ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùVillafranca

L’associazione,Silvia Nicolis confermata come vice

Collezione di famiglia

di Valeria Zanetti

2' di lettura

Una riconferma alla vicepresidenza di Museimpresa, l’associazione dei Musei e degli archivi d’Impresa per Silvia Nicolis, veronese, alla guida della collezione di famiglia che si trova a Villafranca, nel Veronese. Sarà al fianco del presidente riconfermato Antonio Calabrò per il prossimo triennio, affiancata anche dai nuovi vice Marco Amato (Museo e archivio Lavazza), Carolina Lussana (Fondazione Dalmine) e Lucia Nardi (Archivio Eni) per lavorare sulla relazione tra memoria e futuro, tra conoscenze storiche e innovazione, chiave di volta per creare valore aziendale.

Il Museo Nicolis, nasce dalla passione del fondatore Luciano Nicolis, per la storia della tecnologia e del design del XX secolo. Il patrimonio delle collezioni è di grande spessore e rappresenta una realtà esclusiva: oltre 200 auto d’epoca, 110 biciclette, 100 motociclette, 500 macchine fotografiche, 100 strumenti musicali, 100 macchine per scrivere, oltre 100 volanti delle sofisticate monoposto di Formula 1 e altre opere dell’ingegno umano esposte in itinerari antologici, storici e stilistici. «Rappresentiamo una case history virtuosa nell’ambito del recupero e dell’economa circolare. Il mestiere di mio padre era di raccogliere e lavorare carta da macero (core business di Lamacart, azienda di famiglia, ndr), ma non ha tralasciato di collezionare tanti mezzi di trasporto e oggetti abbandonati nei depositi e nelle soffitte, che sarebbero andati perduti. Dalla loro valorizzazione nasce la collezione», racconta.

Loading...

La missione di Museimpresa è la stessa come emerge della ricerca promossa dall’associazione e realizzata dal tavolo di lavoro costituito con l’Osservatorio innovazione digitale nei beni e attività culturali del Politecnico di Milano. Lo studio evidenzia come l’archivio o museo d’impresa possa diventare fonte di ispirazione per l’innovazione di prodotto e supporto al processo di evoluzione, attraverso bozzetti, brevetti e prototipi, creando valore e diventando asset competitivo per l’azienda stessa», prosegue Nicolis.

Nel consiglio direttivo dell’associazione, passata dagli 82 soci del 2019 ai 118 attuali, figurano tanti rappresentanti di prestigiose aziende, testimoni nei decenni dei successi della manifattura italiana – dalla moda alla meccanica, all’agroalimentare - e istituzioni che hanno già intrapreso questo percorso. Oltre ad Antonio Alunni del gruppo Cultura di Confindustria ci sono Francesca Appiani (Alessi), Andrea Belli (Barilla), Ilaria Catastini (Fondazione Maire Tecnimont), Paolo Cavallo (Campari), Primo Ferrari (Sdf e Museo Same), Barbara Foglia (Gruppo Cimbali), Chiara Ganz (Lab Italgas), Raffaella Luglini (Fondazione Leonardo), Lorenza Luti (Kartell), Monica Passerini (Ducati), Stefania Ricci (Salvatore Ferragamo), Anna Scudellari (Casa Martini), Fabrizio Trisoglio (Fondazione Aem – Gruppo A2A), Ilaria Tronchetti Provera (Fondazione Pirelli), Francesco Vena (Amaro Lucano), Annalisa Zagni (Fondazione Fila) e Giulia Zamagni (Cubo Gruppo Unipol).

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti