Trend emergenti

L’auto nel mirino dei produttori cinesi di smartphone

Da Foxconn a Xiaomi

di Simonluca Pini

Nella foto la Model C, proposta di Foxconn, produttore taiwanese del telefono Apple che punta con altri modelli ad assemblare e-car in Cina

2' di lettura

Dagli smartphone alle automobili. È questa la nuova “missione” dei principali costruttori di device asiatici, pronti ad entrare nel settore automotive con modelli in grado di cambiare gli equilibri. Se nel giro di pochi anni marchi come Xiaomi o Oppo (gruppo BBK) sono riusciti a scalare le classifiche di vendita, ora l'obiettivo è quello di aggredire un mercato fino ad oggi sconosciuto. Come riuscirsi? Facendo diventare l’auto elettrica cinese un prodotto caratterizzato dalla forte innovazione tecnologica, grazie al ruolo centrale della mobilità elettrica. Il tutto alimentato anche dalle decisioni dell’Unione Europea in materia di auto elettriche, azzerando così il vantaggio tecnologico dei marchi europei nel campo automotive. Il motivo? Se fino ad oggi costruire un’automobile efficiente era un’operazione complessa che richiedeva tempo e investimenti multi miliardari, con l’auto priva di pistoni tutto questo cambierà. Grazie anche alla capacità industriale cinese, agli investimenti disponibili e alla regia “unica” a livello nazionale. Batterie e software saranno il cuore dell’auto, insieme a tutta quella componentistica fondamentale a partire dai semiconduttori, assicurando così alla Cina e all’Asia una posizione di predominio nel breve termine. Non stupiscono quindi gli annunci di Foxconn (taiwanese ma con fabbriche in Cina) e Xiaomi, pronti ad affiancare alla costruzione di smartphone anche quella di auto elettriche in pochi anni. Partendo dal produttore dell’iPhone di Apple: sono stati infatti presentati tre veicoli sono stati sviluppati autonomamente dal colosso cinese Hon Hai (proprietario di Foxconn) in 12 mesi. Verranno realizzati da Foxtron, una joint venture tra Foxconn e la casa automobilistica taiwanese Yulon Motor Co Ltd. Nel dettaglio si tratterà di un suv, di una berlina disegnata da Pininfarina e di un autobus, sottolineando così la volontà di coprire diversi segmenti di mercato.

Per quanto riguarda Xiaomi l’auto elettrica arriverà nel 2024. Non si tratterà di una concept car ma di una verrà produzione di massa. Xiaomi ha stanziato a marzo 10 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, con un investimento iniziale di 1,5 miliardi di dollari. Ad oggi sono state assunte oltre 400 persone sulle 20 mila candidature ricevute. Valore aggiunto dell’auto elettrica prodotta da Xiaomi sarà quello di essere integrata all’interno dell’ecosistema smart sviluppato dal costruttore cinese, che spazia dagli smartphone, agli elettrodomestici, ai device e ai monopattini.

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A questo si aggiungeranno i modelli prodotti dal Gruppo Geely (primo azionista di Daimler e proprietario del Gruppo Volvo) partendo dalla Lynk&Co già disponibile in Italia, i veicoli a marchio Aiways, Karma, Maxus, Seres e Weltmeister importati dal Gruppo Koelliker, Mg e in futuro la supercar prodotta da Silk-Faw.

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