Summit antiterrorismo

Isis minaccia Di Maio e l’Italia. Draghi: «Conferenza anti Daesh un successo»

Solidarietà al nostro ministro degli Esteri anche da molti esponenti della politica e del Governo: da Letta a Salvini e Meloni, da Lamorgese (Interno) a Speranza (Salute) e Orlando (Lavoro)

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (foto Imagoeconomica)

4' di lettura

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel mirino dell’Isis, dopo aver presieduto a Roma il 28 giugno scorso la riunione ministeriale della coalizione anti Daesh. Il settimanale dell’Isis al Naba ha pubblicato due giorni fa un articolo di minacce nei confronti dell’Italia e del nostro ministro degli Esteri, nel quale si legge: “Il dossier più pesante e importante sul tavolo dell'alleanza dei crociati a Roma è l'Africa e la regione del Sahel. Il ministro degli Esteri italiano ha ammesso che non basta combattere lo stato islamico in Iraq e Siria, ma bisogna guardare altre regioni in cui è presente, sostenendo che l'espansione dello stato islamico in Africa e nel Sahel desta preoccupazione e proteggere le coste europee significa proteggere l'Europa”.

“Non è un caso - continua il giornale che fa riferimento allo Stato islamico - che i crociati e i loro alleati si incontrino nella Roma crociata e non c’è dubbio che i timori di Roma siano giustificati, poiché è ancora nella lista dei principali bersagli dei mujahidin. I mujahidin dell’Isis stanno ancora aspettando il compimento della promessa di Dio onnipotente nei loro confronti: questa è Dabiq, questa è Ghouta, questa è Gerusalemme e quella è Roma e noi vi entreremo senza false promesse”.

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La solidarietà del premier Draghi e del Governo

L’attacco senza precedenti alla linea antiterrorismo della Farnesina e del ministro Luigi Di Maio, nome di punta del M5s, suscita l'immediata reazione del mondo politico, per una volta unito nelle sue varie componenti nell'esprimere convinta solidarietà all'esponente 5 Stelle. Dal fronte del Governo, il presidente del Consiglio Mario Draghi e un po’ tutti i ministri fanno sentire la loro vicinanza al collega degli Esteri. Ad aprire la strada è una nota di Palazzo Chigi con cui il premier “esprime pieno sostegno e profonda solidarietà al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. La conferenza anti Daesh da lui presieduta è stata un successo. Il Governo resta impegnato nel contrasto al terrorismo”. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si schiera sottolineando che “le ragioni della democrazia e della piena affermazione delle libertà e dei diritti civili non si fermeranno davanti alle minacce del cieco integralismo religioso”. Solidale con Di Maio anche il ministro della Salute Roberto Speranza, convinto che le minacce non mineranno “la sua determinazione e l’impegno nel contrasto al terrorismo internazionale”.

Sui social, ll sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia ricorda invece che “le minacce dell’Isis a Luigi Di Maio - cui va tutto il mio supporto - mentre presiedeva l'incontro della coalizione anti-Daesh con il segretario di Stato Usa Blinken, rappresentano un motivo ulteriore per procedere nella direzione della condanna del terrorismo e dei fondamentalismi”. “L’impegno centrale del nostro Paese nella lotta al terrorismo dell’Isis è un punto saldo e indiscutibile. Solidarietà al ministro Luigi Di Maio per le minacce subite”, twitta nel pomeriggio il presidente della Camera Roberto Fico. A sostegno di Di Maio parla anche la titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, confermando“lalta attenzione di tutte le Forze di polizia contro qualsiasi minaccia terroristica ed ogni forma di proselitismo, anche grazie ad una intensa collaborazione internazionale”.

Politica senza eccezioni dalla parte dell'esponente M5S

La politica - in pratica, l'intero arco costituzionale - non è da meno del Governo. Parole di sostegno per l’azione antiterrorismo promossa da Di Maio messo nel mirino dagli islamisti arrivano ad esempio dall’ex premier Giuseppe Conte e dal leader della Lega, Matteo Salvini, che promette un impegno ancora maggiore “affinché l’Isis e l’estremismo islamico vengano sradicati una volta per tutte”. Stesso pensiero per la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che via Twitter esprime “totale solidarietà al ministro degli Esteri Luigi di Maio per le minacce ricevute dall'Isis. Si faccia sentire forte la voce di tutto il Governo italiano contro chi minaccia l'Italia e i suoi rappresentanti”. Sempre su Twitter, il capo politico reggente del M5s Vito Crimi ricordache “La presenza in prima fila del nostro Paese, degli uomini e delle donne impegnati quotidianamente contro il terrorismo internazionale, richiede la massima unità. Il nostro impegno continua”.

“Il Partito democratico esprime solidarietà al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, oggetto di intimidazioni e minacce intollerabili da parte dell’Isis. A lui va la mia personale vicinanza e quella dell’intera comunità democratica unita nella lotta al terrorismo e alla violenza jihadista”, si schiera il segretario dem Enrico Letta. “Convinta solidarietà al ministro degli esteri dopo le minacce del Daesh nei confronti del nostro Paese. Nessuna tolleranza con il terrorismo islamista”, è invece la presa di posizione del segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.

Da Forza Italia si alzano molte voci a sostegno del ministro degli Esteri, tra cui quella di Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo azzurro al Senato, che twitta: “ L'Italia e il suo governo non si faranno di certo intimidire dalle vili minacce di chi, come l'Isis, non conosce altro linguaggio se non quello della violenza, del fanatismo e dell'intolleranza”.

L’Ucoii a Di Maio: “Noi al fianco dell’Italia nella lotta a Isis”

Al ministro degli Esteri arrivano anche parole di sostegno da parte dell’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia. L’Ucoii, si legge in un Tweet, “è al fianco del governo italiano e dei partner internazionali nella lotta contro l'Isis ed esprime la sua forte vicinanza al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per le parole di minaccia a lui giunte subito dopo il vertice tenutosi a Roma. Non può esserci alcun legame tra religione e terrorismo, fede e odio, anche quando questo legame viene creato a forza per poter convogliare un messaggio diverso”. Il presidente Ucoii, Yassine Lafram assicura che il ministro minacciato dagli estremisti islamici “ci troverà sempre a fianco nel combattere il terrorismo e i terroristi che vogliono minare la stabilità e la libertà della nostra nazione”. In un altro passaggio assai rilevante, Lafram ricorda poi la fatwa contro il terrorismo, promulgata già dall'Unione nel 2005. “Ogni comportamento che scientemente nuoccia alla sicurezza collettiva e tenda a destabilizzare le società introducendo elementi d'insicurezza o rischio collettivi, per qualunque scopo dichiarato esso venga perpetrato - si legge - è oggettivamente una fitna (un'eversione malefica), estendendo questo termine ad ogni forma di terrorismo, guerra civile, e aggressione contro le creature innocenti”.


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