alcune città del centro nord. Uno degli obiettivi sensibili della galassia del terrore, dice il capo dell’intelligence, resta il Vaticano.

  • Premier greco, non ripetere flussi incontrollati

    “Quello che abbiamo detto” al Consiglio straordinario sull’Afghanistan “è stato molto chiaro: non vogliamo ripetere flussi migratori di massa incontrollati e irregolari di cui abbiamo fatto esperienza nel 2015”. Lo ha detto il premier greco, Kyriakos Mitsotakis al Forum strategico di Bled, respingendo le critiche espresse dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, sui risultati della riunione dei ministri degli interni Ue, riunitisi ieri a Bruxelles per discutere delle sfide migratorie e di sicurezza legate alla situazione in Afghanistan. “Sostengo questa decisione”, ha proseguito il premier, sottolineando come la Grecia sia stata “la vittima” di una politica che ha finito con il tradursi in un “fallimento significativo delle istituzioni europee”. “Non siamo stati ancora in grado di trovare un accordo su un patto comune su migranti e rifugiati, ma siamo concordi che abbiamo bisogno di proteggere le nostre frontiere - ha aggiunto Mitsotakis -. Dobbiamo farlo in modo strutturato e disciplinato, nel pieno rispetto del diritto internazionale, ma dobbiamo riconoscere come Europa e come istituzioni europee la necessità di imparare dai nostri errori”.

  • Cina, governo rispetti aspirazioni del popolo

    La Cina spera che tutte le parti in Afghanistan “rispettino le urgenti aspirazioni del proprio popolo e le aspettative generali della comunità internazionale” nella fase di “imminente formazione di un nuovo governo”. Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin ha aggiunto, nel briefing quotidiano con i media, che Pechino auspica che tutte le parti “costituiscano una struttura politica aperta e inclusiva, perseguano una politica interna ed estera moderata e stabile, completamente separata dalle varie sigle terroristiche, e vadano d’accordo con tutti i Paesi del mondo, a partire da quelli vicini”. L’Afghanistan “sta voltando una nuova pagina della sua storia: opportunità e sfide coesistono. Il sofferente popolo afghano sta inaugurando un nuovo punto di partenza per la pace nazionale e la ricostruzione, e la comunità internazionale sta anche prestando molta attenzione a tendenze come l’imminente formazione di un nuovo governo”.

  • Qatar a Talebani, aprire corridoio umanitario

    Il Qatar ha invitato con urgenza i Talebani di aprire un corridoio umanitario, garantendo un “passaggio sicuro” a chi voglia lasciare l’Afghanistan. L’invito è venuto per bocca del ministro degli Esteri del piccolo regno del Golfo: “Insistiamo con i Talebani perché decretino la libertà di movimento e un salvacondotto per chi vuole entrare e uscire” dal Paese, ha detto in conferenza stampa Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, dopo un colloqui con la sua omologa olandese, Sigrid Kaag, in visita a Doha.

  • Mosca, sicurezza Stati Asia Centrale è la nostra priorità

    “Adesso che le forze Nato hanno lasciato l’Afghanistan, la nostra più importante priorità è garantire la sicurezza dei nostri alleati, gli Stati dell’Asia centrale, perché, prima di tutto, sono nostri compagni d’armi, e in secondo luogo la sicurezza dei confini meridionali della Russia dipende direttamente da questo”: lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, ripreso dall’agenzia Interfax, in un intervento all’università Mgimo. “Spero moltissimo che saremo in grado di concordare passi esterni che contribuiranno a creare le condizioni all’interno dell’Afghanistan per formare un’amministrazione davvero nazionale. Stiamo lavorando attivamente su questo”, ha affermato Lavrov.

  • Ministro Olanda in Qatar per un corridoio sicuro

    Il ministro degli Esteri olandese, Sigrid Kaag, è in Qatar per discutere della situazione in Afghanistan. Lo scrive lei stessa sul suo profilo Twitter, spiegando che qui si è incontrata anche col capo della diplomazia tedesco. “Bene vedere il mio omologo Heiko Maas. E’ importante collaborare sulla sicurezza e stabilità nella regione. Lavoriamo con i nostri partner per assicurare un corridoio sicuro ai nostri cittadini e afghani a rischio”.

  • Ancora nessuna data per formazione nuovo governo

    Ancora nessuna certezza sui tempi per la formazione del nuovo governo dei talebani. Lo ha riferito all’agenzia dpa il portavoce Zabihullah Mujahid, che non dà indicazioni nemmeno sulla prima apparizione in pubblico del leader dei talebani, Mawlawi Haibatullah Akhundzada. “Stiamo aspettando”, ha detto Mujahid. Nel frattempo, i talebani hanno riferito che nella notte ci sono stati nuovi scontri con i miliziani della valle del Panshir, l’unico distretto che non è stato conquistato dai nuovi padroni dell’Afghanistan nel corso della vittoriosa offensiva di agosto. I negoziati con la resistenza del Panshir non hanno ancora portato a “risultati positivi”, ha commentato Mujahid.

  • Qatar, aiuti continuino, Talebani rispettino donne

    Rispettare i diritti delle donne. Questo il Qatar ha chiesto ai Talebani, prossimi alla formazione di un governo in Afghanistan. E proseguire con gli aiuti alla popolazione afghana. Questo ci si aspetta dalla comunità internazionale e questo è l’impegno che Doha intende perseguire. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri del Qatar Mohammed al Thani nel corso di una conferenza stampa congiunta a Doha con la responsabile della diplomazia olandese Sigrid Kaag. ’’Il Qatar, come paese musulmano, è un esempio della partecipazione delle donne alla società - ha dichiarato al-Thani - Il Qatar proseguirà con gli aiuti umanitari e lo stesso ci aspettiamo dalle Nazioni Unite’’. Kaag ha quindi annunciato che si recherà in Pakistan e in Turchia per colloqui con Paesi coinvolti dalla crisi afghana. ’’La migrazione irregolare, compresa quella gestita dai trafficanti di esseri umani, sta danneggiando i civili’’, ha dichiarato, chiedendo a Doha di ospitare l’ambasciata olandese in precedenza a Kabul.

  • Michel: Influenza Ue sarà più grande sfida, serve strategia

    Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha detto che l’Ue deve sviluppare un’autonomia strategica dopo gli eventi dell’Afghanistan. “L’Unione europea ha cittadini da proteggere, interessi da difendere e valori e regole basate dall’ordine internazionale da promuovere”, ha detto Michel nel suo intervento al Forum strategico di Bled, in Slovenia.
    “L’influenza europea sarà la più grande sfida nei prossimi anni e l’Afghanistan ci ha offerta una dimostrazione. Come polo economico e democratico l’Europa può essere contenta di una situazione dove non siamo capaci di assicurare e assistere l’evacuazione dei nostri cittadini e coloro che sono sotto minaccia perchè ci hanno aiutati?”, ha aggiunto.

  • Sassoli: delusi da Consiglio interno, manca coraggio

    “Siamo rimasti molto delusi dalle conclusioni del Consiglio Affari interni di ieri. Abbiamo visto Paesi fuori dall’Unione europea farsi avanti per offrire accoglienza ai richiedenti asilo afghani, ma non abbiamo visto un solo Paese membro fare altrettanto”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, nel suo intervento al Bled Strategic Forum in Slovenia. “Tutti hanno giustamente pensato ai propri collaboratori e alle loro famiglie, ma nessuno ha avuto il coraggio di offrire rifugio a coloro che sono ancora oggi in pericolo di vita. Non possiamo fare finta che la questione afghana non ci riguardi, perché abbiamo partecipato a quella missione condividendone gli obiettivi e le finalità”, ha aggiunto Sassoli.

