ARCHITETTURA

La Biennale riparte con un “giro d’Italia” dei progetti visionari

Il 22 maggio riapre la 17° edizione dell’evento di architettura che si tiene a Venezia per raccontare 16 esempi virtuosi di gestione del patrimonio pubblico in altrettanti territori

di Paola Pierotti

I punti chiave

6' di lettura

Sarà un atlante di mappe, monografiche o interdisciplinari, quello proposto all’interno del Padiglione Italia della 17a Biennale di Architettura di Venezia, dal titolo “Come vivremo insieme?”, e dedicato alle comunità resilienti. Mappe di progetti visionari, storie di contaminazioni, ma anche iniziative realizzate o in fieri che vedono in campo le Pa italiane. Esempi virtuosi di gestione del patrimonio pubblico alle differenti scale di intervento urbano. Il curatore Alessandro Melis ha chiesto a Paolo di Nardo e Francesca Tosi di dare forma e contenuto ad un racconto che parli di un’Italia con istituzioni impegnate attivamente sui temi dell’economia circolare, della bellezza, della resilienza.

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Il viaggio

Da Aquileia a Saluzzo, da Varese a Modica passando per Olbia e Cagliari.Sono 16 (come anticipato su Il Sole 24 Ore in edicola il 10 maggio) le città e i territori protagonisti di questo outlook dedicato alle città resilienti. «La scelta parte dal principio che il sistema Paese Italia si può considerare come un integrale geometrico e geografico di piccole realtà urbane, tanto è vero che se si escludono le poche metropoli italiane il frame del Paese è ancora leggibile e riconoscibile come identità geografica. Non è quindi la dimensione, bensì l'atteggiamento resiliente che sta alla base della scelta di queste testimonianze urbane» spiega Di Nardo.

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Mantova si racconta nel padiglione promosso dal Ministero della Cultura italiana, con tre icone della città che si rigenera cercando la bellezza nella sostenibilità: una fabbrica storica, una piazza d’arte nel cuore della città, una periferia degradata. Si parte con la “fabbrica sospesa” di Pier Luigi Nervi, icona di modernità: da involucro per la macchina che trasforma la pasta di legno in carta da giornale (1964) a fabbrica (2019) per la produzione di carta da imballaggio alimentata con carta riciclata, rendendo sostenibile il mantenimento di un capolavoro della Mantova moderna. Secondo progetto è la pedonalizzazione di Piazza Leon Battista Alberti. Terza iniziativa quella di Mantova Hub dove un’ex fabbrica di ceramica e capannoni militari, dismessi dagli anni ‘60, sono pronti per essere recuperati e diventare fulcro di multifunzionalità.

In Abruzzo, un piccolo comune di 80 abitanti, Montebello sul Sangro è l’esempio per i tanti borghi abbandonati. Il progetto pilota si chiama “Buonanotte Contemporanea”, e prevede l’azione congiunta di architetto e artista per dare vita ad un nuovo linguaggio, che non domina il borgo, ma lo valorizza senza alterarne l'identità. La sfida? Creare relazioni per far tornare il luogo ad essere generativo di incontri e possibilità inesplorate. La “messa in sicurezza” fisica di una parte del borgo diventa così la “messa in sicurezza di una comunità”, che si riappropria di un luogo della memoria.

Aquileia è una piccola città, ma è anche un centro culturale rilevante (sito Unesco dal 1998) e di richiamo turistico internazionale. La guida per la Pa è un’agenda strategica che riconosce le risorse già presenti, assumendole come leve per pensare a una città “slow” e ad un territorio capaci di reagire agli impatti della pandemia. Con la “lentezza” per immaginare una strategia di adattamento alle sfide e ai rischi presenti e futuri.

Scendendo in Sicilia, un’altra tappa del viaggio proposto dal Padiglione Italia è a Modica, altro sito patrimonio Unesco, dove è stato testato il progetto Kassandra: un sistema di supporto decisionale integrato che, tramite analisi dati e simulazioni, propone una visione complessiva di un ecosistema umano per generare resilienza urbana. Si parte dalla gestione del flusso naturale dell'acqua, che a sua volta consente lo sviluppo di vegetazione autoctona, aumenta la biodiversità, si mitigano le temperature e di conseguenza si migliora la qualità dell'aria.

Per il risanamento del Lago di Varese, un programma strategico punta al miglioramento della qualità delle acque e alla salvaguardia della biodiversità dell'ecosistema lacustre, che rientra nell'elenco delle aree protette della Rete ecologica europea “Natura 2000”. Prevista una campagna di partecipazione coinvolgendo la cittadinanza per una gestione integrata del territorio (pista ciclabile, balneazione, turismo, pesca, navigazione, spazi collettivi).

Acqua e partecipazione sono l’identikit del progetto del Comune di Bologna dove i corsi d’acqua, la collina e i cunei agricoli, insieme al verde pubblico e privato, costituiscono una infrastruttura verde e blu. E dove è forte la tradizione di partecipazione per la co-progettazione e co-gestione dei beni comuni.

Modello per la corretta gestione delle risorse idriche ed energetiche è Saluzzo che è stato per quattro secoli capitale di un fiorente marchesato alpino. Caratterizzato da un reticolo di canali convoglia il flusso del torrente Varaita verso le terre della pianura, uno dei più grandi distretti frutticoli del paese. Le bealere arrivano anche dentro alla città alla quale regalano energia: un tempo mulini, folloni e segherie, oggi impianti idroelettrici non invasivi.

Il Piano Strategico “Olbia Città d’Europa” è stato il punto di partenza per lo sviluppo sostenibile nel medio-lungo periodo, e in questo contesto si inserisce il progetto di rigenerazione IT Olbia per l’area a sud del golfo volto a re-innescare processi che mobilitino peculiarità ambientali, luoghi della cultura e del sociale, scuole, spazi pubblici, per una comunità che in quel territorio vive, studia e lavora.

Sempre in Sardegna, si studia un parco del benessere a Cagliari. La storia recente della città è segnata dalla conquista del mare e delle aree umide che da luoghi malsani sono divenuti spazi ricreativi e produttivi, a servizio della città e della sua area vasta. Se non sono mancati investimenti a ridosso della spiaggia del Poetto, l’adiacente compendio Molentargius-Saline attende ancora la sua occasione di riscatto. Gli edifici civili e le infrastrutture industriali legate alla produzione del sale, sospesa nel 1985, ma non abbandonata, sono un patrimonio di grande attrattività e fascino che si candida a diventare il centro di un grande distretto dedicato alla cura e allo svago delle persone.

Nella mappa del Padiglione Italia c’è anche la Regione Toscana che si distingue per la legge regionale di governo del territorio n.65/2014 e il Piano paesaggistico che hanno messo in atto dispositivi efficaci che permettono di contrastare il consumo di suolo e favorire il riuso del patrimonio edilizio esistente, garantendo una corretta gestione del territorio. In coerenza con tale approccio oltre il 96% dei Comuni ha già rinnovato o sta rinnovando i propri strumenti di pianificazione.In provincia di Siena, a Radicondoli, il focus si sposta sulla parola chiave del “calore”, quello geotermico e quello umano, dell'accoglienza: due forze positive e sostenibili, che scaldano un ambiente puro che ha fatto della comunità la sua energia.

Calenzano è un comune di 18mila abitanti della città metropolitana di Firenze, nato come realtà agricola ma l'avvento del casello autostradale ne ha determinano un repentino e caotico sviluppo industriale. Finisce sotto i riflettori della Biennale ora per uno sviluppo basato principalmente su processi di riconversione attraverso la sperimentazione dell'istituto dei crediti edilizi e della rigenerazione urbana, con gli obiettivi di ricomporre i margini urbani e riqualificare le aree degradate.

Il tema dell’economia circolare la fa da padrone con il caso di Prato. L’installazione “dalla stoffa alla stoffa” è la metafora e rappresentazione di un sistema virtuoso e di un processo resiliente esportabile in altri settori e discipline. Non si tratta di semplice riciclo, bensì di un metodo responsabile di rigenerazione che passa sotto le strategie di Urban Jungle, i progetti di retrofitting, la valorizzazione degli spazi pubblici.

Padova è stata chiamata ad affrontare, in più occasioni e con una maggiore frequenza negli ultimi anni, fenomeni meteorologici estremi come nubifragi e ondate di calore, che hanno causato danni ingenti in città. Ecco che il Comune sta rafforzando la propria capacità nel mitigare gli impatti, in grado di traghettare la città verso la Carbon Neutrality entro il 2050. Un percorso tecnico ma anche una politica di governance per fare della città veneta un laboratorio di sperimentazione di interventi di adattamento ai cambiamenti climatici.

Tra le altre città medie coinvolte nella mostra curata da Melis c’è Caserta. Il focus è sulla rigenerazione di un’area a ridosso del palazzo reale dove un vecchio hangar di calcestruzzo era stato acquistato dalla Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, per costruire il nuovo Rettorato: il vecchio edificio però non viene demolito e si procede con una sorta di “upgrade architecture” ricavando all'interno il rettorato, gli uffici, l’auditorium, un ristorante, sale conferenze, aule didattiche, riducendo enormemente l’impatto ambientale e tracciando una via simbolica per un nuovo concetto di campus universitario.

Ancona è stata tra le prime città italiane a sottoscrivere il patto dei sindaci e a dotarsi del piano di azione per l’energia sostenibile e il clima; ha adottato un piano strategico finalizzato a promuovere politiche di rigenerazione e adattamento vantaggiose per cittadini e sistema economico locale. Cinque i grandi progetti in corso per ridisegnare il suo futuro. Tre sul waterfront: litorale nord, Mole Vanvitelliana e porto storico, a cui si aggiungono l’ingresso nord della città e la passeggiata da mare a mare.

L’appuntamento per l'apertura della mostra è a Venezia, dal 22 maggio prossimo.

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