Auto d’epoca

L’anno straordinario della Mille Miglia, ripartenza con un percorso inedito

Una mostra racconta la storia recente in 60 scatti di Giacomo Bretzel fatti con macchine fotografiche che hanno più o meno l'età delle auto in gara

di Sara Magro

(@GiacomoBretzel)

2' di lettura

Il 2021 è un anno straordinario anche per la Mille Miglia. La 39a edizione della corsa di auto d'epoca, che solitamente si svolge a metà maggio, è stata posticipata al 16-19 giugno con alcune novità: partenza e arrivo sono a Brescia, come sempre, ma il percorso è anti orario, come nelle edizioni storiche, con tappe intermedie a Viareggio, Roma e Bologna, e il confronto per la prima volta con i passi della Cisa, di Futa e di Raticosa.

Ad accompagnare la corsa quest'anno c'è la mostra L'immagine di un mito (fino al 18 luglio al Museo della Mille Miglia, Brescia) con 60 scatti di Giacomo Bretzel, che dal 2003 è il fotografo ufficiale della maison di orologi e gioielli Chopard, sponsor principale di Mille Miglia da più di trent'anni.

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Un equipaggio consolidato: Karl-Friedrich Scheufele, vice presidente di Chopard, main sponsor della Mille Miglia, e Jacky Ickx, sei volte campione alla 24 Ore di Le Mans e attuale direttore del Gran Premio di Formula 1 di Monte Carlo. Quest'anno partecipano con una Mercedes Benz 300 SL Coupé del 1955 color lampone. (@GiacomoBretzel)

«Partecipo alla gara per passione oltre che per lavoro», spiega il fotografo che ha seguito gli equipaggi imbragato e legato al cofano di un'auto per cogliere ogni curva e brivido. «Volevo uscire dal cliché dell'immagine souvenir e contribuire invece a illustrare quella che considero l'epopea del grande automobilismo». Molte foto, realizzate rigorosamente in pellicola e stampate ai sali d'argento o fine art, sono in bianco e nero, ed è difficile capire a quale periodo si riferiscono. Non è casuale, ma una scelta precisa.

Adrien Brody, premio Oscar nel film Il pianista, ha partecipato alla Mille Miglia del 2018. (@GiacomoBretzel)

Bretzel, che negli anni ha adottato diversi stili, lavora in analogico con macchine che hanno più o meno l'età delle auto in gara: «È una sfida puntare tutto su un unico scatto, quando Photoshop mi consentirebbe di ottenere facilmente effetti speciali al computer», continua. «Nelle mie foto cerco di evitare cartelli pubblicitari, vetture moderne, semafori per decontestualizzarle e togliere riferimenti temporali. Voglio lasciare il dubbio su quando sono state fatte. Un mito, d'altra parte, prescinde dall'epoca a cui appartiene».

Mille Miglia 2003: l'arrivo. (@GiacomoBretzel)

E racconta un aneddoto. «Quando ha visto le mie foto, il conte Giannino Marzotto, che correva in doppiopetto e modificava le Ferrari (con scandalo del signor Enzo), credeva che illustrassero la vecchia Mille Miglia, la gara di velocità che spopolava tra il 1927 e il 1957. Abbiamo dovuto insistere per convincerlo che erano state fatte durante la nuova edizione evocativa della gara storica che si svolge tuttora». Una prova questa che gli anni passano, ma la «corsa più bella del mondo» - così la definì Enzo Ferrari - non perde il suo fascino, anzi è candidata a diventare Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, e continua ad attrarre spettatori ai bordi delle strade per assistere, con inalterato stupore, alla sfilata di quasi quattrocento bolidi storici e volti noti come i premi Oscar Adrian Brody e Jeremy Irons. Ma questi sono solo esempi.

La mostra Mille Miglia. L’immagine di un mito fa parte della IV edizione di Brescia Photo Festival dedicata al ritorno in città, dopo due anni di restauri, della Vittoria Alata, una delle più importanti statue in bronzo di epoca romana. Il programma prosegue fino al 17 ottobre, con esposizioni di Elio Ciol, Donata Pizzi, Gianni Berengo Gardin, Maurizio Galimberti, Giovanni Gastel, Franco Fontana, Federico Veronesi, Alfred Seiland

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