L’heritage

L’archivio Gucci (e la sua estetica) ha trovato casa a Palazzo Settimanni

Una selezione della grande eredità fatta soprattutto di borse e valigeria, ma anche oggetti per la casa, porcellane, arredi e abiti

di Angelo Flaccavento

2' di lettura

Dopo un numero imprecisato, ma evidentemente consistente, di anni di ripristino - non semplice restauro - Gucci ha inaugurato ieri la nuova sede fiorentina dei propri archivi: Palazzo Settimanni, di proprietà del marchio già dal 1953, articolata dimora patrizia in passato adibita a opificio, showroom, laboratorio.

Portentoso incontro di eclettismi a Palazzo Settimanni
Composito è un aggettivo che ben descrive l'edificio, somma di diversi corpi di fabbrica, con pavimentazioni, affreschi e decori amalgamati in una armonia di differenze. Composita è le cifra dell'estetica guccesca secondo il direttore creativo Alessandro Michele. La compenetrazione dei due eclettismi ha del portentoso, tanto da far pensare che il palazzo sia un falso storico, anche se cosí non è.

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Procedere per accumuli è prassi nelle architetture che durano secoli. L'operazione archivio, titanica, è stata fortemente voluta da Michele. Con essa, Gucci conferma un approccio singolare con il passato, il proprio in particolare, e con la conservazione di una cospicua eredità fatta in primo luogo di borse e valigeria - presenti con numerosi esemplari - e poi oggetti per la casa, porcellane, arredi vari e infine abiti.

L’heritage dei marchi storici
La selezione di questi ultimi spazia dal vintage alle collezioni di Alessandro Michele, evidenziandone le molte affinità e le inesistenti divergenze. Meno presenti i capi dei precedenti direttori creativi. L'archiviazione, nella moda contemporanea, è cosa recente, parallela alla crescita di importanza dell'heritage come veicolo identitario e di marketing per i marchi storicizzati.

Proprio a Firenze, un progetto pionieristico è stato quella del Museo Salvatore Ferragamo. Quello di Gucci però è un archivio: luogo della conservazione, aperto al pubblico solo in casi speciali, destinato piuttosto alla formazione interna. Coerentemente con una identità al momento particolarmente istrionica, l'allestimento è teatrale, a tratti vetrinistico, quasi che la dimensione del display fosse preponderante, o parte principale del messaggio. Lodevole la ricchezza dei materiali esposti, con relativa schedatura.

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