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L’Antitrust incalza: Tencent deve cedere l’esclusiva sulla musica in streaming

L’antimonopolio attacca lo Spotify cinese quotato a Wall Street, entro il 25 luglio la Cybersecurity vara le regole per andare all’estero

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Lo Spotify cinese sotto attacco dell’antitrust. Tencent dovrà abbandonare la politica dell’esclusiva sui diritti della divisione musica in streaming, Music Entertainment Group, quotata a New York, la piattaforma che opera attraverso le App QQ Music, Kugou Music, Kuwo Music e WeSing. Duro colpo dell’Antitrust al gigante di Shenzhen, mentre la Cybersecurity affila le armi: c’è tempo fino al 25 luglio per emendare il testo che impone alle società cinesi quotate all’estero con oltre un milione di dati sensibili di chiedere l’autorizzazione alla quotazione per evitare la sorte di Didi, quotata e poi bloccata per violazione dei dati personali.

Attacco alla musica di Tencent

Musica karaoke online, servizi di musica in streaming, Tencent e la sua piattaforma di musica online sono un forte elemento di socializzazione in Cina., ma d’ora in poi le cose si complicano per lo Spotify cinese accusato dalla State Administration of Market Regulation (SAMR) di utilizzare la politica dell’esclusiva dei diritti musicali per penalizzare gli operatori più piccoli.

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SAMR ha anche inflitto a Tencent una multa di 500mila yuan (77,150 dollari) per non aver fornito le informazioni necessarie relative all’acquisizione nel 2016 delle App concorrenti Kuwo e Kugou. Ad aprile, SAMR aveva prospettato una maxi-multa da 10 miliardi di yuan, questa volta però l’attacco è sul versante dei diritti di esclusiva.

Pony Ma, fondatore di Tencent

Le multe inflitte in passato

La SAMR che nell’aprile scorso ha inflitto una multa da 18 miliardi di yuan ad Alibaba per abuso di posizione dominante - ha appena bloccato, infatti, il piano di fusione di Tencent Holding tra i due maggiori operatori cinesi di siti di streaming di videogiochi - Huya Inc e DouYu International Holdings Ltd - perchè la mossa viola le regole della concorrenza.

L’Agenzia ha iniziato a indagare su Tencent Music nel 2018 ma si è fermata nel 2019 dopo che la società ha accettato di interrompere il rinnovo di alcuni dei suoi diritti esclusivi, che normalmente scadono dopo tre anni.

Tencent Music, che è l’equivalente cinese di Spotify, aveva perseguito la politica dell’acquisizione di diritti di streaming esclusivi con etichette discografiche tra cui Universal Music Group, Sony Music Group e Warner Music Group Corp. Tuttavia, ha mantenuto i diritti esclusivi sulla musica di Jay Chou - uno degli artisti più influenti in Cina - che ha utilizzato, insieme ad alcuni altri, come vantaggio competitivo contro rivali più piccoli.

La mossa sulle quotate all’estero

La Cybersecurity, intanto, procede nell’opera di controllo delle società tecnologiche che si quotano all’estero. Un progetto di revisione delle norme che regolano il settore è stato appena pubblicato per essere sottoposto a correttivi e suggerimenti, ma è molto probabile che entri in vigore già il prossimo 25 luglio.

Le realtà con oltre un milione di dati sensibili dovranno chiedere una sorta di revisione alla stessa Cybersecurity quando si quotano all’estero. L’obiettivo è garantire la sicurezza nazionale attraverso il controllo delle procedure con le quali le società gestiscono i dati sensibili.

Didi, l’App di trasporto pubblico più diffusa in Cina si è quotata a Wall Street, poco dopo ha subito il blocco dell’iscrizione di nuovi utenti e l’eliminazione di una ventina di altre App nonchè la cancellazione da Alipay e WeChat che permettono i pagamenti delle corse.


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