  • Downing St., negoziati con talebani in corso

    Sono iniziati in Qatar i colloqui fra Londra e i talebani destinati nelle intenzioni del governo di Boris Johnson a cercare di assicurare un corridoio di uscita dall’Afghanistan a cittadini britannici e afghani rimasti indietro dopo il ritiro militare occidentale, ma intenzionati a lasciare il Paese. “Il rappresentante speciale del primo ministro per la transizione afghana, Simon Grass, è a Doha e sta incontrando alti rappresentanti talebani per sottolineare l’importanza di un passaggio sicuro dall’Afghanistan ai cittadini britannici e a quegli afghani che hanno lavorato con noi negli ultimi 20 anni”, ha dichiarato Downing Street.

  • Cnn, governo Talebani su modello Iran con leader supremo

    Il governo che i Talebani stanno elaborando per l’Afghanistan ha come modello quello della Repubblica islamica dell’Iran. Lo riferisce la Cnn citando proprie fonti, secondo le quali Hibatullah Akhundzada sarà riconosciuto come il leader supremo dell’Afghanistan. Autorità religiosa alla quale viene riconosciuta la più alta carica del Paese, Akhundzada avrà quindi il potere di decidere la linea politica, annullare le leggi e anche rimuovere il presidente. Al leader supremo viene riconosciuta l’ultima parola su tutte le questioni di stato. Akhundzada, che ha guidato i Talebani dal 2016, lavorerà principalmente da Kandahar. “Il leader supremo dei Talebani Hibatullah Akhundzada, che non ha mai fatto un’apparizione pubblica e la cui ubicazione è rimasta in gran parte sconosciuta, sarà molto probabilmente il leader supremo, che presiederà un Consiglio supremo”, ha riferito la Cnn citando proprie fonti.

  • Incontri segreti tra MI6 britannico e leader talebani

    L’MI6 britannico ha avuto una serie di colloqui segreti con i vertici talebani per garantire che in futuro l’Afghanistan non sarà usato per lanciare attacchi terroristici contro l’Occidente. I colloqui, rivela il Telegraph, hanno avuto luogo nelle ultime due settimane sia a Kabul che a Doha, in Qatar, dopo la conquista del potere da parte dei talebani. Inoltre il capo dell’MI6, Richard Moore, alla fine della scorsa settimana è volato in Pakistan per discutere di questioni di sicurezza con il capo dell’esercito di Islamabad. L’attivismo di Londra, che teme che l’Afghanistan possa trasformarsi nuovamente in una base per il terrorismo internazionale, ha visto coinvolto anche Simon Gass, presidente del Joint Intelligence Committee, l’organismo interministeriale che prepara per il premier Boris Johnson i briefing in materia di intelligence e sicurezza. Gass è atterrato a Doha nei giorni scorsi per parlare con i rappresentanti talebani e il suo arrivo ha conciso con la sua nomina a rappresentante speciale del governo britannico per la transizione in Afghanistan.

  • Papa, «c'è stato molto inganno da parte delle nuove autorità»

    Per il Papa il fatto che l’Occidente abbia posto fine a vent’anni di occupazione in Afghanistan è ’legale’, anche se “l’eco che ha in me è un’altra cosa”. Riguardo al concetto di lasciare la popolazione afghana a se stessa, il Papa, in una intervista a Cope, chiarisce che il nocciolo della questione è “come dimettersi, come negoziare una via d’uscita. Da quanto si vede, qui non sono state prese in considerazione tutte le eventualità - a quanto pare, non voglio giudicare. Non so se ci sarà o meno una revisione, ma sicuramente c’è stato molto inganno da parte forse delle nuove autorità. Dico inganno o tanta ingenuità, non capisco. Ma qui vedrei la strada”. Senza voler fornire dettagli sui passi che la Santa Sede sta compiendo, Francesco elogia il ruolo diplomatico che la Segreteria di Stato vaticana, guidata dal cardinale Pietro Parolin, sta svolgendo in questo conflitto: “Il cardinale Parolin è davvero il miglior diplomatico che abbia mai incontrato”. Bergoglio ritiene che sia una situazione difficile, per la quale chiede una forma speciale di preghiera: “Cercherò di invocare ciò che la Chiesa chiede sempre nei momenti di maggior difficoltà e crisi: preghiera, penitenza e digiuno che è ciò che si richiede in tempi di crisi”.

  • Talebani: nuovo governo sarà senza alcun dubbio islamico

    Il nuovo governo dei talebani in Afghanistan “senza alcun dubbio, sarà un governo islamico. Qualunque sia la combinazione, che sia islamico è garantito”. Lo ha detto il portavoce Zabihullah Mujahid, in un’intervista alla Cgtn, canale in lingua inglese del network statale cinese Cctv. Mujahid ha aggiunto di sperare che le discussioni e le consultazioni sulla formazione dell’esecutivo portino a una buona conclusione.

  • Putin, «20 anni di Usa in Afghanistan e il risultato è zero»

    “Le truppe statunitensi sono state presenti per vent’anni in Afghanistan e per vent’anni hanno cercato, si può dire senza offendere nessuno, di civilizzare la gente che ci vive, d’introdurre le loro norme e i loro standard di vita nel senso più ampio della parola, compresa l’organizzazione politica della società. Il risultato è una tragedia, una perdita sia per chi l’ha fatto - per gli Stati Uniti - e ancora di più per la gente che vive in Afghanistan. Il risultato è stato nullo, se non negativo”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin ha detto in un incontro con gli studenti della scuola del Centro infantile tutto russo “Ocean”, citato da Interfax.’’Per 20 anni le truppe americane sono state presenti in Afghanistan e per 20 anni hanno cercato di civilizzare la popolazione locale, in un senso più ampio hanno voluto imporre le proprie leggi e i propri standard, compresi quelli relativi all’organizzazione politica della società’’, ha detto Putin. Ma “questo ha provocato solo tragedie, sia per chi l’ha fatto, gli Stati Uniti, sia ancora di più per le persone che vivono in Afghanistan”. Inoltre ’’il risultato è nullo, per non dire negativo’’, ha aggiunto. Quindi, citando l’attuale situazione in Afghanistan, Putin ha sottolineato che ’’bisogna capire che è impossibile imporre qualcosa dall’esterno’’ e che è necessario fornire assistenza ad altri paesi in modo civile. ’’Se si vuole aiutare qualcuno, si deve partire dalla storia, dalla cultura, dalla filosofia, della vita di queste persone. Bisogna avvicinarsi nel rispetto della loro tradizione’’, ha sottolineato il presidente russo.

  • Guerini, «difesa comune Ue non più rinviabile»

    “Gli eventi drammatici cui abbiamo assistito ci chiamano, come ho sottolineato in Parlamento, ad una profonda riflessione, sia nei contesti internazionali sia a livello nazionale, per ripensare ai nostri modelli di intervento e alla necessità di un approccio multidimensionale, coerente, efficace e condiviso, di cui chiaramente le Forze Armate sono una delle componenti. La Nato ha da tempo avviato un processo di revisione strategica, il cosiddetto Nato 2030. Sono convinto che la “lezione afgana” debba essere lo spunto per tracciare l’idea stessa di Nato del futuro”. E’ quanto sottolinea in un intervento sul ’Messaggero’ il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. “Una Nato che dovrà relazionarsi in maniera sempre più efficace con le altre grandi organizzazioni internazionali, prima fra tutte l’Unione Europea. Unione chiamata con urgenza, dopo l’epilogo afgano, a definire coraggiosamente la propria autonomia strategica - spiega il ministro”.

  • Borrell: Presa potere talebani duro colpo per Occidente

    “La presa del potere da parte dei talebani in Afghanistan è un duro colpo per l’Occidente. Europa e Stati Uniti sono stati uniti come mai prima d’ora in Afghanistan: è stata la prima volta che è stato invocato l’articolo 5 della Nato, che impegna tutti i membri a difendersi a vicenda. E per molti anni gli europei hanno fornito un forte impegno militare e un importante programma di aiuti economici, per un totale di 17,2 miliardi di euro, pari a 20,3 miliardi di dollari”. Lo ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, in un’intervista al New York Times.

  • Borrell: Ue deve investire di più in sicurezza

    “I tempi e la natura del ritiro sono stati fissati a Washington. Noi europei ci siamo trovati - non solo per le evacuazioni dall’aeroporto di Kabul, ma anche più in generale - a dipendere dalle decisioni americane. Questo dovrebbe servire da campanello d’allarme per chiunque abbia a cuore l’Alleanza Atlantica. L’Europa deve investire di più nelle sue capacità di sicurezza e sviluppare la capacità di pensare e agire in termini strategici. Gli eventi in Afghanistan sono stati strazianti. Ma dovrebbero portarci ad approfondire, non a dividere, l’alleanza con l’America. E per rafforzare la nostra cooperazione, l’Europa deve farsi avanti”. Lo ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, in un’intervista al New York Times.

  • Pakistan, operazione contro l’Isis-K, 11 terroristi uccisi

    In Pakistan almeno 11 combattenti dell’Isis-Khorasan sono rimasti uccisi in un’operazione antiterrorismo condotta nella provincia del Beluchistan, distretto di Mastung, dal Dipartimenti anti-terrorismo (Ctd). In una nota la polizia pachistana, citata dall’Independent, fa sapere che la cellula, ritenuta responsabile fra l’altro dell’uccisione di due poliziotti nel maggio 2020, è stata circondata e invitata ad arrendersi. I terroristi hanno risposto sparando e nel combattimento che ne è seguito sono stati uccisi, dice ancora la polizia, che all’i9nterno dell’edificio ha trovato 11 cadaveri. Nell’operazione sono stati sequestrati giubbotti e cinture esplosivi, granate, armi automatiche e munizioni. La turbolenta provincia pachistana del Beluchistan, la più grande del Paese, ha porosi confini con l’Afghanistan e l’Iran. Quetta, capoluogo della provincia. è stata attaccata più volte dall’Isis, che ha preso anche di mira cittadini e attività economiche cinesi. Cinesi erano infatti 9 delle 13 persone uccise in luglio in un attentato contro un pullman.

  • Talebani verso presentazione nuovo governo

    I talebani hanno raggiunto il «consenso» sulla formazione di un nuovo governo sotto la guida dei principali leader spirituali del paese. Lo riferiscono alle agenzie internazionali fonti interne. Il capo supremo Haibatullah Akhundzada sarà leader di qualsiasi consiglio con ruoli governativi.

  • Colloqui Gb-Talebani per ulteriori evacuazioni

    Sono in corso trattative tra la Gran Bretagna e i Talebani per permettere di far uscire dall’Afghanistan con un passaggio sicuro i britannici che sono ancora nel Paese e un certo numero di cittadini afghani. I colloqui tra funzionari britannici ed esponenti ’’senior’’ dei Talebani si stanno svolgendo a Doha, come spiega la Bbc citando fonti del governo britannico. Il rappresentante speciale del primo ministro per la transizione afghana, Simon Gass, si è recato a Doha e sta incontrando alti rappresentanti dei Talebani per sottolineare l’importanza di un passaggio sicuro fuori dall’Afghanistan per i cittadini britannici e quegli afgani che hanno lavorato con noi negli ultimi 20 anni”, ha detto un portavoce del governo britannico.

  • Biden difende la scelta: decisione più saggia per l’America

    «È stata la scelta più saggia e più giusta per l'America. Era ora di finire questa guerra, ho mantenuto il mio impegno con il nostro Paese». Il presidente Usa Joe Biden, travolto dalle critiche per il ritiro dall’Afghanistan, ha difeso ieri a spada tratta la sua scelta. «Mi assumo tutte le responsabilità -ha detto . La scelta era andare via seguendo gli accordi fatti dal mio predecessore o un'escalation militare inviando altre migliaia di soldati». Nel suo discorso Biden ha fatto emergere un cambio di paradigma nei rapporti internazionali degli Usa, scandito dalla fine delle «grandi operazioni internazionali» fuori dai confini nazionali. «Mi sono rifiutato di aprire un altro decennio di guerra - ha detto - Mentre ora dobbiamo guardare al futuro e affrontare le sfide di questo secolo, come la competizione con Cina e Russia. Il mondo è cambiato».

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