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L’altra faccia della siccità: a rischio le vongole del Po e le orate di Orbetello

La mancanza di ricambio idrico e il surriscaldamentro delle temperature hanno già danneggiato il 20% degli allevamenti di molluschi dell’Adriatico.

di Micaela Cappellini

Il caro gasolio mette in crisi anche la pesca: pescherecci fermi nei porti

(AP)

2' di lettura

Lungo il Delta del Po la siccità, con la mancanza di acqua per garantire il ricambio idrico e l'aumento della salinità lungo la costa, sta soffocando le vongole e cozze e ha già portato alla perdita del 20% degli allevamenti. Dall’altra parte, sul Mare Tirreno, la regione Toscana chiede l’intervento del governo per salvare l’acquacoltura nella laguna di Orbetello, dove la siccità e i venti contrari impediscono la crescita delle acque e la temperatura ha raggiunto i 28 gradi, 5 gradi in più di quella del mare: c'è così poco ossigeno che i pesci rischiano l’anossia.

È l’altra faccia dell’emergenza siccità che in questi giorni sta stringendo nella morsa il nostro Paese, nonostante le prime, insufficienti piogge. Gli effetti del cambiamento climatico e del surriscaldamento non si fanno sentire solo nei campi, ma anche nel resto delle attività primarie, e nemmeno gli allevamenti ittici ne sono esenti.

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Negli allevamenti di cozze e vongole del Po l’innalzamento delle temperature senza la possibilità di ricambi di acqua sta provocando l'espansione a macchia d'olio della cosiddetta “acqua bianca”, aree di delta dove la decomposizione di alghe e sostanze organica ruba l'ossigeno necessario alla vita di vongole e cozze, uccidendole. «Gli allevamenti di molluschi ogni anno portano sulle tavole degli italiani oltre 93 milioni di chili fra cozze e vongole - ricorda Coldiretti Impresapesca - la situazione climatica sta mettendo in pericolo il lavoro di centinaia di famiglie di pescatori e allevatori ittici. Se non ci sarà un cambiamento radicale delle condizioni meteo, il livello di salinità rischia di salire dal 30 al 70 per mille». L'emergenza acqua per le vongole del Delta del Po si aggiunge a quella rappresentata dal caro carburanti, con il prezzo medio del gasolio per la pesca che è praticamente raddoppiato (+90%) rispetto allo scorso anno.

In Toscana, l’assessora regionale all’Ambiente, Monia Monni ha già convocato nei giorni scorsi, e con urgenza, il tavolo tecnico per valutare lo stato di salute della Laguna di Orbetello. Anche negli allevamenti della laguna la situazione è preoccupante: la temperatura delle acque è ormai superiore a quella del mare, l’ossigenazione è bassa e il combinato disposto di siccità e venti contrari impedisce la crescita delle acque. Il risultato è che le temperature, per i pesci d’allevamento, sono insostenibili. Nei prossimi giorni i tecnici della regione faranno un sopralluogo ad Orbetello. Intanto, il deputato del Pd Luca Sani ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere l’ intervento diretto dello Stato: « Le catastrofi ecologiche verificatesi negli ultimi anni - sostiene - hanno evidenziato come le risorse economiche, strutturali e logistiche degli enti locali competenti non siano assolutamente sufficienti a far fronte a queste situazioni emergenziali». Anche il vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana, Andrea Bartoli, è preoccupato: «Con la temperatura elevata delle acque pari a 28 gradi, cinque gradi superiore a quella del mare, i danni per la pesca sono pesanti, così come per l’ambiente. Spero che il governo batta un colpo e che si attivi».

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