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Franco, 5% di crescita nel 2021 è raggiungibile

Dalla platea degli imprenditori lombardi la richiesta di una forte sinergia pubblico-privato per valorizzare al meglio le risorse del Pnrr e non perdere l’occasione della ripresa

di Giovanna Mancini

4' di lettura

È l’ex laminatoio della Falck di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, il luogo simbolo scelto da Assolombarda per far incontrare, dopo tanto tempo, gli imprenditori di Milano, Lodi, Monza e Brianza e Pavia e parlare di ripartenza, del territorio e dell’intero Paese. A partire dall'idea di rigenerazione, di cui appunto l'ex polo industriale milanese è simbolo.
«Un luogo che trasuda storia industriale ma è anche fortemente orientato al futuro», dice Giuseppe Bonomi, amministratore delegato di MilanoSesto.

L'industria lombarda è ripartita, ha detto il “padrone di casa”, Alessandro Spada: «Ma ripartire non basta: è necessario cambiare. Oggi abbiamo l'opportunità di uscire dall'immobilismo che ha caratterizzato per anni il nostro Paese». Spada ricorda le parole pronunciate nel 1946 da Giovanni Falck, primo presidente di Assolombarda del Dopoguerra, esortando il mondo della politica e delle imprese a fare fronte comune per cogliere l'occasione di una ripresa che i dati statistici preannunciano forte e rapida. Poi cita l'operato del governo, in particolare ringraziando il presidente Draghi e il generale Figliuolo e – al loro nome – scatta l'applauso degli imprenditori in platea.

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Una ripartenza che parte da una parola d'ordine, indicate dal presidente di Assolombarda Alessandro Spada: «Rigenerazione, economica, sociale, politica e urbana». Facendo leva sulle eccellenze imprenditoriali di un territorio che ha comunque subito l'impatto della pandemia: l'export lombardo nel 2020 è diminuito del10,6%, mentre il valore aggiunto delle province rappresentate da Assolombarda è calato del 9,5%. Ma che, nonostante le difficoltà, ha tutte le carte per rilanciarsi.

Sala: necessario salto di qualità

«È necessario fare un salto di qualità – ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala -: servirà più protagonismo. Dobbiamo essere capaci di dare qualcosa di più. Abbiamo una grande opportunità con il Pnrr, ma i tempi imposti dall'Europa per avviare i progetti e impegnare le risorse sono strettissimi. Dobbiamo correre. Ma cosa stiamo cercando? Io penso che un Paese o amministrazioni locali devono essere interpreti di trend universali che stanno cambiando il mondo, a cominciare da una istanza di una società più verde e più giusta. Ma questo può funzionare solo se continuiamo in un percorso di crescita». Fondamentale il rapporto con il governo, aggiunge Sala, che invita tutti a un confronto serio su questo percorso: «è importante che ci sia accordo su quale strada seguire, capire quale rigenerazione si vuole per il nostro territorio».

Fontana: guardiamo al futuro con ottimismo

Fontana ha ricordato l'ultima assemblea di Assolombarda, lo scorso ottobre, in un clima di grande incertezza. Oggi abbiamo i risultati incoraggianti della campagna vaccinale, con oltre 9 milioni di dosi somministrate in Lombardia. «Questo ci consente di guardare al futuro con maggior entusiasmo e ottimismo», ha detto Fontana, ricordando la legge sulla semplificazione approvata dalla regione lo scorso settembre per agevolare i rapporti pubblico-privato. E la necessità di investire sui giovani, a partire dalla formazione professionale e accademica, ma anche a quella continua, che avviene nelle imprese, che la Regione sostiene attraverso numerose iniziative. «Regione Lombardia vuole essere vicina alle imprese lombarde - ha aggiunto Fontana – con il sostegno al credito, al sistema fieristico e gli incentivi per calmierare i rincari energetici. Per crescere è necessario stringere il rapporto tra pubblico e privato. Oggi con i fondi che arrivano dall'Europa si crea una situazione che non possiamo sprecare».

Spada si rivolge direttamente al ministro dell’Economia Daniele Franco, presente in platea, introducendo il primo nodo da sciogliere per ritrovare la crescita: il tema della sostenibilità del debito delle imprese, premessa necessaria per attivare investimenti nello sviluppo e sulla sostenibilità. Il secondo nodo è quello delle materie prime, oggetto non solo di fortissime tensioni sui prezzi, ma soprattutto di crescenti difficoltà di approvvigionamento, che in alcuni casi è arrivata a fermare le line produttive delle aziende. Terzo nodo è quello delle competenze, da aggiornare e qualificare in un mondo che è radicalmente cambiato. Infine, il tema del fisco, di cui Spada chiede una «riforma organica».

Franco: possibile crescita sopra il 5% nel 2021

«Un recupero del Pil pari o superiore al 5% appare ora possibile, ma si tratta di un rimbalzo dopo il forte calo del 2020 causato dalla pandemia», ha detto il ministro Franco, ricordando che «la fiducia di famiglie e imprese è ai massimi dal 2018» e nel primo trimestre c’è stata una crescita del Pil «al traino della manifattura». Le indicazioni per il secondo trimestre, ha aggiunto, sono per una crescita congiunturale del 2% e si attende una crescita significativa
anche nei trimestri successivi. Per la fine dell’anno la previsione è di una crescita «sopra il 4,5% previsto».

La posizione debitoria delle imprese è uno degli elementi critici per la ripresa, ha ammesso Franco rispondendo al presidente di Assolombarda. «Valuteremo l'evolvere della situazione e faremo quanto servirà per sostenere le imprese», ha detto il ministro, aggiungendo che saranno reimpiegate le risorse non utilizzate in alcune azioni di sostegno, come previsto dal decreto legge varato ieri dal cdm. Altre risorse saranno definite in sede parlamentare. «È necessario accelerare il recupero dei livelli produttivi e occupazionali, ma una volta superata l'emergenza sarà necessario riordinare gli strumenti dell'azione pubblica», ha aggiunto Franco. Che ha aggiunto: «Bisogna guardare al futuro del Paese affrontando il nodo che affligge il nostro Paese: la bassa crescita. Da tanti anni ci interroghiamo sui motivi della nostra stagnazione. La lista è nota: la scarsa qualità dei servizi pubblici, un quadro regolatorio complesso, la pressione fiscale relativamente elevata, un cuneo fiscale sul lavoro pesante. Abbiamo imprese che faticano innovare. Investiamo poco come Paese, spendiamo poco per ricerca e sviluppo e abbiamo pochi ricercatori». I tanti governi che si sono succeduti non sono riusciti a porre il Paese su un percorso di crescita come altri: esportiamo capitale umano e finanziario. «Ma il Pnrr può aiutare a invertire la rotta ¬ spiega Franco - soprattutto affrontando due elementi fondamentali per le future generazioni, a cui il presidente Spada ha fatto più volte riferimento: la transizione ecologia e digitale. È una opportunità unica per la dimensione delle risorse a disposizione, che per il nostro Paese sonon di circa 222 miliardi, si prevede raddoppio investimenti pubblici.

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  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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