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La battaglia Usa-Cina passa dai sistemi operativi: Huawei lancia HarmonyOS e sfida Android

Huawei, la società cinese messa al bando da Trump corre ai ripari. Pronto un nuovo sistema operativo per tutti i dispositivi per sostituire Android, dopo che Google ha annunciato la revoca delle forniture

di Biagio Simonetta


Ecco cosa succede dopo lo schiaffo di Google a Huawei

4' di lettura

Se Google stacca la spina, Huawei ha già pronto un piano B di grande prospettiva. È un po’ questo il succo della Huawei Developer Conference, durante la quale il produttore cinese ha svelato le sue carte presentando un sistema operativo proprietario in grado di sostituire Android. Si chiama HarmonyOS, e sarà trasversale ai vari dispositivi prodotti dal colosso di Shenzhen: dagli smartphone ai tablet, fino agli indossabili.

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«Stiamo entrando in un’era in cui le persone si aspettano un’esperienza olistica intelligente attraverso tutti i dispositivi e gli scenari. – ha detto dal palco Richard Yu, Ceo della divisione Consumer Business Group - A supporto di ciò, abbiamo ritenuto importante disporre di un sistema operativo con funzionalità multipiattaforma migliorate. Avevamo bisogno di un sistema operativo che supportasse tutti gli scenari, che potesse essere utilizzato su un’ampia gamma di dispositivi e piattaforme e che potesse soddisfare la domanda dei consumatori di bassa latenza e sicurezza».

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Corsa contro il tempo
Le parole di Yu non sono per niente banali. Quando il Ceo di Huawei parla di «tutti gli scenari», intende abbastanza esplicitamente la partita con Google per Android. Se il ban commerciale imposto da Trump (la cui deroga scade il 19 agosto) dovesse rimanere attivo, Huawei sarà in qualche modo costretta a virare su un nuovo sistema operativo. E HarmonyOS è la risposta.
Chi conosce a fondo la storia di Huawei, però, sa benissimo che la strada di un sistema operativo proprietario era già tracciata. Gli ingegneri di Shenzhen erano al lavoro già dal 2017 a questo piano. La mossa della Casa Bianca, dunque, potrebbe aver solo accelerato i tempi. In Cina, infatti, la voglia di leadership tecnologica lato software è altissima già da qualche anno. Il nuovo corso imposto dal governo di Pechino lo dice chiaramente.

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Come sarà HarmonyOS
Secondo la descrizione fornita da Yu in fase di presentazione, HarmonyOS sarà molto diverso da Android e iOS (i due sistemi operativi che si dividono il mercato attuale). «Si tratta – ha detto Yu - di un sistema operativo distribuito basato su microkernel che offre un’esperienza fluida in tutti gli scenari. Ha un’architettura affidabile e sicura e supporta la collaborazione senza soluzione di continuità tra i dispositivi. Gli sviluppatori potranno produrre le loro App una volta sola, per poi distribuirle in modo flessibile su una vasta gamma di dispositivi diversi». Chiaramente, però, Huawei è un marchio che negli anni è stato fortemente legato ad Android. Ed è per questo che HarmonyOS è stato studiato in modo da fornire una certa compatibilità. Per gli sviluppatori di App già presenti nello store di Google, infatti, non sarà necessario riprogettare tutto dall’inizio. Secondo Huawei, con piccole modifiche apportabili in un paio di giorni, tutte le applicazioni saranno compatibili col nuovo sistema operativo.

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Quattro caratteristiche chiave
È la stessa Huawei a fornire le quattro caratteristiche chiave del suo nuovo software. La prima riguarda la trasversalità fra prodotti. HarmonyOS è «il primo sistema operativo per dispositivi con architettura distribuita, in grado di offrire un’esperienza senza soluzione di continuità tra i device». La seconda è relativa alle prestazioni. Per il produttore cinese, questo OS, giocherà molto sulla rapidità di esecuzione. Grazie al “Deterministic Latency Engine”, il sistema sarà in grado di fornire la priorità alle esecuzioni così da mettere a disposizione di quelle principali più risorse. Il colosso di Shenzhen è convinto che con questa struttura, HarmonyOS sarà 5 volte più efficiente dei sistemi attuali. Terza caratteristica portante è la sicurezza, grazie all’architettura Microkernel. E per concludere la compilazione unificata, che renderà più semplice il lavoro degli sviluppatori che hanno già progettato le loro App per Android.

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Quando arriva
Chiaramente, adesso, l’attenzione si sposta su cosa succederà con Google e su quali saranno i tempi di introduzione di HarmonyOS. Di certo si sa che Huawei rilascerà immediatamente una versione 1.0 che sarà Open Source. E il primo mercato a recepirla sarà quello cinese. A meno di stravolgimenti in arrivo dalla Casa Bianca, l’idea di Huawei è comunque quella di un’introduzione graduale, che magari punti l’obiettivo su un paio d’anni. Molto, però, dipenderà da quello che succederà il prossimo 19 agosto. Se alla scadenza della deroga concessa da Trump, il ban commerciale nei confronti di Huawei dovesse rimanere intatto, con Google costretta a staccare la spina di Android sui futuri device del colosso cinese, è molto probabile che da Shenzhen saranno pronti a dare l’accelerata decisiva.

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