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L’innovazione tecnologica per avere cibo a sufficienza in modo sostenibile e sicuro

La riflessione a Napoli al meeting Italia-Israele “Techagriculture, l’agricoltura incontra l’innovazione”

di Giorgio dell'Orefice

(Worawut - stock.adobe.com)

3' di lettura

La sfida è più che ambiziosa: aumentare la produzione agroalimentare globale per una popolazione che arriverà presto a quota 10 miliardi di persone. Ma non solo. Bisogna produrre di più garantendo anche un'elevata qualità delle produzioni e realizzare tutto questo nel rispetto minimizzando l'impatto ambientale. Tutto questo è possibile solo con un forte gioco di squadra e soprattutto con il decisivo contributo dell'innovazione tecnologica. Una leva che è alla base di qualsiasi nozione di progresso e che in agricoltura, forse per molto tempo, è stata lasciata un po' in disparte o peggio, vista con qualche sospetto.

Adesso però le prospettive sono completamente cambiate e l'entità delle sfide in campo non rende più possibili tentennamenti: l'innovazione tecnologica in agricoltura è una via obbligata.

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E' in questa ottica che si è tenuto a Napoli il Meeting Italia-Israele “Techagriculture, l’agricoltura incontra l’innovazione”. Una location tutt'altro che casuale visto che proprio a Napoli dovrebbe nascere, con il contributo dei fondi del PNRR, l'hub nazionale di ricerca in agricoltura con una budget di 400 milioni di euro di investimenti, 30 università italiane coinvolte e 17 grandi aziende.

“La guerra sta già creando effetti destabilizzanti sui mercati – ha nel proprio intervento ad Techagriculture il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio -. In Europa le famiglie stanno assistendo all'aumento dei prezzi dell'energia e di beni di prima necessità, ma nei continenti più vulnerabili queste tensioni possono portare addirittura a rafforzare il terrorismo e a colpi di stato. Per questo è fondamentale la food security che non è solo assicurare prodotti alimentari in quantità e a costi accessibili ma evitare anche problemi maggiori. L’innovazione tecnologica è la risposta. Perché solo l’innovazione tecnologica può consentire di avere cibo a sufficienza in modo sostenibile e sicuro”.

“Le tensioni legate alla guerra – ha aggiunto il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli - ci stanno riproponendo le difficoltà nell’accesso ai prodotti agroalimentari. Difficoltà che possiamo risolvere solo con il ricorso all'innovazione tecnologica in agricoltura. Un terreno sul quale sono stati compiuti grandi passi avanti negli ultimi anni: solo tra il 2020 e il 2021 gli incentivi erogati nell'ambito di Agricoltura 4.0 sono passati da 540 milioni a 1,6 miliardi. Ma nonostante questi progressi solo il 6% delle aziende agricole italiane vi potuto accedere. Occorre fare di più”.

Secondo il ministro Patuanelli le difficoltà sono legate in gran parte alle limitate dimensioni aziendali. “In Italia la dimensione media delle aziende agricole che percepiscono gli aiuti della Pac - ha aggiunto Patuanelli - è di 14 ettari. Estensione che scende a soli 8 ettari se consideriamo anche chi non accede agli aiuti Pac. Si tratta di dimensioni troppo limitate per sostenere investimenti importanti come quelli che l’innovazione tecnologica richiede. C’è quindi bisogno di strutture che forniscano servizi tecnologici agli imprenditori più piccoli”.

Il Meeting di Napoli ha rinsaldato la partnership Italia-Israele. “Una collaborazione non nuova – ha proseguito l’ambasciatore di Israele in Italia, Dror Eydar - e che ha vissuto momenti importanti anche nella fase più dura della pandemia quando gli esperti dello Sheba Medical Center di Tel Aviv sono stati a Verduno in Piemonte per aiutare i sanitari italiani in grave difficoltà per l’offensiva del Covid 19. Fu d'altro canto proprio due anni fa, prima della pandemia, che incontrammo a Roma i vertici di Confagricoltura con i quali cominciammo a discutere di come aiutare gli agricoltori e le aziende del Sud Italia partendo dal fatto che abbiamo condizioni climatiche simili. È così è nata l’idea di realizzare un evento dedicato alle tecnologie per l’agricoltura, per la gestione dell’acqua e delle piante. Il nostro obiettivo, col tempo, è quello di far diventare questa conferenza un evento per tutti i paesi del Mediterraneo e non solo. Anzi, mi auguro che tra dieci anni possano partecipare con noi a questo Meeting anche gli agricoltori dei Paesi Arabi”.

“Il nostro auspicio – ha concluso il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - è che il meeting Italia-Israele sull’innovazione in agricoltura possa diventare presto un appuntamento annuale nel quale, nel tempo, sviluppare un modello agroalimentare Mediterraneo. Italia e Israele rappresentano oggi l’eccellenza e devono guidare lo sviluppo agroalimentare di quest’area garantendo un futuro anche a chi oggi rischia di non averlo. Ci sono oggi cittadini del mondo che fanno fatica a procurarsi prodotti alimentari di prima necessità e altri che invece ne hanno troppi. Non possiamo lasciare nessuno indietro. E l’unica possibilità di produrre più prodotti agroalimentari, di qualità e in modo sostenibile è quella di accelerare l’innovazione tecnologica. Pandemia e guerra ci hanno restituito l’importanza di una sicurezza alimentare. In questa ottica bisognerà immaginare anche un G20 dell’alimentazione nel quale immaginare una food policy a livello globale”.

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