Trend di consumo

L’acquisto di vino online non si ferma ai lockdown e premia la qualità

Nomisma Wine Monitor e NIelsenIQ: peso al 15% del totale delle vendite ma aumentano i volumi di Doc con prezzi medi più alti rispetto alla Gdo

di Emiliano Sgambato

(Oleg - stock.adobe.com)

2' di lettura

Non si arresta la corsa dell’e-commerce del vino. Secondo Rapporto Nomisma Wine Monitor sulle vendite nel canale off-trade (cioè in pratica escluso il consumo in bar e ristoranti), realizzato in collaborazione con NielsenIQ, le vendite di vino nei siti generalisti (catene distributive più Amazon) registrano per il primo semestre 2021 una crescita a valore del 351% e del 310% a volume rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente che comprendeva due mesi di lockdown totale (e quindi di crescite esponenziali negli acquisti di vino on-line da parte degli italiani).

Si tratta ancora di un’incidenza limitata rispetto al valore delle vendite totali di vino nel canale off-trade, vale a dire appena il 2%, che sommata al peso rivestito dai cosiddetti pure players (cioè gli operatori specializzati in questo canale) non supera il 15% ma è alquanto rappresentativa di un trend ormai consolidato.

Loading...

L’intero canale off-trade, nel primo semestre 2021 conferma il trend di crescita delle vendite a valore di vino in Gdo (+10% in Iper e Super, +2% nei Discount) e una ripresa del Cash&Carry (+18%) quale segnale della progressiva riapertura di bar e ristoranti (il Cash&Carry rappresenta infatti un format distributivo riservato ad operatori professionali del canale horeca).
Una ripresa confermata ulteriormente dal dato relativo al secondo trimestre 2021 (quando le restrizioni si sono maggiormente allentate): +45% rispetto al primo trimestre di quest’anno

In questo contesto di crescita e di ripresa anche dei consumi fuori-casa di vino, è però l’e-commerce ad assumere il ruolo da protagonista. Confrontando la spesa online con il carrello di vini acquistati a scaffale, si evince un valore medio più elevato a favore dell’e-commerce. Mentre nei punti vendita della Gdo in Italia, i Dop rappresentano circa il 40% dei quantitativi di vino acquistati (primo semestre 2021), negli ordinativi online la percentuale è del 54%.

«La continua crescita delle vendite online anche dopo i momenti più critici della pandemia – dichiara il responsabile agroalimentare e Wine Monitor di Nomisma Denis Pantini –confermano lo sviluppo strutturale di questo canale per il mercato del vino, una delle tante eredità che ci sta lasciando il Covid a livello mondiale».

Quanto al diverso valore dei due carrelli, scaffale e web, Nomisma rileva che «il prezzo medio della spesa di vini acquistati online presenta un differenziale di circa il 38% nel caso dei vini fermi e frizzanti e del 19% nel caso degli spumanti rispetto agli acquisti a scaffale, uno scostamento che deriva dalla diversa composizione tipologica, ma anche per brand e packaging».

Nel dettaglio, infatti, precisa il Report, a fronte di un’incidenza degli spumanti del 12% sui volumi di vino acquistati a scaffale nella Grande distribuzione organizzata, nel canale ecommerce tale peso arriva al 16%. Inoltre, sempre in tema di bollicine, il peso di Champagne e Metodo Classico arriva al 12% nel carrello online contro l’8% delle vendite a scaffale. Anche per quanto riguarda i vini biologici l’incidenza è doppia nel caso della spesa on-line che vale il 2% ancora marginale sul totale.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti