Il vertice di Bruxelles

La doppia partita Ue-Usa: alleati sulla lotta al Covid, meno sul 5G

Biden potrebbe offrire all’Europa il suo contributo in termini di dosi in eccesso non fruibili nell'immediato dai cittadini Usa non senza qualche possibile contropartita futura ad esempio sulle tecnologie cinesi

di Gerardo Pelosi

I punti chiave

  • Draghi guiderà il coordinamento Covid. Aiuto da Biden
  • Von der Leyen a Blinken: vogliamo un’agenda globale Ue-Usa
  • Possibili frizioni tra Bruxelles e Washington su dossier 5G

3' di lettura

E' un segnale di riavvicinamento e fiducia nell'alleato europeo dopo la parentesi Trump la partecipazione in videoconferenza del presidente americano Joe Biden al Consiglio europeo di oggi giovedì 25 marzo. Ma non senza qualche possibile contropartita futura. Era dal giugno 2001 (Governo Berlusconi) che un presidente americano non partecipava a un summit europeo. La globalizzazione del dolore e la lotta coordinata alla pandemia che ha unito tutte le democrazie sta riscrivendo buona parte delle vecchie regole della diplomazia. Così, una volta affrontata la priorità della sfida sull'Asia per contenere le ambizioni cinesi con il vertice virtuale a quattro (Usa, Australia, India e Giappone), dopo il viaggio del segretario di Stato Usa Antony Blinken a Tokio e Seoul e il ruvido confronto con la diplomazia cinese nel vertice Usa-Cina in Alaska della settimana scorsa guardare all'Europa diventava quasi obbligatorio. Si parlerà oggi nel consiglio Ue di un coordinamento Covid sempre più stretto, su come utilizzare al meglio le capacità produttive delle Big Pharma presenti in Europa per renderci autonomi rispetto alle forniture extra Ue. Biden potrebbe offrire il suo contributo in termini di dosi in eccesso non fruibili nell'immediato dai cittadini Usa.

Draghi guiderà il coordinamento Covid. Aiuto da Biden

Un vertice europeo quello di oggi che vedrà un ruolo di primo piano per il premier italiano Mario Draghi insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente francese, Emmanuel Macron. Draghi ha ammesso ieri in Parlamento che c'è delusione nei cittadini europei sui vaccini ma, ha detto, «ora guardiamo al futuro, ai segni positivi all'orizzonte. Parlo di pragmatismo in senso positivo nei confronti dell'Ue, non metto la ricerca di altre strade prima. L'Italia ha mostrato che la sua azione è fondata su tre pilastri: il rispetto degli accordi da parte delle multinazionali dei vaccini; le sanzioni se questi accordi non sono rispettati; la pronta sostituzione dei vaccini mancanti con altri tipi di vaccino». La strada del coordinamento europeo resta quella maestra soprattutto se gli Stati Uniti sono pronti ad offrire il loro contributo. Ma da Biden sono molto attesi anche i commenti sull'industria digitale, sulla competitività e soprattutto sul rispetto dei diritti umani in Turchia e Russia.

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Von der Leyen a Blinken: vogliamo un’agenda globale Ue-Usa

Ieri a Bruxelles era presente per il vertice Nato il segretario di Stato Usa Antony Blinken. «Gli Usa – ha detto a Blinken la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen - sono un valido ed importante partner per l'Ue, vogliamo creare un'agenda globale Ue-Usa e la vostra presenza qui è un chiaro segnale che condividiamo le stesse ambizioni. La nostra immediata priorità è affrontare la pandemia da Covid-19. Non vedo l'ora di impegnarmi con te, Tony, per rafforzare la catena di fornitura globale per i vaccini».

Usa considerano postura Cina minaccia per democrazie

Non è un mistero che gli Stati Uniti considerino l'attuale postura geopolitica della Cina una vera minaccia non solo per gli Stati Uniti ma per tutte le democrazie occidentali. Una minaccia rafforzata da una crescita economica senza precedenti. I primi dati di gennaio e febbraio 2021 confrontati con i primi due mesi del 2020 in piena crisi pandemica parlano da soli: la crescita cinese supera il 30% in produzione industriale, consumi e investimenti e se il Pil nel primo trimestre 2020 aveva subito un calo del 6,8% si è ora registrato un +15% nel primo trimestre 2021.

Usa apprezzano sanzioni Ue contro Cina su diritti umani

Un segnale apprezzato dagli Usa sono però le sanzioni europee contro la Cina, le prime dopo quelle di condanna per il massacro di Tienanmen dell'89. La Cina ha protestato contro la convocazione dei suoi ambasciatori in alcuni Paesi dell'Unione Europea (dopo la Francia anche l'Italia con la viceministra Marina Sereni ha convocato l'ambasciatore cinese). Si trattava però si richieste di chiarimenti dopo le decisioni di Pechino in rappresaglia alle misure annunciate dall'Ue contro funzionari cinesi che sarebbero coinvolti negli abusi contro gli uiguri.

Possibili frizioni tra Bruxelles e Washington su dossier 5G

Per ora gli Stati Uniti non chiedono impegni precisi agli europei ma non è escluso che comportamenti troppo aperti sulle tecnologie cinesi a partire dal 5G da parte di alcuni Paesi europei possano suscitare perplessità e reazioni da parte americana. La missione di Blinken a Bruxelles prevedeva per ora solo la riapertura del dialogo transatlantico e nessuna richiesta agli alleati. Ma nel futuro le cose potrebbero cambiare. «Gli Stati Uniti - ha chiarito infatti il capo della diplomazia Usa - non costringeranno agli alleati di fare una scelta “o noi o loro” per quanto riguarda la Cina». I Paesi possono lavorare con la Cina dove è possibile, ribadisce Blinken che sottolinea come per esempio «sia necessaria la cooperazione con Pechino sul fronte dei cambiamenti climatici».


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