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L’export di Prosecco in Gran Bretagna è superiore alla somma di tutti gli altri vini

I dati del primo quadrimestre del 2022

di Giorgio dell'Orefice

2' di lettura

Dal Prosecco e dagli spumanti un traino decisivo per l'export di vino italiano che – altrimenti – avrebbe registrato un risultato negativo nel confronto con il 2021, un anno record per le spedizioni all'estero di vino. E' quanto è emerso dalle elaborazioni effettuate dall'Osservatorio dell'Unione italiana vini sulla base dei dati doganali relativi al primo quadrimestre del 2022 e ai primi tre mercati di sbocco per il vino italiano: Usa, Germania e Stati Uniti.

E sui tre principali mercati per le bottiglie made in Italy solo la corsa degli spumanti ha consentito di bilanciare la battuta d'arresto registrata invece per i vini fermi. «Nel Regno Unito in particolare – hanno spiegato all'Osservatorio Uiv - il solo Prosecco nei primi quattro mesi dell'anno è riuscito a superare da solo il valore delle vendite di tutti i vini fermi italiani messi assieme».

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Un risultato – che l'Osservatorio Uiv ha registrato considerando anche le triangolazioni, ovvero le bottiglie che arrivano nel Regno Unito transitando dal Belgio – e che non ha precedenti: la crescita delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2021 è stata del 127% a valore e del 74% a volume. Il Prosecco vale ormai oltre i 2/3 dei volumi di spumanti importati in Uk da tutto il mondo.

Ma i dati dell'Osservatorio relativi alle spedizioni in Usa, Germania e Regno Unito, restituiscono anche molte incognite sul futuro. Il primo quadrimestre, infatti, complice una significativa battuta di arresto nel mese di aprile, si chiude con -1% generale in valore (dati armonizzati al dollaro, pari a 1,3 miliardi); a volume il segno vira ancor più in negativo: -4,1%, a 2,5 milioni di ettolitri. L'effetto è il combinato di 2 facce opposte della stessa medaglia: da una parte la tipologia dei vini fermi, con i volumi importati in caduta del -10% e i valori a -9%; dall'altra gli spumanti che volano a +17% a volume e a +30% a valore.

Tra gli sbocchi presi in esame, negli Usa, i volumi imbottigliati registrano un decremento tendenziale di oltre il 2% per i fermi e un nuovo balzo degli sparkling (+12%). Luce rossa in Germania per entrambe le tipologie - rispettivamente a -18% e -12% -, mentre l'import tricolore nel Regno Unito è protagonista in negativo con i fermi (-8%) e in positivo per gli spumanti (+35%).“Riteniamo improbabile replicare le performance del 2021 - ha spiegato il presidente dell’Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi - un anno eccezionale che ha registrato crescite da aprile a settembre di quasi il 30%. Questo sarebbe un anno normale, se non fosse per un conflitto che ha acuito la tensione sui costi energetici e su quelli delle materie prime secche. Una congiuntura, a cui si aggiunge l'inflazione, che si fa difficile e che impatta mediamente sulle nostre imprese per il 20-30% in più rispetto al costo del prodotto finito. Per questo – ha concluso Frescobaldi - sarà opportuno considerare con le istituzioni delle azioni straordinarie di strutturazione del settore in difesa di fattori esogeni sempre più frequenti e in favore di nuovi progetti di internazionalizzazione”.

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