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La Cina invia truppe in Russia per esercitazioni. E ringrazia Putin su Taiwan

Pechino plaude al sostegno di Mosca dopo la visita della Pelosi a Taipei e annuncia la partecipazione alle manovre «Vostok» dal 30 agosto

di Salvatore Giugliano

Taiwan, Cina a Usa: "Misure ferme a difesa della nostra sovranita'"

2' di lettura

Le truppe cinesi si recheranno in Russia per un ciclo di esercitazioni congiunte con la Russia e altri Paesi tra cui India, Bielorussia e Tagikistan. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Pechino, precisando che la presenza cinese «non è correlata all’attuale situazione internazionale e regionale». Le operazioni militari fanno parte di un accordo di collaborazione con «l’obiettivo di approfondire la cooperazione pratica e amichevole con gli eserciti dei Paesi partecipanti, migliorare il livello di collaborazione strategica tra le parti e rafforzare la capacità di risposta a varie minacce alla sicurezza», si legge in una nota.

Il grazie a Putin per il sostegno su Taiwan

A fare da sotto-testo alla notizia, gli attriti Pechino-Washington acuitisi con la visita della speaker americana a Taiwan Nancy Pelosi a Taipei. Non è un caso se la Cina ringrazia per il sostegno ricevuto su questo dossier dal presidente russo Vladimir Putin, secondo cui la visita della Pelosi è stata una «provocazione ben pianificata». Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin ha ricordato che più di 170 Paesi hanno riaffermato il principio dell’«unica Cina», sostenendo Pechino «nella sua salvaguardia di sovranità nazionale e integrità territoriale». I giudizi di Putin «sono una manifestazione di cooperazione strategica ad alto livello tra Cina e Russia e del sostegno reciproco coerente e fermo su questioni che riguardano i reciproci interessi fondamentali».

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Esercitazioni «Vostok» dal 30 agosto

Non è un caso che l’annuncio delle esercitazioni congiunte maturi dopo giorni di tensioni crescenti tra Pechino e gli Usa a causa della visita fatta a Taiwan a inizio mese dalla Pelosi. La leadership comunista ha reagito con rabbia alla mossa considerata un assist alle forze indipendentiste di Taipei, ritenuta parte «inalienabile» della Cina da riunificare anche con la forza, se necessario. Per una settimana, l’esercito di liberazione popolare ha organizzato manovre senza precedenti intorno all’isola, testando un blocco aereonavale e lanciando anche missili balistici. Attualmente, sono in corso «missioni di pattugliamento e prontezza al combattimento». A luglio la Russia aveva annunciato l’intenzione di tenere le esercitazioni militari «Vostok» (Est) dal 30 agosto al 5 settembre, a dispetto dell’onerosa guerra in corso contro l’Ucraina, anticipando pure la partecipazione generica di forze straniere.

Il precedente del 2018 e l’amicizia «senza limiti»

Il distretto militare orientale della Russia, che ha in carico le manovre, include parte della Siberia e ha il suo quartier generale a Khabarovsk, vicino al confine cinese. Le ultime manove di questo tipo si sono svolte nel 2018, quando l’Esercito popolare di liberazione vi prese parte per la prima volta, nell’ambito di un accordo di cooperazione annuale bilaterale con Mosca che è pienamente operativo. Con il presidente cinese Xi Jinping e l’omologo russo Putin, Pechino e Mosca hanno rafforzato sempre di più i legami bilaterali in vari settori, anche in campo militare. Xi e Putin annunciarono a Pechino lo scorso 4 febbraio, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Pechino 2022, la partnership «senza limiti», poche settimane prima che Mosca - il 24 febbraio - iniziasse la sua «missione militare speciale» in Ucraina.

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