La casa rumena

L’evoluzione di un marchio: dal low cost alle auto furbe

Vetture democratiche

di Si.Pi

1' di lettura

In poco più di 20 anni Dacia è passata da essere un marchio low cost ad un costruttore apprezzato per la qualità dei suoi prodotti proposti al giusto prezzo. Era infatti il 1999 quando Renault acquistò il 100% del marchio rumeno, avviando una profonda trasformazione del marchio rumeno.

Se con la prima generazione di Duster ha democratizzato il concetto di suv compatto, oggi con l'elettrica Spring vuole offrire un modello a zero emissioni con circa 230 km di autonomia a meno di 20.000 euro. Si basa sulaa Renault City K-Ze, vettura 100% alla spina che la casa della Losanga già produce e vende in Cina. Il motore elettrico eroga 33 kW (44 cavalli ) e 125 Nm di coppia ed è alimentato da una batteria agli ioni di litio da 26,8 kWh La vettura raggiunge una velocità massima di 125 km/h (100 km/h in modalità Eco). All’autonomia contribuisce la massa inferiore a una tonnellata (975 kg).

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Le novità continueranno con la versione di serie della Dacia Bigster concept, suv lungo circa 4.60 metri realizzato sulla piattaforma CMF-B dell'Alleanza Renault/Nissan.

Per il gruppo Renault Dacia è un marchio strategico, grazie alla forte penetrazione sui mercati emergenti, per gli elevati margini che è in grado di generare e sulle sinergie con il gruppo. Un esempio? La Renault Arkana commercializzata in Russia nasce sulla stessa piattaforma della Duster. La competitività a livello globale migliorerà ancora nei prossimi cinque anni, merito della nuova Business Unit Dacia-Lada pensata proprio per i mercati in sviluppo.

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