ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùAutomotive

Auto, la DR di Isernia supera i colossi: vale il 4% del mercato italiano

A settembre vendute 2.600 vetture. L’alleanza con i produttori cinesi garantisce le forniture di componenti. L’impianto di produzione principale in Molise impiega circa 400 persone

di Simonluca Pini

DR Automobiles cattura il pubblico con nuovi brand e modelli

3' di lettura

Da vendere le auto nei centri commerciali, a superare marchi storici come Opel o Alfa Romeo. Dal rischio fallimento nel 2012, ad un fatturato che potrebbe raggiungere i 400 milioni di euro nel 2022. La protagonista di questa scalata? La DR Automobiles di Macchia d’Isernia, comune molisano con poco più di mille abitanti. Basterebbero questi numeri per parlare di “Fenomeno DR” ma l’azienda guidata da Massimo di Risio sta continuando a superare una serie di traguardi inimmaginabili fino a qualche fa, come sottolineato dalle quasi 2.600 immatricolazioni ottenute nel mese di settembre che avvicinano il costruttore molisano al 4% del mercato. Oltre a segnare il record di vendite nella storia di DR (il dato preciso sarà comunicato questo venerdì, a causa di un ritardo nei sistemi della Motorizzazione), i 2.600 contratti di settembre diventano ancora più significativi se paragonati alle 788 immatricolazioni ottenute nello stesso periodo del 2021 o alle 489 del 2020. Numeri in continua crescita anche per il fatturato, passato da 57 milioni nel 2019, 27 nel 2020, 136 nel 2021 e circa 400 stimati nel 2022.

Il segreto del successo

Il segreto di questo successo è frutto di una serie di fattori, a partire dalla disponibilità delle vetture. Perché oggi la principale difficoltà riscontrata dai clienti è legata alla mancanza di prodotto, con tempi di consegna mediamente superiori ai 6 mesi e con punte che possono superare i 365 giorni. Al contrario la rete DR riesce a garantire tempistiche comprese tra i 20 e i 40 giorni, conquistando così la clientela che deve cambiare l'auto rapidamente. A questo si aggiunge una delle gamme più “economiche” del mercato, permettendo ad una larga fetta di automobilisti di fare un salto di categoria passando ad esempio da una compatta ad un suv, e offrendo motorizzazioni a Gpl su tutti i modelli in vendita grazie alla collaborazione con Brc.

Loading...

L’asse con i cinesi

In uno scenario di mercato dove i grandi gruppi come Stellantis o Volkswagen non riescono a consegnare automobili a causa della mancanza di chip e di materiali in generale, sorge spontanea la domanda su come una piccola realtà molisana possa contare su vetture a stock e su un gamma in continua crescita. La risposta si trova nella stretta collaborazione con i costruttori cinesi, vero punto di forza di DR. Perché l'intuizione di Di Risio è stata, ed è, quella di importare vetture dalla Cina e adattarle nell’estetica e nei contenuti ai gusti italici ed europei. La partnership con marchi come Chery, per 18 anni al primo posto tra i marchi cinesi in termini di esportazioni, e Jac Motor sta assicurando al marchio molisano un vantaggio strategico sui tempi di consegna.

Gli impianti

Attualmente l’impianto di produzione principale da cui escono i modelli a marchio DR e Evo, impiega complessivamente 400 persone e ha una produzione di 3.000 unità al mese con una capacità massima di 5.000. A questo si aggiunge un secondo impianto di produzione dedicato ai nuovi marchi Sportequipe ed ICKX. Complessivamente la superficie di DR Automobiles Groupe è di circa 200.000 mq. A questi si aggiungono i 250 centri di assistenza sparsi per l'Italia, in grado di assicurare ricambi in massimo 48 ore grazie al nuovo magazzino automatizzato realizzato per rispondere alle necessità del service.

Naturalmente, come spesso accade soprattutto tra le start up, il cammino di DR nel corso degli anni è stato impervio e complesso a partire dalla fondazione avvenuta nel 2006. Se i primi anni sono stati caratterizzati da imprese commerciali ardite ma capaci di portare risultati e far conoscere il marchio al grande pubblico, a partire dalla vendita nei centri commerciali, gli anni successivi verranno ricordati per il tentativo di acquisto dell’ex impianto Fiat di Termini Imerese tra il 2012 e il 2013 e la relativa richiesta di concordato preventivo per superare uno dei periodi più bui dell’azienda molisana.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti