ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI dati Istat di maggio

La corsa dell’export non basta: il gas affonda il saldo commerciale

Vendite a +26,2%. Boom in Usa, male solo Cina e Russia. In cinque mesi si passa da un attivo di 20 miliardi ad un passivo di quasi dieci

di Luca Orlando

(AdobeStock)

2' di lettura

Da un attivo di 20 miliardi ad un “rosso” che sfiora i dieci. Escursione enorme, quella della bilancia commerciale extra-Ue dei primi cinque mesi dell’anno, imputabile quasi interamente all’impennata dei prezzi dell’energia.

Dai dati Istat emergono due aspetti fondamentali: da un lato l’accelerazione dell’export, che continua a crescere quasi ovunque a doppia cifra; dall’altro l’impennata delle importazioni, con la Russia a svolgere un ruolo determinante nell’appesantire il nostro passivo.

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La crescita congiunturale delle vendite con i paesi extra Ue27 è del 4,7% e riguarda tutti i raggruppamenti principali di industrie, a eccezione dei beni di consumo non durevoli.

Nel trimestre marzo-maggio 2022, rispetto al trimestre precedente, l'export cresce dell'8,5%, e nello stesso periodo, l'import segna un rialzo congiunturale del 15,0%, cui contribuisce in ampia misura il forte aumento degli acquisti di energia (+31,9%).

Su base annua l’aumento delle vendite è del 26,2% e vede crescite robuste quasi ovunque, con il traino decisivo degli Stati Uniti, in crescita di oltre il 40%. Solo due le eccezioni. Anzitutto la Cina (-91%), frenata dal rallentamento dell’econonia e dai nuovi vincoli imposti dal Covid

L’altra frenata è per la Russia, dove il made in Italy cede quasi dieci punti, calo comunque di molto inferiore rispetto a quanto visibile a marzo e ad aprile, mesi appesantiti dalle prime sanzioni ma soprattutto dall’incertezza sul reale buon fine delle transazioni, tema che alla luce di questi nuovi dati potrebbe essere in parte rientrato.

Russia che è però protagonista assoluta per le nostre importazioni, più che raddoppiate per effetto del caro-energia. Così, se un anno fa il deficit con Mosca del periodo gennaio-maggio era pari a 2,5 miliardi, ora il passivo si è impennato a quota 11,3 miliardi.

Energia che modifica in modo evidente i valori del nostro saldo anche in generale: il disavanzo di maggio è pari a 637 milioni, a fronte di un avanzo di 4.783 milioni dello stesso mese del 2021. Colpa del deficit energetico (-8.686 milioni), molto più ampio rispetto a un anno prima (-2.914 milioni) anche se l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici, pari a 8.049 milioni, è elevato e in aumento rispetto a maggio 2021 (7.697 milioni).

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